Estratto del documento

“La preoccupazione dell’uomo e del suo destino devono sempre costituire l’interesse principale di tutti gli sforzi tecnici. Non dimenticatelo mai in mezzo a tutti i vostri diagrammi ed alle vostre equazioni”

Albert Einstein

Origine del termine

Un po’ di etimologia…

Il termine tecnologia ha un’origine molto antica poiché scaturisce dall’unione di due parole greche:

  • Techne (arte della tecnica, del saper fare)
  • Logia (discorso, trattato)

Rifacendosi tanto ai principi della scienza quanto a quelli della tecnica, la tecnologia riguarda non solo i materiali, le macchine e i procedimenti tecnici impiegati nella produzione di determinati oggetti e servizi, ma anche il sapere necessario alla loro realizzazione.

Tecnologia = tutto ciò che serve sapere per fare

Tecnologia nell’antichità

Nel mondo antico le materie scientifiche come l’architettura, la medicina e la geografia mantennero sempre un ruolo di secondo piano, considerate per così dire appartenenti ad una “cultura minore”: grande interesse generavano invece materie di stampo umanistico e teorico (retorica, grammatica e filosofia).

Il senato romano, dove l’abilità oratoria trovava il suo più alto fine

In ogni caso la scienza seguì percorsi differenti a seconda delle civiltà in cui si sviluppò: la ricerca scientifica romana per esempio, rispondeva essenzialmente a bisogni di carattere pratico, in particolare militare ed edilizio, mossa com’era da un bisogno ossessivo di nuove terre da poter sfruttare.

Tratto da “Il Gladiatore” (Regia: Ridley Scott, 2000)

Sulla sinistra mirabile esempio di architettura romana

Si tratta del più antico sistema fognario costruito in Italia durante i primi regni di Roma nel 578 a.C.: la Cloaca Massima, lunga 600 metri, raccoglieva le acque nere della città capitolina per riversarle interamente nel Tevere.

Una colossale opera che servì anche a prosciugare i bassi terreni paludosi creati dalle piene del fiume a nord del Palatino.

Gli antichi Greci si preoccuparono invece di dare una vera e propria identità al cielo notturno, fissando nomi precisi a determinate stelle facilmente visibili ad occhio nudo.

Si trattava di uno studio piuttosto immaturo, privo di basi empiriche o fondamenti scientifici, volto al semplice riconoscimento o al fine di orientarsi tra i milioni e milioni di corpi celesti presenti nell’universo.

A loro volta le stelle furono raggruppate in costellazioni che riproducevano figure legate in particolar modo alla mitologia e al regno animale, i cui nomi sono ancora oggi in uso.

Le 13 costellazioni dello Zodiaco

Il metodo di Eratostene

Non è un caso per esempio che una delle misurazioni più verosimili della circonferenza terrestre sia da attribuire ad un noto studioso greco: Eratostene da Cirene.

Eratostene sapeva che a Syene (l’attuale Assuan, a circa 800 Km a sud-est di Alessandria), in un momento preciso dell’anno (21 giugno), il sole illuminava il fondo dei pozzi, poiché i suoi raggi a mezzogiorno del solstizio d’estate cadevano verticalmente.

Ad Alessandria invece, dove egli viveva, nello stesso giorno e alla stessa ora i raggi del Sole formavano un angolo di 7,2° con la verticale (pari a un 50esimo di un angolo giro).

Alessandria

Poiché la distanza del Sole dalla Terra era molto elevata, Eratostene assunse che i suoi raggi fossero praticamente paralleli quando raggiungevano la superficie terrestre.

5000 stadi

(800 Km)

La differenza di inclinazione di 7,2° dipendeva quindi dalla curvatura della superficie terrestre che cambia il punto di vista dal quale gli abitanti delle due città vedono il Sole.

Egli ragionò in questo modo: l’angolo di 7,2° è congruente all’angolo che ha per vertice il centro della Terra e i cui lati passano rispettivamente per Alessandria e Syene.

Si tratta quindi di una “distanza angolare” tra le due città, pari a un cinquantesimo dell’angolo giro.

Ciò significa anche che la distanza “effettiva” tra le due città (ritenuta di 5.000 stadi) è un cinquantesimo della circonferenza terrestre.

Eratostene moltiplicò per 50 questo valore, ottenendo 250.000 stadi: la prima misura scientifica della circonferenza terrestre.

Nonostante fosse molto difficile stabilire una corrispondenza esatta tra lo stadio e il metro attuale, secondo molti studiosi, Eratostene arrivò molto vicino alla determinazione esatta della circonferenza terrestre: lo stadio doveva essere lungo 157,5 metri e quindi la circonferenza calcolata da lui corrispondeva a 39.690 km (con una differenza di 634 Km con la odierna misurazione!).

Pianeta Terra

Misurazione odierna circonferenza: 40300 km circa

Le prime opere di carattere scientifico iniziano ad apparire sulla scena solo sul finire dell’età repubblicana: si tratta comunque di una produzione profondamente legata alla retorica, al bisogno di esprimere attraverso uno stile elegante ed adeguato i contenuti in essa illustrati, in cui l’aspetto filosofico occupa un ruolo di primaria importanza rispetto a quello scientifico.

Lucio Anneo Seneca (4 a.C. – 65 d.C.)

