L’umorismo
Materie coinvolte:
- Italiano
- Storia dell’arte
- Inglese
- Filosofia
Giulia Costa
Classe 5^E
A.S. 2008/2009
Liceo Scientifico J. Da Ponte 1
Motivazione
La scelta di questo argomento è dovuta principalmente al fascino che le opere di Luigi Pirandello hanno avuto su di me in questi anni, sono infatti rimasta affascinata dalla sua varia produzione letteraria che ho avuto modo di conoscere con un approccio diverso dal solito.
Ho fatto parte, infatti, di un gruppo di lavoro formatosi durante la classe terza finalizzato alla preparazione di una tesina per la partecipazione al 44° Convegno Internazionale di Studi Pirandelliani che si è svolto ad Agrigento nel Dicembre 2007.
Quest’anno ho così deciso di focalizzarmi su un particolare aspetto della letteratura Pirandelliana, l’umorismo per l’appunto, che ho poi ritrovato in altre personalità.
Scaletta
L’umorismo si può riscontrare in vari autori e movimenti:
- Italiano: Pirandello – L’Umorismo (“Il fu Mattia Pascal”, “Uno, nessuno e centomila”, “Sei personaggi in cerca d’autore”).
- Italo Svevo
- Storia dell’Arte: Magritte
- Inglese: Samuel Beckett – Waiting for Godot
- Harold Pinter – The Lover
- Filosofia: Henri Bergson - Il Riso 2
L. P. (1867-1936)
Luigi Pirandello
L’Umorismo (1908)
Nel saggio su Luigi Pirandello chiarisce la sua poetica: la prima parte è storica, perché dedicata all’esame delle varie forme assunte dall’umorismo nel corso del tempo, e all’analisi dell’opera di vari umoristi italiani e stranieri.
Nella seconda parte, di carattere teorico, Pirandello distingue due stadi dell’osservazione del reale, che egli definisce “avvertimento del contrario” e “sentimento del contrario”.
Pirandello definisce “comico” “l’avvertimento del contrario”; esso nasce dal contrasto tra l’apparenza e la realtà e provoca il riso.
Ma se riusciamo a passare dall’avvertimento del contrario al “sentimento del contrario”, se riusciamo cioè a riflettere oltre l’apparenza per guardare nell’interiorità della persona, che produce la situazione umoristica, allora il riso si trasforma in pietà.
Nell’umorismo c’è quindi il senso di un comune sentimento della fragilità umana da cui nasce un compatimento per le debolezze altrui che sono anche le proprie, esso risulta perciò essere meno spietato del comico che giudica in maniera immediata.
| Comicità | Umorismo |
|---|---|
| È assente la riflessione | Nasce dalla riflessione |
| ↓ | ↓ |
| Avvertimento del contrario | Sentimento del contrario |
| ↓ | ↓ |
| Riso | Pietà e compassione |
Riflettendo sulla realtà, possiamo coglierne il lato molteplice e contraddittorio: da un lato si evidenzia il ridicolo di una persona o di un fatto, dall’altro si individua il fondo dolente, di umana sofferenza che lascia il posto alla pietà.
Celebre è l’esempio della “vecchia signora”, goffamente imbellettata e vestita di abiti giovanili, che suscita il riso del lettore, il quale avverte in lei “il contrario” di come si dovrebbe acconciare una vecchia signora.
Ma se egli riflette sul perché ella inganni così pietosamente se stessa, nel tentativo magari di trattenere un marito più giovane di lei, ecco che perverrà al “sentimento del contrario” ed il riso cederà il posto alla pietà.
Di qui la sua “poetica dell’umorismo”: l’umorista scava più in profondità dello scrittore comico e di quello tragico perché, intervenendo con la riflessione, smaschera le menzogne delle convenzioni sociali e gli autoinganni della nostra coscienza.
L’umorismo si attua in due tempi e implica la scomposizione della realtà per cogliere i mille aspetti dai quali essa è costituita e che si nascondono dietro le “forme”, ovvero dietro i concetti e gli ideali a cui l’uomo vorrebbe restare coerente.
Compito dell’umorismo dunque è quello di ricercare le cause vere di ogni comportamento - al di là delle finzioni sociali, della “maschera” che ciascuno di noi si impone - e quindi di rilevare gli elementi paradossali della vita, di farci osservare noi stessi, di “farci sentire vivere” nel momento in cui viviamo, smontando le costruzioni illusorie e liberandoci da quei formalismi e da quelle convenzioni che ci tengono prigionieri.
