Luna, silenziosa presenza inspiratrice tesina

Tesina maturità liceo scientifico sulla luna. Argomenti tesina maturità: la Luna, leggenda nella letteratura, la presentazione della Luna, l'allunaggio, l'immagine della Luna nelle opere di Dante Alighieri.

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  • 28-07-2015
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Introduzione Luna, silenziosa presenza inspiratrice tesina



L’argomento centrale della mia tesina di maturità è la Luna come silenziosa presenza ispiratrice. Dovunque mi trovi, infatti, in qualsiasi luogo della Terra io sia, lei mi accompagna col suo incessante viaggio. Da bambini siamo stati tutti ingannati dal fatto che viaggiando in automobile, ci sembrava che essa ci seguisse fiancheggiandoci nelle nostre peregrinazioni finché, una volta cresciuti, le leggi della fisica non ce ne hanno spiegati i motivi. Se tutto cambia, muta, si evolve, la Luna è , e sempre rimarrà, una sfera familiare nel buio, un viso noto che mai cambierà. La parola “Luna” deriva dall'antichissima radice indoeuropea “leuk”, che significa “splendere” trasformandosi poi nel greco “leucos”, lucente, chiaro, bianco, e poi nel latino “lux”, da cui “lumen”. Luna significa quindi “luminosa”. Fin dagli albori del tempo abbiamo cercato di raggiungere il cielo e di scoprirne i misteri: l’astronomia accompagna l’uomo fin dalle sue origini, sia perché l’osservazione del cielo si è rivelata essere un potente strumento di sopravvivenza e di sviluppo, sia perché la volta celeste è sempre stata al centro dell’ansia spirituale e conoscitiva del genere umano. Le costellazioni, i pianeti, il Sole e la Luna, ci forniscono un legame molto forte con le civiltà più antiche, una sorta d’eredità che ci accomuna tutti, ogni volta che guardiamo il cielo.
La Luna in particolare è stata al centro d’ogni mitologia fin dall’antichità e la sua importanza è da attribuire alle innumerevoli leggende tramandate di generazione in generazione con lo scopo di spiegare fenomeni un tempo considerati magici e misteriosi. I primi calendari segnavano il trascorrere del tempo, non con il Sole e le stagioni, bensì con l’alternarsi delle “Lune”. Ecco perché, nelle società umane di tutto il mondo, la Luna fu sempre considerata come un personaggio divino, adorata da molti popoli antichi. Fin dai tempi più remoti il suo culto è presente anche se in modi diversi, presso tutte le culture e le civiltà. Gli Egizi la adoravano col nome di Iside, per gli Assiri e i Babilonesi era considerata un dio che, come l’astro, cresce e decresce creando ed in seguito distruggendo se stesso. Il primo calendario, costruito in Mesopotamia osservando la regolarità delle fasi lunari, risale al III millennio a.C. In Grecia il culto degli astri fu introdotto dal vicino Oriente , venne così adorata Selene, la Luna sotto forma di donna. Presso i popoli germanici essa era una cacciatrice che cavalcava nella notte attraverso la foresta e di giorno in luoghi desolati sotto la forma di una bellissima donna. Grandi e piccoli templi furono innalzati in suo onore. Possiamo ricordare il tempio della Dea Caelestis presso Cartagine, il tempio di Diana sull’Aventino e il tempio di Efeso. Nel mondo classico i due figli di Latona, Apollo e Diana, erano identificati col Sole e la Luna. Nella mitologia romana in particolare la Luna, era la dea della fecondità, avendo avuto cinquanta figli dal pastore Endimione, culto perciò particolarmente praticato dalle donne. A Diana venivano offerti i doni della terra, cervi bianchi, arieti e buoi. Inoltre se il primo giorno settimanale era ed è tutt'oggi il dies lunae, lunedì, significa che la Dea Luna era almeno importante quanto gli Dei deputati ai giorni che seguono, e cioè Marte, Mercurio, Giove, Saturno, e infine il Dies solis, il giorno del Sole mutato poi nel Giorno del Signore, Domenica. Durante il medioevo, la venerazione della dea venne ripetutamente investita dalle condanne della Chiesa e demonizzata. Ma Artemide-Diana, in realtà, era una figura protettrice: puniva coloro che violentavano le vergini e si macchiavano di ogni altra sopraffazione, così come puniva coloro che esercitavano la caccia in modo selvaggio, compiendo una distruzione senza limiti. La dea assisteva le partorienti e le balie, presiedeva alla crescita di ogni genere. In questa epoca alcuni credevano che la Luna 2 fosse una sfera perfettamente liscia, come sosteneva la teoria tolemaico-aristotelica, ed altri che vi si trovassero oceani (a tutt'oggi il termine mare è impiegato per designare le regioni più scure della superficie lunare).