Le Naturales Quaestiones, scritte dal filosofo Seneca tra il 62 e il 64 d.C. costituiscono l’esempio più clamoroso: nonostante l’autore tenti di dare una spiegazione razionale dei comuni fenomeni atmosferici (piogge, venti, terremoti), solo impropriamente può essere attribuita a questa opera un carattere scientifico.

La filosofia come mezzo dell’uomo per rapportarsi meglio alla natura

Essa costituisce invece uno strumento di elevazione morale e intellettuale: lo scopo è infatti quello di liberare l’uomo dalle insensate paure che lo colgono di fronte alle manifestazioni della natura.

Sarà successivamente Gaio Plinio Cecilio Secondo, detto Plinio il Vecchio, a dedicarsi alla stesura di quella che sarà poi considerata la più grande enciclopedia scientifica dell’antichità, la Naturalis Historia: composta nel 77 d.C. e dedicata all’imperatore Tito, essa consta di ben 37 libri di argomento vario (dalla cosmologia alla metallurgia), di cui il primo dedicato esclusivamente ad un indice organizzato per argomento e fonti.

Nonostante Plinio si limitò a riferire dati ed osservazioni altrui, mancando di rivelare cioè un vero e proprio “spirito scientifico”, nella sua opera scienza e tecnica sembrano andare di pari passo: la sua trattazione appare abbastanza esaustiva sia sul versante dei fenomeni naturali che sulle tecniche adottate dall’uomo per sfruttare l’ambiente in cui vive.

Anche se tale opera si discosta molto dalla nostra concezione di scientificità, mirabile è il tentativo dell’autore che pur di raccogliere accuratamente in un’unica raccolta tutto lo scibile umano del tempo ha sacrificato la propria vita: Plinio difatti troverà la morte in occasione della terribile eruzione del Vesuvio del 79 d.C. (che verrà definita pliniana in suo onore).

“Properat illuc, unde alii fugiunt, rectumque cursum, recta gubernacula in periculum tenet adeo solutus metu, ut omnis illius mali motus, omnis figuras, ut deprenderat oculis, dictaret enotaretque”

Plinio il Giovane, Epistulae VI, 16

Galileo Galilei

Galileo Galilei è considerato il padre della scienza moderna grazie all’ideazione del moderno metodo sperimentale (che in suo onore venne definito galileiano).

Attraverso i suoi numerosi studi astronomici e al perfezionamento del telescopio, Galileo potè spingersi ben oltre le limitate capacità dell’occhio umano, sostenendo la teoria copernicana (eliocentrica) a quella tolemaica presente nelle sacre scritture, che vedeva nella Terra e non nel Sole il centro dell’universo.

Processato come eretico e condannato a morte dalla Chiesa Cattolica, Galileo si vide così costretto ad abiurare le sue teorie, denunciando in questo modo lo strapotere dell’istituzione ecclesiastica nel XVII secolo.

Alla rivoluzione astronomica portata avanti da Galileo va aggiunta quella scientifica che vede l’affermarsi del metodo sperimentale: pratica adottata ancora oggi dalla comunità scientifica nel suo complesso volta al raggiungimento di una conoscenza della realtà oggettiva, affidabile, verificabile e in special modo condivisibile.

L’anno internazionale dell’astronomia 2009 è rivolto alla celebrazione del famoso astronomo Galileo Galilei

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Sintesi

Tesina - Premio maturità 2009

Titolo: La tecnologia

Autore: Caccamo Riccardo

Descrizione: evoluzione della tecnologia nel corso della storia: dall'antichità greca e romana allo scoppio della bomba atomica con particolari riferimenti alle fasi essenziali del suo sviluppo.

Materie trattate: Latino, Storia, Fisica, Italiano, Storia dell'Arte, Geografia, Filosofia, Inglese

Area: tecnologica

Sommario

Latino, Seneca (Naturales Questiones), Plinio il Vecchio (Naturalis Historia), primi scritti scientifici.

Storia, tecnologia a Roma e nell'antica Grecia, Galileo Galilei e il metodo scientifico-sperimentale, 1a Rivoluzione Industriale, il carbon coke e la macchina a vapore di James Watt, innovazioni della 2a Rivoluzione Industriale (elettricità, motore a scoppio, acciaio), moderna tecnologia militare e lo scoppio della bomba atomica: la storia rappresenta il filo conduttore dell'intero progetto.

Fisica, avvento dell'elettricità, brevi accenni a Thomas Edison, Alessandro Volta e Ohm: analisi dal punto di vista fisico di quella che a mio avviso è la più grande scoperta scientifica degli ultimi 200 anni.

Italiano, Il futurismo e il manifesto del partito futurista di Filippo Tommaso Marinetti: La letteratura si adegua alle nuove invenzioni tecnologiche.

Storia dell'Arte, il Futurismo artistico e Umberto Boccioni (La città che sale, Forme uniche nella continuità dello spazio): anche l'arte rispecchia il dinamismo della nuova era industriale.

Geografia, Il metodo di Eratostene: la cultura greca ha sicuramente dato il più forte impulso allo sviluppo scientifico attraverso le osservazioni della natura circostante e del cielo stellato.

Filosofia, Positivismo e Auguste Comte: i paesi più industrializzati hanno dato vita ad una nuova mentalità imperniata sui fatti e sulla pretesa della scienza come unica forma di sapere certo ed indiscusso.

Inglese, The 2nd Industrial Revolution: le premesse sociali e politiche che hanno permesso l'avvento della seconda rivoluzione industriale in Inghilterra nonché gli effetti che quest'ultima ha avuto sugli operai britannici.

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