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Il mondo come volontà e rappresentazione: come punto di partenza Schopenhauer

Espone l'esistenza di un fenomeno e un noumeno. Come fenomeno intende tutto ciò che è davanti a noi sotto forme diverse e tutto ciò che si manifesta davanti a noi in modi diversi, attraverso tre forme proprie che sono lo spazio, il tempo e la causalità; il fenomeno è definito illusione, sogno, parvenza, ovvero tutto quello che nell'antica sapienza indiana viene definito «velo di Maya».

Il noumeno invece (noumeno = cosa in sé), è una realtà che si nasconde dietro l'ingannevole velo del fenomeno, la vera realtà ed essenza di tutto quanto, non fenomenica (apparente) ma vera, non percepibile da nessun essere tranne l'uomo, in quanto non siamo solo conoscenza e rappresentazione, ma anche corpo. Di conseguenza, per raggiungere la cosa in sé, squarciando il velo del fenomeno, dobbiamo viverci dal di dentro e non limitarci a vederci dal di fuori.

Ogni essere, vivente e non, ogni cosa, ogni manifestazione, tutto ciò che abbiamo davanti a noi, ma anche noi stessi siamo portati avanti, spinti, costretti coscientemente e inconsciamente ad essere ciò che siamo, a non smettere di essere, a non smettere di esistere, a non smettere di vivere, da una «volontà di vivere» sempre presente; essa si manifesta costantemente in tutto l'universo, in tutta la galassia ed in ciò che di essa fa parte. Le sue caratteristiche: eterna, indistruttibile, immanente, unica, inconscia e quindi impulsiva, un principio senza inizio né fine, presente oltre il fenomeno, perciò sottraendosi alle forme proprie di quest'ultimo: spazio, tempo, causalità.

Quindi, la vita dall'uomo vissuta e ciò che essa comprende, come spiega Schopenhauer, è paragonata ad un pendolo che, spinto da una «volontà di vivere», oscilla incessantemente fra il dolore e la noia, passando attraverso un intervallo fugace, e per di più illusorio del piacere e della gioia.

L'intero mondo fenomenico non è altro che la maniera attraverso cui la volontà si manifesta e si rende visibile a se stessa nella rappresentazione spazio-temporale.

La volontà di vivere, come già detto, non riguarda solo l'uomo, gli animali, le piante, insomma gli esseri viventi, bensì tutto quanto ci sta intorno, sia esso materiale o organico.

L'evoluzione del mondo lungo le ere geologiche, ad esempio, dal Precambriano, era in cui si ebbe l'inizio della genesi delle montagne e la prima comparsa di sistemi viventi (batteri), attraverso il Paleozoico, Mesozoico, Cenozoico e per finire nel Neozoico, era attuale, che presenta un mondo sviluppato in tutti i sensi, con una flora e una fauna molto evolute, oltre alla presenza dell'uomo che in partenza non c'era. Questo ci fa capire come quella volontà, non intesa come volere conscio, bensì come impulso inconscio, portò il mondo ad evolversi, sotto tutti quanti i suoi aspetti di partenza.

Insomma, ogni cosa presente nel mondo e fuori da esso possiede inconsapevolmente dentro di sé un impulso, una brama di vivere, di essere ciò che è, senza scopo alcuno; il mondo, infatti, non si è creato e non è ciò che è adesso per suo volere, dato che non ha una coscienza, e né le cose, né gli animali tranne l'uomo ce l'hanno. Questo spiega perché la volontà è unica: perché è una sola presente in tutto, è uno stesso impulso uguale in tutto quanto e in tutti quanti, esseri viventi e non.

Essendo al di là della categoria di causa, e quindi di ciò che Schopenhauer identifica con «principio di ragione», la volontà si configura come forza libera e cieca, ossia come un'energia incausata senza un perché e senza uno scopo, proprio come in una pila, la quale sfrutta reazioni di ossidoriduzione spontanee per trasformare energia chimica in energia elettrica; in altre parole, sfruttando reazioni che avvengono spontaneamente tra metalli e sostanze diverse se messi a contatto tra di loro, si può ottenere energia elettrica.

La volontà dei reagenti a creare prodotti è presente in loro, e si manifesta mediante l'impulso che spinge loro stessi a reagire in un determinato modo; inconsapevolmente essi reagiscono, inconsapevolmente essi formano prodotti, inconsapevolmente sostanze diverse e metalli diversi a contatto tra di loro formano un'energia chimica e la trasformano in energia elettrica.

Una caratteristica propria della volontà, infatti, è che è inconscia in tutte le cose materiali, in tutti i sistemi viventi e non, tranne che nell'uomo.

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Sintesi

Tesina - Premio maturità  2009

Titolo: La volontà  di vivere del mondo

Autore: Guerra diaz Cristian alejandro

Descrizione: analisi del mondo, come rappresentazione fenomenica della volontà  di vivere.

Materie trattate: Scienze,chimica,italiano,biologia

Area: umanistica

Sommario: scienze,l'evoluzione attraverso le ere geologiche, la volontà  inconscia del mondo di crearsi ed evolversi, chimica, la pila, la volontà  inconscia dei metalli e le sostanze che la formano, che a contatto tra di loro trasformano energia chimica in elettrica, biologia, aristotele, la scala naturale, italiano, leopardi, la teoria del piacere come illusorio.

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