Quando nel 1609 Galileo puntò il suo telescopio sulla Luna, scoprì che la sua superficie non era liscia, bensì corrugata e composta da vallate, monti alti più di 8.000m e crateri. La Luna nella poesia fu spesso simbolizzata e trasformata, costituì spesso una presenza amica e consolatrice, una presenza rassicurante nell'angoscia generata dalla coscienza della realtà che si contrappone all'eterno. La sua immagine non godette più di buona fama nel Novecento; nell'epoca del trionfo della macchina infatti, i futuristi, protagonisti di una nuova corrente artistico-letteraria, le dichiarano guerra al grido di Marinetti “Fuciliamo il chiar di luna!”. Così la vecchia Luna scomparve in buona parte dalla poesia e dalla pittura; tuttavia, nonostante la volontà di abolire i sentimentalismi romantici, ancora alcuni autori sfruttarono la sua immagine per dar voce alle proprie emozioni. In tempo più recenti, infine, quella della Luna è stata la prima superficie non terrestre calpestata dagli uomini (20 luglio 1969). Alzando il volto al cielo notturno è difficile non cercare con lo sguardo il suo pallido chiarore. Ha ispirato poeti, musicisti, innamorati, ed è da sempre simbolo divino di bellezza celeste. L’astro notturno, domina la nostra sfera emotiva, il nostro lato oscuro. Sorella del Sole, a lei sono stati dedicati i canti più romantici, alla sua luce argentea gli innamorati hanno legato i loro incanti più potenti.
E' raro che un qualsiasi poeta non abbia dedicato a lei almeno qualche verso nella sua bibliografia. La Luna percorre il nostro immaginario in moltissimi modi. La semplice osservazione del comportamento vegetale e animale, nonché delle stesse maree ha fatto intendere già agli uomini dell'antichità come la Luna abbia una forte influenza sulla vita delle creature che popolano il nostro pianeta o il comportamento peculiare di molte specie animali. Se gli influssi della Luna accertati sono piuttosto ridotti, quelli che le vengono attribuiti sono infatti molto più numerosi. In molte culture, soprattutto contadine, è frequente la credenza di influssi sulle pratiche agricole secondo la regola: «Tutto ciò che deve crescere e svilupparsi deve essere fatto in Luna crescente, tutto ciò che deve arrestarsi e morire deve essere fatto in Luna calante». Le persone che ritengono verosimili tali credenze, probabilmente devono le loro convinzioni al fatto che, per tradizione, sono sempre state rispettate e, in genere, i risultati ottenuti sono stati buoni. Si tratta tuttavia di una "prova" tautologica priva di ogni valore. Nel passato molte patologie erano associate agli influssi lunari. L’esempio più noto è quello dell’epilessia, che veniva chiamata mal della Luna. Retaggi di queste antiche credenze si ritrovano ancora nel linguaggio attuale: un tipo instabile è detto lunatico e il cattivo umore viene indicato come Luna storta. Inutile dire che la medicina moderna ha destituito di ogni fondamento queste antiche credenze.
Tuttavia molte convinzioni FIG.1 La Terra e la Luna viste dallo spazio 3 riguardanti gli influssi lunari su alcuni aspetti della fisiologia umana sono tuttora diffuse. Un esempio è la credenza che la Luna influenzi i cicli riproduttivi. La periodicità del ciclo lunare e del ciclo mestruale femminile ha fatto immaginare una possibile correlazione. E da qui a pensare che le fasi lunari possano influenzare anche la frequenza delle nascite, il passo è breve. Molti studi statistici hanno dimostrato che non esiste tale correlazione. Ciò nonostante molte persone continuano a consultare il calendario lunare per prevedere il momento del parto. Altra convinzione radicata è quella secondo cui si ritiene che capelli