La morte
“… non dobbiamo temere la morte perché quando c’è lei non ci siamo noi e quando ci siamo noi non c’è lei”
-Lucrezio-
Tesina esame di Stato 2008/2009
Busi Gabriele
Indice
Latino: Seneca pag 2
Italiano: Leopardi pag 3
Inglese: The Dead pag 6
Arte: La morte di Maràt pag 7
Astronomia: Come muore una stella pag 9
Bibliografia pag 10
Prefazione
Durante quest’ultimo anno scolastico e non solo ho avuto a che fare con molte tematiche, ma quella che mi ha particolarmente colpito è quella riguardante la morte, una presenza costante in quasi ogni disciplina, questo fa intuire quanto sia vasto l’argomento e, allo stesso tempo, quanto sia complesso.
Innumerevoli sono stati i poeti, gli autori e gli artisti che hanno trattato l’argomento; per dirne alcuni: Giacomo Leopardi, Eugenio Montale, Lucio Anneo Seneca, Publio Cornelio Tacito, James Joyce, Edgar Allan Poe, Samuel Taylor Coleridge, Jacques-Louis David, Francisco Goya e molti altri.
Ho deciso di approfondire solo alcuni di questi autori ed artisti in quanto le loro teorie e la loro capacità di elaborazione ed espressione del concetto mi ha particolarmente affascinato.
1
Latino
Seneca
Uno dei più grandi scrittori Latini, Lucio Anneo Seneca (4 a. C. - 65 d. C.), figlio di ricca famiglia, colto e ottimo parlatore, fu l'educatore di Nerone e in tal veste poté esercitare grande influenza sulla politica di Roma. Seneca si era prefisso un compito: quello di trasmettere a Nerone le sue virtù per farne un modello di stoica saggezza. Ben presto capì che Nerone si era incamminato sulla via dell'assolutismo monarchico, quindi nel 62 d. C. abbandona la vita politica. Seneca in quegli anni era deluso, poiché tutti gli obiettivi per i quali si era battuto non erano stati raggiunti e tale malinconia lo ha fatto riflettere, tra le altre cose, sulla morte. Il problema del tempo e quello della morte erano stati sempre presenti alla sua sensibilità. Aveva scritto che gli uomini perdono il loro tempo in cose vane e si accorgono di quanto il tempo sia prezioso solo quando si vedono la morte sul capo: "il saggio impegnerà bene il suo tempo se rifuggirà dal mescolarsi alla folla e coltiverà quegli studi che elevano l'animo alla contemplazione delle cose divine e alla pratica delle virtù".
Egli scrive anche che il prepararsi alla morte non implica la rinuncia al vivere e che è da stolti temere la morte, poiché è la fine di ogni sofferenza per l'uomo. Anzi, dice, quando il saggio non potrà più per l'ostilità dei tempi praticare la virtù, egli deve capire che è venuto il momento di riacquistare la sua libertà con l'estremo atto del suicidio, che è pienamente in suo potere.
Il brano che mi ha fatto comprendere a pieno la visione della morte da parte di Seneca è:
”Aspettiamo la morte come convitati sazi” (Epistulae ad Lucilium 61); la lettera non parla della morte in modo pessimistico bensì dice che bisogna accettarla senza rammarico. Secondo Seneca vivere con la consapevolezza che un giorno dobbiamo morire serve a far vivere la vita in modo più pieno, fino a che, in punto di morte, ci sembrerà di essere sazi di vita. Un altro punto cardine del pensiero senecaiano è il rifiuto del suicidio, in visto come rinuncia ai doveri sociali.
2
Italiano
Giacomo Leopardi
Mi ha notevolmente colpito il pensiero di Giacomo Leopardi che, oltretutto, mi ha lasciato a bocca aperta per la bellezza e la profondità di ogni suo elaborato; caratteristico del poeta è l'essenzialità del linguaggio che, con rapidissime immagini e sapienza ritmica e sintattica, crea brani di straordinaria suggestione.
Una propria descrizione circa il linguaggio adottato nella poesia è annotata nello "Zibaldone": egli scrive di adoperare "una lingua per i morti", ponendo l’accento sull'uso di parole arcaiche, desuete, fuori dal loro contesto.
Per capire il pensiero di Leopardi bisogna essere a conoscenza della sua vita: nacque nel 1798 a Recanati, piccolo paese delle Marche, che allora apparteneva allo stato pontificio. Suo padre, il conte Monaldo, era un uomo di cultura, ma molto conservatore, sua madre la marchesa Adelaide Antici era una donna dal carattere rigido e dedicò tutte le sue energie a ricostruire il patrimonio familiare alquanto dissestato.
Il piccolo Giacomo iniziò gli studi sotto la guida di due sacerdoti, ma ben presto, a soli 11 anni, proseguì da solo gli studi avvalendosi della ricchissima biblioteca paterna.
Matura velocemente nel giovane Leopardi una nuova sensibilità che lo porta a lasciare gli studi filologici e a convertirsi alla letteratura.
Intanto partecipa alla polemica tra i classicisti e i romantici. Conosce in seguito Pietro Giordani che rappresenta per il giovane poeta una guida preziosa sia sul piano intellettuale che umano.
Man mano che passano gli anni il poeta sente l'insofferenza per l'atmosfera chiusa e arretrata del suo ambiente familiare e tenta la fuga dalla casa paterna. Il fallimento di tale fuga, costituì un motivo di profonda infelicità umana. 3
Tesina - Premio maturità 2009
Titolo: La morte
Autore: Busi Gabriele
Descrizione: discuto i vari ambiti in cui si trova la morte da italiano ad astronomia...
Materie trattate: Latino,italiano,inglese,arte,astronomia
Area: umanistica
Sommario: Latino,Seneca,Epistola 61,Italiano,Giacomo Leopardi,Il Bruto minore,Inglese,James Joyce,The Dead,Arte,Jacques-Louis David,La morte di Marà t,Astronomia,la morte del sole