Organizzazione tesina: “L’uomo critico di sé”
Esposizione dei contenuti fondamentali dell’opera di Foucault
- Obiettivi dell’opera “La Volontà di Sapere”.
- Ruolo della confessione nella scientia sexualis.
- Denigrazione dell’ipotesi repressiva.
- Concetto di potere.
- Individuazione, formazione e ruolo del dispositivo di sessualità.
- Concetto di bio-storia.
- Medicalizzazione della sessualità.
- Conseguenze del dispositivo sulla politica della natalità e del controllo sociale.
- Degenerazione nell’eugenetica del nazismo.
Confronto tra Foucault e Horkheimer sulle motivazioni dell’ascesa del nazismo
- Esposizione dei contenuti dell’opera di Horkheimer.
- Obiettivi dell’opera “L’Eclissi della Ragione”.
- Distinzione tra ragione oggettiva e ragione soggettiva.
- Conseguenza dello squilibrio delle ragioni: il relativismo etico.
- Alienazione e mimesi: il relativismo relazionale.
- Conclusioni di Horkheimer: incapacità di reazione agli eventi e acriticismo.
- Possibili affinità e divergenze.
- Differenti concezioni di potere.
- Differenti cause di avvento dei totalitarismi.
- Comune richiamo alla capacità critica per la resistenza ad un’ideologia.
- Comune attenzione al pretesto di scientificità all’origine dei totalitarismi.
Confronto del concetto di sessualità in Foucault e Marcuse
- Esposizione delle proprietà del concetto di sessualità in Marcuse, da “Eros e Civiltà”.
- Concezione della sessualità in Marcuse e impianto freudiano.
- Es e Io: repressione fondamentale.
- Super-Io e Marx: repressione addizionale.
- Dissoluzione della repressione nell’inconscio e dispositivi di potere.
- Liberazione dalla repressione: l’erotizzazione.
- Differenze tra l’impianto storico-genealogico di Foucault e quello freudomarxista di Marcuse.
- Differenti concezioni della psicanalisi.
- Riscontro comune dell’importanza di biologia e storia nell’evoluzione della sessualità.
- Ruoli opposti di biologia e storia.
- Comune metodologia d’evasione dai vincoli della sessualità “negativa”.
Conclusioni
Alla fine il centro dell’esposizione sarà l’importanza, per un’esistenza autentica e soddisfacente, della propria capacità critica.
In Foucault è basilare l’importanza di sapersi svincolare dalla morsa della sessualità e del suo dispositivo di controllo; per Horkheimer un uomo – e un’umanità, forse – che perde la propria capacità di riferimento a determinati valori non riesce a porre obiezioni razionali a qualsiasi sopruso, autodeterminando la propria condizione di schiavitù; per Marcuse invece il nucleo per una migliore società futura è imprescindibile dalla possibilità e dal dovere che ciascuno ha di liberarsi dalla repressione che la sovrastruttura sociale impone agli uomini.
Così per i tre filosofi è fondamentale il raggiungimento dell’autonomia critica dell’individuo, per superare l’eclissi di una ragione che si è dimostrata incapace di interpretare la complessità di un’epoca, in una prospettiva di superamento della crisi del soggetto proprio della filosofia e della società novecentesca.
Bibliografia
Michel Foucault – La Volontà di Sapere, Feltrinelli, 1976.
Max Horkheimer – L’Eclissi della Ragione: nello specifico “Mezzi e Fini”, “La rivolta della natura” e “Trionfo e decadenza dell’individuo”, Einaudi, 1947.
Herbert Marcuse – Eros e Civiltà: nello specifico “L’origine dell’individuo represso: ontogenesi” e “La trasformazione della sessualità in Eros”, Einaudi, 1955.
Foucault e la scuola di Francoforte
1. L’obiettivo de “La Volontà di Sapere”
L’obiettivo che Foucault si pone nel libro “La Volontà di Sapere – Storia della Sessualità” non è quello di trovare l’evoluzione dell’erotismo nello sviluppo di un processo storico, bensì trovare l’origine della curiosità che il sesso ha sempre esercitato sull’uomo, in particolare dal diciottesimo secolo in poi, e riuscire a contestualizzare questa volontà di conoscenza.