e unghie crescano più rapidamente durante la fase di Luna crescente. Ma controlli scientifici rigorosi sembrano ridurre di molto il numero degli influssi che il nostro satellite eserciterebbe sulle vicende terrene e sulla nostra vita. Qualcuno, probabilmente, rimarrà dispiaciuto poiché l’astro d’argento perde, in tal modo, buona parte del suo fascino e del suo mistero. Il fatto che la tradizione e la cosiddetta "saggezza popolare" continuino a credere ciecamente in certi influssi esercitati dalla Luna dimostra che vi è sempre la tendenza a evidenziare i fatti che confermano certe credenze e aspettative e a tralasciare quelli che invece le smentiscono.
Quando parliamo di Luna si apre un mondo di culti, credenze, mitologia e aspetti di ogni tipo. Da sempre ad esempio, l'aspetto della Luna piena coincideva con festività cardine nei culti religiosi di moltissime popolazioni. Basti vedere che ancora adesso la Pasqua, sia quella cristiana che quelle ebraica cadono esattamente durante il plenilunio seguente la domenica delle Palme, divenendo così l'unica festività cristiana con una data variabile e collegata al moto sinodico. La consuetudine dei lupi di ululare alla faccia della luna ha fatto nascere e leggende sulla licantropia, o anche solo sullo stato mentale osservato in molti casi psichiatrici documentati ci porta al lato oscuro di noi, alla trasformazione. Il licantropo infatti era colui che era maledetto a doversi trasformare in un animale durante le notti di Luna piena per uccidere e nutrirsi delle carni dei suoi simili. Il primo ad essere afflitto da questa malattia fu il Re di Arcadia Licaone. Noto per essere uno sciagurato, ricevette la visita in incognito dello stesso Zeus che si voleva accertare delle voci che giravano sul suo conto. Per avere la prova che fosse davvero un dio, gli furono servite da mangiare le carni del nipote di Licaone. Infuriato Zeus lo maledì a trasformarsi in un lupo e a doversi nutrire di carne umana, come ci narra Ovidio nelle Metamorfosi. Nell'antica Roma il lupo mannaro era noto come versipellis ossia "pelle rivoltata" perché si riteneva che si rivoltasse la pelle per trasformarsi. Si crede anche che la Luna abbia influenza sulle menti deboli e che i casi di omicidi a sfondo passionale e violenze carnali siano più frequenti durante le fasi di plenilunio, come del resto ci fa notare anche lo stesso Shakespeare nell’atto V dell’Otello: "It is the very error of the moon. She comes more nearer earth than she was wont, and makes men mad” (che significa:”E' tutta colpa della luna. Quando si avvicina di più alla Terra fa impazzire tutti"). Plutarco invece sosteneva che l'uomo fosse composto di due parti distinte: anima e corpo. Ad ogni parte dell'uomo era associato uno dei due astri. Il Sole era associato alla mente, quindi lo spirito, l'anima mentre la Luna patrocinava il corpo, quindi la sfera sessuale e carnale, gli istinti stessi.
Vediamo quindi come la Luna ritrova un aspetto nella psicologia, nella nostra religione, nel nostro metodo di scandire il tempo, nella nostra cultura, nel nostro immaginario, nel folklore delle popolazioni, nelle coltivazioni, negli aspetti fisici stessi del nostro corpo e del pianeta stesso su cui viviamo... smette quindi di essere solamente un ammasso di roccia e residui che gira intorno alla Terra e comincia ad essere anche qualcosa di più complesso perché ci fa sentire la sua presenza ogni giorno. La tesina quindi permette anche dei vari collegamenti alle varie materie scolastiche.

Collegamenti


Luna, silenziosa presenza inspiratrice tesina



Latino -

La Luna, leggenda nella letteratura

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Scienze -

La presentazione della Luna

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Italiano- L’immagine della Luna in Dante, Leopardi e Pirandello.
Filosofia -

La Luna, simbolo dell’inconscio in Freud e Jung

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English -

Symbolism in the Rime of the Ancient Mariner

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Storia -

L'allunaggio

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