Fumetto: tra svago e didattica
Nell’immaginario collettivo adulto, la visione di cartoni o la lettura di fumetti è ritenuta una cosa legata prevalentemente all’età infantile. Tuttavia i fumetti nascondono in sé molte potenzialità.
Sono potenti trasmettitori di valori, positivi o negativi a seconda del periodo storico, in particolare nei ragazzini.
Dietro il loro significato manifesto, si nasconde una finalità latente: inculcare nei bambini o ragazzi nozioni di qualsiasi genere: è possibile apprendere la storia, la matematica, le scienze e altre discipline con un approccio ludico.
Dai primi anni ’40, negli USA, molti educatori, come W.W. D. Sones (1944), hanno condotto uno studio specifico sull’uso dei comic books in ambito educativo, ricavando dati circa la loro utilità.
Nel 1970, c’è stata una ripresa nell’utilizzo dei fumetti da parte di insegnanti, ed una successiva crescita fino al raggiungimento di un importante traguardo: nel 1992, il libro a fumetti “Maus” di Art Spiegelman, dedicato alla tragedia dell’Olocausto, vinse il premio Pulitzer, il premio letterario più prestigioso americano.
Strumento di divulgazione
Inizialmente i fumetti non avevano la forma da noi oggi conosciuta: erano per lo più caricature anche se l’intento è rimasto invariato nel tempo.
Tra i fumettisti europei ricordiamo Daumier. Egli nel 1830 partecipò alla Rivoluzione, e nel 1835 passò a lavorare al giornale "La Caricature" dove nell’anno successivo fu arrestato per aver pubblicato una sua caricatura del Re di Luigi che, soprannominato Gargantua, lo vede intento a soggiogare il popolo e a corrompere la classe politica.
Per questo motivo Daumier fu processato e condannato a sei mesi di carcere. Scontata la pena, riprese la sua lotta personale con il Re, ritraendolo continuamente con il volto a forma di pera.
Daumier si può considerare uno dei padri di fondo del genere della satira politica, che avrà grande diffusione nel ’900. A differenza di loro Daumier non scade mai nella volgarità, grazie alla fulminea rapidità di segno, per la quale, che si tratti di litografie o di sculture o di dipinti a olio, egli sa essere così graffiante e immediato da non dover ricorrere a un linguaggio sguaiato per colpire.
Solo con la caduta della monarchia Daumier iniziò la sua carriera di pittore. I suoi primi dipinti si datano al 1848; sono eseguiti con macchie quasi monocrome di bruni, alla maniera delle litografie; il colore si spande oltre il contorno tracciato dal disegno e così le composizioni acquistano un ritmo concitato, molto adatto allo spirito della caricatura.
Più in avanti, in epoca fascista in Italia, il fumetto assumerà un ruolo di maggiore importanza.
Secondo Renzo De Felice i regimi totalitari hanno sempre teso a demobilitare le masse e ad escluderle dalla partecipazione attiva politica. Al contrario il fascismo ha sempre teso a creare nelle masse la sensazione di avere un rapporto con il capo e di partecipare attivamente a una rivoluzione dalla quale sarebbe nato un nuovo stato, il fascismo cercava il consenso delle masse, non le escludeva.
Per raggiungere questi scopi cercò di raggiungere il massimo grado di sviluppo delle organizzazioni educative fasciste.
Introduzione fumetto, tesina
Nell'immaginario collettivo adulto, la visione di cartoni o la lettura di fumetti è ritenuta una cosa legata prevalentemente all’età infantile. Tuttavia i fumetti nascondono in sé molte potenzialità.
Sono potenti trasmettitori di valori, positivi o negativi a seconda del periodo storico, in particolare nei ragazzini.
Dietro il loro significato manifesto, si nasconde una finalità latente: inculcare nei bambini o ragazzi nozioni di qualsiasi genere: è possibile apprendere la storia, la matematica, le scienze e altre discipline con un approccio ludico.
Dai primi anni '40, negli USA, molti educatori, come W.W. D. Sones (1944), hanno condotto uno studio specifico sull'uso dei comic books in ambito educativo, ricavando dati circa la loro utilità.
Nel 1970, c’è stata una ripresa nell’utilizzo dei fumetti da parte di insegnanti, ed una successiva crescita fino al raggiungimento di un importante traguardo: nel 1992, il libro a fumetti “Maus” di Art Spiegelman, dedicato alla tragedia dell'Olocausto, vinse il premio Pulitzer, il premio letterario più prestigioso americano.
Collegamenti
Fumetto, tesina
- Italiano - Pirandello l'umorismo
- Storia - propaganda politica del fascismo
- Inglese - Dickens
- Storia dell'arte - Daumier
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