Estratto del documento

Fanti

M.

ntifico

Scie

Liceo indice

Internet: storia ed evoluzione.........................................................5

La “mente” di Internet: gli ipertesti...............................................8

Internet nella mente: alienazione e solidarietà.............................15

L’“inetto” del nuovo millennio, la velocità e il linguaggio...........21

La “mente” di Internet e la nostra mente.....................................25

Internet: storia ed evoluzione

inter net)

Internet (composto dal latino e dall’inglese è la più grande rete mondiale fra calcolatori, collegandone diverse centinaia di milioni. In accordo con le aspettative dei suoi creatori, è diventata la rete globale, prima al mondo.

Internet è nata negli anni sessanta, secondo un progetto del Dipartimento della difesa degli Stati Uniti alla fine della guerra fredda; all’inizio degli anni novanta è stata messa a disposizione per impieghi civili, dapprima in centri universitari e poi per gli utenti privati. Inizialmente vi si poteva accedere solo tramite un calcolatore, ora è possibile farlo anche da palmari e telefoni cellulari.

Per combinare fra loro più tipi di reti (universitarie, aziendali, commerciali e altro) è stato stipulato un protocollo comune per gli scambi di dati fra più enti e agenti, il TCP/IP, che nella pratica è costituito da una serie di codici che identificano il computer e il tipo di rete, permettendogli di trovare la “strada” corretta da usare per lo scambio di dati.

La struttura di Internet, come ormai si comprende, non è uniforme ma ramificata; è molto veloce ma a cui spesso si connettono sottoreti più lente, le Intranet, come ad esempio la LAN che collega fra loro più computer ma in numero limitato (usata ad esempio per collegare tra loro i computer della scuola, di una casa o di una piccola azienda).

I modi di utilizzare Internet differiscono a seconda del servizio che si richiede: si può utilizzare la posta elettronica (e-mail); un protocollo di trasferimento dati (FTP); o un protocollo di trasferimento ipertesti (http).

Storia di Internet

Negli anni sessanta nasce il “progenitore” di Interne, chiamato Arpanet perché finanziato

Advanced Resarch Projects Agent,

dalla o ARPA, del Dipartimento della Difesa statunitense.

L’informatico Joseph C.R. Licklider fu uno dei primi ad avere la visione di una rete in grado di collegare tutti i computer di un continente o del mondo, ma avendo lasciato l’ARPA per l’IBM furono i suoi successori a dedicarsi al progetto concreto.

La rete fu fisicamente costruita nel 1969 collegando l’Università della California di Los Angeles, l’Università di Stanford, l’Università della California di Santa Barbara e l’Università dello Utah.

L’ampiezza della banda era di soli 50 kbps (si noti che ora ci sono collegamenti capaci di viaggiare a 20 Mbps e oltre).

La posta elettronica fu inventata da Ray Tomlinson nel 1971 unendo il già esistente programma per messaggi interni e un programma di trasferimento file. Quando fu presentata al

A rpanet

pubblico la posta elettronica era già funzionante.

In pochi anni ARPANET superò l’oceano, e altri paesi costruirono reti per potervisi allacciare

Internet: storia ed evoluzione Internet: storia ed evoluzione

World Wide Web

(ad esempio in Francia iniziò la costruzione di CYCLADES, mentre in Norvegia NORSAR). Nel le risorse disponibili in Internet sono organizzate in un sistema di pagine

e-mail. browser,

Nel 1976, la regina Elisabetta II d’Inghilterra spedì la sua prima a cui si può accedere per l’appunto tramite un visualizzando file, testi, ipertesti, suoni,

Personal Computer,

immagini e filmati. La facilità di utilizzo, e la diffusione crescente del hanno

Il 12 aprile 1979, Kevin MacKenzie pensò di inserire simboli nelle mail per

Prima Dopo

:-) ampliato l’uso di Internet a milioni di persone in tutta la Terra.

Emoticon.

suggerire gli stati d’animo, si istituirono gli Inizialmente si trattava

:-D di simboli formati da segni di punteggiatura che andavano letti ruotati di 90°

:-( in senso orario; poi con l’avanzare della tecnologia si insegnò ai programmi a

:-O interpretare questi simboli e a sostituirli automaticamente con un disegno.

Il primo virus telematico bloccò Arpanet il 27 ottobre 1980 a causa di un errore nelle intestazioni

e-mail,

dei messaggi da cui vennero stabiliti i protocolli TCP/IP.

Nel 1991 a Ginevra, Tim Berners-Lee definì il protocollo HTTP per il trasferimento di ipertesti,

Browser

dei quali si parlerà meglio nel prossimo capitolo. Il primo (programma che interpreta

Internet Explorer) Mosaic,

il codice HTML per far interagire l’utente, come ora è fu il nel 1993,

che permise di rivoluzionare il modo di effettuare le ricerche e di comunicare in rete, facendo Vignetta satirica sull’evoluzione/regressione dell’uomo

World Wide Web

nascere il (WWW). Ora un’enormità di processori, anche incorporati in maniera invisibile in elettrodomestici o altri apparecchi, possono connettersi a Internet per qualche servizio di aggiornamento. È diventato la principale forma di comunicazione di massa, che ha attirato i tentativi di vari enti

Carnivore

di filtrare o controllare le informazioni (ad esempio il programma voluto dall’FBI per controllare la posta elettronica tramite parole chiave d’interesse), soprattutto con l’aumentare del terrorismo.