Tuttavia l’interiorità dell’uomo non si manifesta mai tutta insieme, e quello che si coglie e si crede sia il tutto, è solo una parte: l’individuo può avere di sé soltanto una conoscenza relativa, ma nonostante ciò quando riesce ad abbandonare il suo ruolo, a infrangere la barriera delle convenzioni e a togliersi la “maschera”, viene crudelmente alla luce tutta l’inconsistenza della vita, la sua mancanza di senso e di scopo, e l’essere umano si rivela per quello che è: falso, inutile, infelice.
La critica che Pirandello muove alle illusioni dell’uomo è lucida e definitiva, la sua esigenza di verità può apparire crudele, ma proprio perché mette a nudo la sofferenza dei suoi simili, l’autore dimostra una partecipazione accorata, una sincera pietà per i suoi personaggi, nei quali “vita” e “forma” sono in continuo contrasto e che messi improvvisamente di fronte alla scoperta della frantumazione della loro identità e alla crisi di quelle certezze che la “forma” sembrava loro garantire rivelano di avere un viso “misto di riso e di pianto”.
Il fu Mattia Pascal
Lo scrittore siciliano applica per la prima volta nel romanzo “Il fu Mattia Pascal”, la poetica dell’umorismo, nel senso che egli non si accontenta della semplice narrazione degli avvenimenti, ma sente l’esigenza di riflettere e di produrre meccanismi di riflessione anche nel lettore.
Fra tutte le sue opere narrative essa è quasi sicuramente la più importante, inaugurando la letteratura novecentesca e rompendo definitamene con gli schemi tradizionali: la narrativa diventa sempre più analisi interiore, tentativo di evidenziare l’angoscia esistenziale, l’incomunicabilità, la solitudine dell’uomo per il quale “nulla è certo, tutto è relativo”.
La sofferenza dell’uomo si manifesta per eccellenza nella “trappola” costituita dalla famiglia e dalle misere condizioni economiche dei personaggi di Pirandello, i quali tentano la ribellione e l’evasione dal grigiore della vita e dalle convenzioni sociali che impongono loro di recitare una parte (la forma); ma per l’autore, da questa trappola non c’è una vera via d’uscita: il suo pessimismo nei confronti della società è assoluto e non propone alternative.
Da qui nascono le situazioni incoerenti, assurde, paradossali, grottesche, comico-tragiche.
Così, ne l’impossibilità di vivere in una “forma sociale” e l’impossibilità di fuggirne
“Fu Mattia Pascal”,
generano una situazione comica e nello stesso tempo tragica: la nuova identità, inventata, gli impedisce di rifarsi una vita, e quando Mattia decide di tornare alla vecchia identità, nessuno lo vuole più riconoscere e rimane confinato nella sua condizione di “morto vivente”. 4
Uno, nessuno e centomila
Così nel romanzo “Uno, nessuno e centomila” si può constatare che l’uomo si crede “uno” (univoca ed irrepetibile personalità) ed è invece fatto di “centomila” vane forme, le molteplici immagini secondo cui gli altri lo vedono.
Questo equivale ad essere “nessuno” per se stessi. La vera personalità dell’individuo resta soffocata sul nascere da una “maschera” che gli altri impongono dall’esterno ed in base alla quale egli vive.
La vicenda prende le mosse da un fatto apparentemente insignificante (il naso del protagonista Vitangelo Moscarda pende a destra).
Egli non si era mai accorto di questo fatto apparentemente insignificante, che però lo sconvolge e gli fa commettere ogni sorta di stranezze, in quanto scopre che l’immagine che si è creato di sé non corrisponde a quella che gli altri hanno di lui.
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Ma mentre Mattia Pascal vuole costruirsi una nuova identità, Moscarda vuole distruggere le identità illusorie che gli sono attribuite, e non ne cerca un’altra, anzi, estraniandosi totalmente dalla vita sociale, si rifugia in uno ospizio per poveri.
Tesina - Premio maturità 2009
Titolo: L'umorismo
Autore: Costa Giulia
Descrizione: tesina che analizza il diverso approccio con cui alcuni autori si avvicinano al vasto tema dell'umorismo.
Materie trattate: Italiano, Storia Dell'arte, Inglese, Filosofia
Area: umanistica
Sommario: Italiano: Pirandello saggio "LUmorismo" ( Il fu Mattia Pascal , Uno, nessuno e centomila , Sei personaggi in cerca dautore ). Italo Svevo e le sue opere. Storia dellArte: Magritte in generale e periodo "vachè". Inglese: Samuel Beckett Waiting for Godot, Harold Pinter The Lover. Filosofia: Henri Bergson - saggio "Il Riso".