Estratto del documento

Liceo Scientifico “V. Julia” Acri (CS)

Anno scolastico 2012/2013

Tesina maturità scientifica

“Il linguaggio e

l’importanza della

parola”

Roberta De Bernardo V A

Filosofia

“In cammino verso il linguaggio” - Martin Heidegger (1959)

Introduzione

“In cammino verso il linguaggio”, pubblicato nel 1959, rientra nella produzione filosofica di Martin Heidegger, uno dei massimi filosofi del XX secolo. Si tratta di una raccolta di saggi editi e conferenze di Heidegger, che appartiene alla seconda fase di sviluppo del suo pensiero. L’opera presenta un carattere abbastanza unitario, nonostante le ripetizioni che lo caratterizzano. Oggetto della riflessione filosofica in questo testo è il linguaggio. Infatti il mondo filosofico all’inizio del XX secolo conobbe una vera e propria svolta in direzione di tale argomento, in quanto il problema del linguaggio divenne il cardine del filosofare. Il mezzo linguistico, solo in relazione al quale la realtà e il pensiero esistono, venne inteso come una sorta di ponte originario tra l’uomo e il mondo circostante. Dunque nell’ambito della cosiddetta svolta linguistica, il linguaggio divenne il problema di base della filosofia.

Incarnazione emblematica di questa svolta fu proprio Martin Heidegger che esprime la propria visione filosofica in merito a tale argomento soprattutto in quest’opera. Delineare nei suoi molteplici aspetti il concetto di linguaggio in Heidegger non si configura come un qualcosa di semplice, in quanto il linguaggio si sottrae spontaneamente alla meditazione speculativa dell’uomo, rimane chiuso in se stesso, dunque è difficile intuirne l’essenza. Ciò risulta ancora più difficile se si considera la peculiarità del linguaggio heideggeriano che spesso è intraducibile, dato che Heidegger crea parole nuove, secondo le esigenze del suo pensiero.

“In cammino verso il linguaggio” - Martin Heidegger - a cura di Alberto Caracciolo

L’opera si compone di VI sezioni differenti intitolate:

  • Il linguaggio;
  • Il linguaggio nella poesia. Il luogo del poema di Georg Trakl;
  • Da un colloquio nell’ascolto del linguaggio;
  • L’essenza del linguaggio;
  • La parola;
  • Il cammino verso il linguaggio.

Nella parte iniziale Heidegger intende il linguaggio secondo una nuova accezione.

Solitamente per linguaggio si intende il parlare come attività e capacità propria dell’uomo, per cui la voce è l’elemento costitutivo del parlare. Anche Wilhelm von Humboldt, filosofo tedesco del XVIII secolo, espresse la visione, intendendo per linguaggio quell’elemento di strutturazione del pensiero che corrisponde a una precisa visione del mondo. Heidegger critica fortemente sia l’una sia l’altra definizione. Egli al contrario afferma che il linguaggio rientra nella quotidianità dell’uomo, l’uomo è uomo in quanto essere parlante. Il linguaggio non può essere definito soggettivamente, ma occorre che sia il linguaggio stesso a parlare in noi. Sostiene inoltre che “Il linguaggio è il linguaggio. […] Il linguaggio parla”

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, dunque che riflettere sul linguaggio significa giungere al parlare del linguaggio. Ma dove l’uomo può cogliere questo parlare? In una parola già detta, che custodisca il parlare stesso del linguaggio, che si richiami al luogo della sua essenza. Questa parola già detta deve essere il risultato di una ricerca linguistica e come tale la si può ritrovare soltanto nella poesia, il luogo dell’essenza del parlare del linguaggio.

Ne “Il linguaggio nella poesia. Il luogo del poema di Georg Trakl” Heidegger esamina alcuni versi che appartengono alla produzione letteraria di Georg Trakl, per scoprire il “luogo” (Ort: quel che riunisce a sé) del poema di Trakl, in quanto solo dal luogo della poesia prendono luce e suono i singoli componimenti poetici. È proprio dal rapporto tra pensiero e poesia che si evoca l’essenza del linguaggio, affinché l’uomo impari a dimorare nel linguaggio stesso. Dopo aver esaminato e analizzato numerosi versi, Heidegger giunge a identificare l’Ort con l’eterogeneità che caratterizza il linguaggio poetico di Trakl. Infatti “il linguaggio della poesia è per sua natura polisenso”.

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Dunque se si pretende di capire quanto dice una poesia con l’idea che essa ha un solo significato nulla risulterà chiaro. Intrinseca al parlare della poesia è dunque una velata ambiguità.