“Mosaic” il primo Browser

La “mente” di Internet: gli ipertesti

La “mente” di Internet: gli ipertesti

La definizione tecnica di ipertesto lo vede come una struttura informativa costituita da un deve intaccare l’area di lavoro di <head>.

insieme di pagine, che un utente può consultare tramite un interfaccia in ordine non sequenziale. tag

Certi non hanno bisogno di apertura e chiusura, come <br> che significa l’andare a capo

link,

Le pagine sono collegate da collegamenti ipertestuali, in una struttura ramificata che si in un testo, ma per la maggior parte indicare l’area di lavoro è necessario, soprattutto nei

distacca completamente dal lineare libro in cui le pagine si sfogliano in ordine progressivo. tag che contengono più di un informazione. Esempio pratico: quando si devono definire le

Un accenno alle “proteine” che compongono gli ipertesti

Esistono svariati linguaggi di programmazione, per i più disparati utilizzi. Innanzitutto occorre distinguere pagine statiche e pagine web dinamiche: le pagine web dinamiche sono pagine in cui il contenuto è, almeno in parte, generato sul momento dal server, è quindi potenzialmente diversa ogni volta che viene visitata (lo sono ad esempio i forum); le pagine statiche invece vengono create e così come sono restano (a meno che non vengano manualmente aggiornate dal programmatore).

Per le pagine web dinamiche occorrono più linguaggi di programmazione, uno descrive la pagina, e un altro gestisce gli oggetti che possono variare. Per quest’ultima funzione il più utilizzato è il JavaScript, ma per integrarlo e per descrivere gli ipertesti di pagine statiche il

HyperText Mark-up Language)

metodo più utilizzato e conosciuto è l’HTML (acronimo per

mark-up,

che è un linguaggio di ossia che descrive il contenuto di una pagina web in modo

statico. tag,

Questo linguaggio è basato sull’utilizzo di cioè segnalini (markup) che contengono una sequenza di caratteri (ognuno dei quali determina un’azione) racchiusi da parentesi angolari. I tag sono strutture nidificate, ognuno ha una propria area di lavoro: per indicare una determinata

tag

parte della pagina si mette un di apertura contenente l’istruzione, e alla fine del settore se Tutto questo perché l’utente possa visualizzare:

slash,

ne mette uno di chiusura riconoscibile perché contiene uno barra inclinata a destra; se

tag tag

all’interno di un esistente va inserito un altro (ad esempio se devo indicare particolari caratteristiche di una parte di testo all’interno di un testo più grande con caratteristiche

tag

preesistenti) allora si dovrà fare attenzione ad aprire e chiudere il secondo rimanendo

tag.

interni al primo tag

Per capire cosa si intende è sufficiente considerare che ci sono tre principali necessari in

tag

ogni pagina: il primo è il fondamentale <html> che viene aperto all’inizio della pagina e chiuso alla fine di tutto; il secondo è <head> che contiene il titolo della pagina (quello che viene visualizzato nella barra della finestra del browser con cui si consulta l’ipertesto) ed eventuali parti di codice che non vengono visualizzate dall’utente finale, ed è aperto e chiuso all’interno

tag

dei <html>; il terzo è <body>, “corpo” della pagina, che contiene il codice riguardante tutto ciò che viene visualizzato nella pagina (testo, immagini e quant’altro), viene aperto dopo <head> ma comunque chiuso prima di </html>, a indicare che fa parte della pagina ma non

- Maturità 2007 Maturità 2007

La “mente” di Internet: gli ipertesti La “mente” di Internet: gli ipertesti

Struttura e progettazione di un ipertesto

La struttura è stata la parte più problematica, perché ovviamente quando si tratta di dover collaborare fra più menti pensanti ognuna ha un idea diversa dall’altra. Si trattava quindi di

storyboard,

dover costruire uno cioè una serie di disegni rappresentanti le varie pagine, collegati

La prima pagina è l’index, indice, che solitamente contiene un accenno a ciò che si sta per secondo quelli che sarebbero stati i collegamenti ipertestuali finali.

consultare (foto di paesaggi nei siti di città, loghi nei siti di aziende e così via); a questa sono È venuto in nostro aiuto il fatto che mentre ognuno di noi aveva svolto una ricerca su uno Stato,

collegate varie pagine a cui accedere, le quali hanno loro stesse collegamenti ad altre pagine e già eravamo divisi in quattro gruppi di lavoro (ognuno per ogni mare che bagna l’Europa); da

così via in una struttura ramificata in base alle esigenze del programmatore.

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Sintesi

L'alienazione dei forum, la solidarietà delle community, i nuovi "inetti", il nuovo linguaggio, le analogie fra la rete di internet e il nostro cervello

Materie trattate: Informatica, Filosofia, Italiano, Biologia

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