Il sesso, storicamente, dalla pastorale cristiana del Concilio di Trento, è infatti presentato come “l’enigma inquietante: non ciò che si mostra ostinatamente, ma quel che si nasconde dappertutto”, e di cui l’uomo ha sempre subito l’omertoso fascino.
Questo è anche dovuto al particolare metodo che noi occidentali abbiamo di rapportarci con la conoscenza della sessualità: la confessione.
Nella civiltà classica il particolare rapporto di apprendista-maestro creava i presupposti per una ars erotica che puntava all’aspirazione alla conoscenza, l’importanza dell’interloquire verticale tra il sapere del maestro e la voglia dell’uditore di conoscere e celare i segreti delle tecniche appena conosciute; nella civiltà cristiana successiva arriviamo al ribaltamento di ciò: l’interlocutore, colui a cui è rivolta la confessione, che sia reale o solamente virtuale, diventa il nodo fondamentale della formulazione del discorso: è lui che non sa, ma è lui che dirige il nostro sapere.
Ci fa, in una sorta di maieutica invertita, scoprire il nostro errore, o più in generale, la nostra verità da ciò che noi sappiamo e lui no, e questo non può che creare una sorta di curiosità per la verità in noi nascosta e una sensazione d’ignoranza paradossale, in quanto la verità viene da ciò che solamente noi conosciamo.
L’ipotesi repressiva e il concetto di potere
Ma è giusto che prendiamo in considerazione un’ipotesi repressiva, in cui, sempre dal Concilio di Trento, il sesso è stato ingiustamente soffocato, fino a trovare l’exploit con l’ascesa del conservatorismo morale della classe borghese del diciottesimo secolo?
Secondo Foucault no: il potere, concetto su cui il filosofo si soffermerà per darne una definizione “aggiornata”, non sarebbe una forza alquanto limitante, impotente e “anti-energia” per essere considerato potere?
Il potere deve anche avere un valore propositivo, non solo la facoltà di poter negare un processo istintuale come il sesso.
Incontriamo qui i primi due errori, nel concetto di potere e in quello di sessualità.
Infatti il potere è da noi considerato ancora secondo una logica giuridico-discorsiva che si riferisce al concetto di diritto e sopruso del medesimo, con il ricordo di quell’istituzionalità caratteristica delle monarchie passate; mentre “con il termine potere mi sembra che si debba intendere innanzitutto la molteplicità dei rapporti di forza immanenti al campo in cui si esercitano e costitutivi della loro organizzazione”, il potere “è il nome che si dà ad una situazione strategica complessa in una società data”.
Caratteristica del potere è la molteplicità di punti da cui è esercitato, la sua onnipresenza.
Questo è forse l’aspetto più interessante del concetto di potere di Foucault, ovvero la non riconducibilità immediata ad un organismo istituzionale, ma ad un incastro di piccoli poteri locali, che insieme tessono l’organizzazione generale del potere.
La sessualità come dispositivo storico
È per quanto riguarda invece la sessualità che incontriamo il nostro errore storico più grande, indotto dalla falsa credenza di una sessualità intesa come impulso represso: viene distrutta la naturalità della sessualità, per considerarla come un dispositivo storico creato dall’uomo stesso.
Nel diciottesimo secolo, la necessità di conoscere di più sull’aspetto sessuale dell’uomo, probabilmente grazie anche all’influenza della vicina età dei lumi, incontra la necessità di immettere la sessualità in un contesto discorsivo al fine di organizzare l’argomento secondo un filo razionale.
In più questo periodo vede la nascita, o lo sviluppo fondamentale, di nuove discipline quali la psicologia, la pedagogia e la sociologia, che provano a trovare una dimensione sessuale nelle “anomalie” del tempo: per esempio assistiamo all’isterizzazione della donna, alla sessualizzazione del bambino, alla socializzazione delle condotte procreatrici e all’istituzionalizzazione delle perversioni.
È possibile che queste siano strategie di controllo repressivo del potere nei confronti delle sessualità particolari?