Il terzo saggio è stato composto da Heidegger sotto forma di dialogo tra l’Interlocutore (lo stesso Heidegger) ed un Giapponese (il conte Shuzo Kuki). Ponendosi all’ascolto del linguaggio, evitando la rappresentazione del linguaggio, è possibile accedere a quella dimensione più alta, che rende possibile il dialogo al di là di ogni differenza culturale. Il colloquio con il giapponese è quindi lo spunto per una riflessione sulla dicotomia tra Essere, che si manifesta attraverso la parola, e Nulla, la possibilità permanente che si offre al Dasein, al quale il mondo appare come realtà che si instaura nel nulla.

In “L’essenza del linguaggio” Heidegger si sofferma sui due versi conclusivi della poesia di Stefan George, intitolata appunto La parola:

Così io appresi triste la rinuncia:

Nessuna cosa è (sia) dove la parola manca.

Heidegger invita a riflettere con maggiore attenzione sul verso in cui il poeta dice di aver appreso, triste, la rinuncia. È in questa “rinuncia” che si racchiude l’esperienza poetica della parola, e perciò del linguaggio. La rinuncia del poeta consiste nel suo porsi in un diverso rapporto poetico con la parola, “..il poeta ha capito che solo la parola fa sì che qualcosa appaia, e sia pertanto presente, come quella cosa che è”.

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Il poeta ha appreso che solo la parola consente un rapporto con la cosa. Quando viene a mancare la parola giusta, quando essa non ci viene concessa dal linguaggio, quel che vorremo intendere con una parola lo lasciamo nell’inespresso, nel suo essere ancora assente. Attraverso l’interpretazione dei versi di George, Heidegger mette in luce anche la vicinanza di pensare e poetare. Pensare e poetare si muovono nell’elemento del dire, si appartengono reciprocamente, ma determinare il loro rapporto autentico risulta difficile. Alla luce di queste non semplici considerazioni la parola, il dire, non hanno la stessa essenza della “cosa”. Ciò che fa essere il linguaggio come linguaggio è il Dire originario in quanto mostrare. Il linguaggio parla, “..parla in quanto dice, cioè mostra. Il suo dire scaturisce dal Dire originario, sia per quanto s’è fatto parola sia per quanto è rimasto ancora inespresso..; ..in quanto il parlare è l’ascolto del linguaggio, parlando, noi ri-diciamo il Dire che abbiamo ascoltato”.

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Nella quinta sezione intitolata “La parola” Heidegger analizza una particolare poesia di Stefan Georg intitolata appunto “La parola”. La poesia è incentrata sul tema della rinuncia del poeta alla parola. La rinuncia non è però da intendere in senso negativo, ma positivo, poiché è la parola stessa a manifestarsi, donando il nome alle cose. Egli afferma che “il termine più antico per indicare il potere della parola,…per indicare il dire è Lògos: il Dire originario (die Sage)”.

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Tuttavia l’essenza del linguaggio come Dire originario resta avvolta nel mistero, nell’indeterminato, nell’inclassificabile.

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Sintesi

Introduzione linguaggio e importanza della parola tesina

Questa tesina di maturità descrive il tema della comunicazione e del linguaggio. “In cammino verso il linguaggio”, pubblicato nel 1959, rientra nella produzione filosofica di Martin Heidegger, uno dei massimi filosofi del XX secolo. Si tratta di una raccolta di saggi editi e conferenze di Heidegger, che appartiene alla seconda fase di sviluppo del suo pensiero. L’opera presenta un carattere abbastanza unitario, nonostante le ripetizioni che lo caratterizzano. Oggetto della riflessione filosofica in questo testo è il linguaggio. Infatti, il mondo filosofico all’inizio del XX secolo conobbe una vera e propria svolta in direzione di tale argomento, in quanto il problema del linguaggio divenne il cardine del filosofare. Il mezzo linguistico, solo in relazione al quale la realtà e il pensiero esistono, venne inteso come una sorta di ponte originario tra l’uomo e il mondo circostante. Dunque nell’ambito della cosiddetta svolta linguistica, il linguaggio divenne il problema di base della filosofia. Incarnazione emblematica di questa svolta fu proprio Martin Heidegger che esprime la propria visione filosofica in merito a tale argomento soprattutto in quest’opera. Delineare nei suoi molteplici aspetti il concetto di linguaggio in Heidegger non si configura come un qualcosa di semplice, in quanto il linguaggio si sottrae spontaneamente alla meditazione speculativa dell’uomo, rimane chiuso in se stesso, dunque è difficile intuirne l’essenza. Ciò risulta ancora più difficile se si considera la peculiarità del linguaggio heideggeriano che spesso è intraducibile, dato che Heidegger crea parole nuove, secondo le esigenze del suo pensiero. La tesina permette i collegamenti con le altre materie scolastiche.

Collegamenti

Linguaggio e importanza della parola tesina

  • Filosofia - "In cammino verso il linguaggio" di Martin Heidegger.
  • Storia - La comunicazione nei totalitarismi.
  • Italiano - Giuseppe Ungaretti.
  • Latino - Quintiliano.
  • Inglese - Samuel Beckett.
  • Storia dell'arte - Surrealismo e Magritte.
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