“In realtà – dice Foucault – si tratta piuttosto della produzione stessa della sessualità. Questa non deve essere considerata come una specie di dato naturale che il potere cercherebbe di domare, o come un campo oscuro che il sapere tenterebbe, a poco a poco, di svelare.
È il nome che si può dare ad un dispositivo storico: non una realtà sottostante sulla quale sarebbe difficile esercitare una presa difficile, ma una grande trama di superficie dove la stimolazione dei corpi, l’intensificazione dei piaceri, l’incitazione al discorso, la formazione delle conoscenze, il rafforzamento dei controlli e delle resistenze si legano gli uni agli altri sulla base di alcune grandi strategie di sapere e di potere”.
Da qui emerge la considerazione della sessualità come un prodotto stesso della novità introdotta dalla sessualizzazione dei corpi, come la presa in considerazione, da parte della neonascente classe borghese, della propria capacità sessuale.
Questo porta poi due conseguenze: la microconseguenza è che da una parte viene rismentita la presunta repressione adoperata dal conservatorismo della classe borghese, che anzi si rende autonomamente protagonista di
Tesina - Premio maturità 2009
Titolo: L'uomo critico di sé.
Autore: Lolli Tommaso.
Descrizione: Esposizione dei contenuti fondamentali dell'opera di Foucault.
- Obiettivi dell'opera "La Volontà di Sapere".
- Ruolo della confessione nella Scientia Sexualis.
- Denigrazione dell'ipotesi repressiva.
- Concetto di potere.
- Individuazione, formazione e ruolo del dispositivo di sessualità.
- Concetto di Bio-Storia.
- Medicalizzazione della sessualità.
- Conseguenze del dispositivo sulla politica della natalità e del controllo sociale.
- Degenerazione nell'eugenetica del nazismo.
- Confronto tra Foucault e Horkheimer sulle motivazioni dell'ascesa del nazismo.
- Esposizione dei contenuti dell'opera di Horkheimer.
- Obiettivi dell'opera "L'Eclissi della Ragione".
- Distinzione tra ragione oggettiva e ragione soggettiva.
- Conseguenza dello squilibrio delle ragioni: il relativismo etico.
- Alienazione e mimesi: il relativismo relazionale.
- Conclusioni di Horkheimer: incapacità di reazione agli eventi e acriticismo.
- Possibili affinità e divergenze.
- Differenti concezioni di potere.
- Differenti cause di avvento dei totalitarismi.
- Comune richiamo alla capacità critica per la resistenza ad un'ideologia.
- Comune attenzione al pretesto di scientificità all'origine dei totalitarismi.
- Confronto del concetto di sessualità in Foucault e Marcuse.
- Esposizione delle proprietà del concetto di sessualità in Marcuse (da "Eros e Civiltà").
- Concezione della sessualità in Marcuse e impianto freudiano.
- Es e Io: repressione fondamentale.
- Super-Io e Marx: repressione addizionale.
- Dissoluzione della repressione nell'inconscio e dispositivi di potere.
- Liberazione dalla repressione: l'erotizzazione.
- Differenze tra l'impianto storico-genealogico di Foucault e quello freudomarxista di Marcuse.
- Differenti concezioni della psicanalisi.
- Riscontro comune dell'importanza di biologia e storia nell'evoluzione della sessualità.
- Ruoli opposti di biologia e storia.
- Comune metodologia d'evasione dai vincoli della sessualità "negativa".
Materie trattate: Marcuse (Eros e Civiltà), Horkheimer (Eclissi della Ragione) e Foucault (La Volontà di Sapere).
Area: umanistica.
Bibliografia:
- Michel Foucault - La Volontà di Sapere (Feltrinelli, 1976).
- Max Horkheimer - L'Eclissi della Ragione: nello specifico "Mezzi e Fini", "La rivolta della natura" e "Trionfo e decadenza dell'individuo" (Einaudi, 1947).
- Herbert Marcuse - Eros e Civiltà: nello specifico "L'origine dell'individuo represso: ontogenesi" e "La trasformazione della sessualità in Eros" (Einaudi, 1955).