Infanzia - Tesina (2)

Tesina di maturità sul' infanzia semplice e molto facile da studiare.è pensata per la scuola alberghiera ma da diversi spunti anche per altri indirizzi di studio.

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  • 23-07-2013
E io lo dico a Skuola.net
il mondo dell'età evolutiva:aspetti generali di un percorso di crescita

Un uomo mite, animato da un sentimento di umana partecipazione per le classi subalterne, con nel cuore la spina dell'assassinio del padre avvenuto quando egli era ancora adolescente, perciò desideroso di vedere la pace regnare tra gli uomini e pronto al perdono.
Pascoli però non è solo questo; la sua personalità è assai complessa e si riflette in una produzione letteraria articolata che va dalle liriche a sfondo autobiografico a quelle di contenuto squisitamente politico.
La poetica de Ilfanciullino è un insieme d'idee, in parte in aperta polemica contro la poetica del suo maestro Carducci e la tradizione lirica italiana, ancora legata a Petrarca.
Questa poetica pascoliana, prende il nome dall'immagine di un fanciullino, dedotta dal Fedone di Platone.
L'idea di Pascoli è che per essere veramente poeti occorre recuperare quella condizione d'animo che è tipica dei fanciulli.
Essa è contraddistinta da verginità spirituale, fatta da assenza di malizia, estrema semplicità, capacità di meraviglia di fronte ad ogni scoperta relativa al mondo che ci circonda.
Il fanciullino, per dirla con le parole del poeta stesso, è quello che "ha paura al buio, perché al buio vede o crede di vedere, che piange e ride senza perché di cose che sfuggono ai nostri sensi e alla nostra ragione ... egli è un’ Adamo che mette il nome a tutto ciò che vede e sente".
L'uomo dunque che voglia essere poeta deve saper recuperare la dimensione interiore del fanciullo, che è poi la sua condizione primitiva.
E il poeta per Pascoli è "colui che esprime la parola che tutti avevano sulle labbra e che nessuno avrebbe detta".
Il poeta pertanto è sempre un fautore di buoni e civili costumi, ma questo non deve essere il fine diretto della sua opera, perché "il poeta è poeta e non oratore o predicatore, non filosofo, non storico, non maestro".
Per capire come sia nata e si sia sviluppata in Pascoli questa concezione del poeta-fanciullino, e come questo sia potuto divenire un mito, occorre ricordare una molteplicità di eventi, alcuni dei quali relativi all'esperienza personale del poeta, altri invece di carattere più generale riguardanti la società dell'età in cui egli visse.
Possiamo dire che tutto può essere ricondotto da una parte all'assassinio del padre e dall'altra alla minaccia rappresentata dalla sinistra rivoluzionaria socialista italiana del tempo.
Nelle pagine delle sue opere Pascoli esprime il suo concetto di poetica: il poeta è colui che si fa simile ad un fanciullino nello scoprire con ingenuità e primitività quello che le cose suggeriscono; in ognuno di noi è latente, dorme un fanciullino: il poeta è colui che riesce a svegliarlo, a farlo parlare dentro di sé e a comunicare i significati agli altri uomini.
L'atteggiamento del poeta di fronte alla realtà è dunque quello proprio del fanciullino: stupore e meraviglia, curiosità e loquacità, capacità di dare i nomi alle cose con simboli e metafore, per scoprisse il significato nascosto, capacità di assimilare tra loro il piccolo e il grande.
Questo spiega l'uso di un linguaggio polivalente, fonico e simbolico, e da ragione anche del venire meno della personalità del poeta davanti alla poesia delle cose.
La poesia di Pascoli è nuova e si allontana da quella romantica per aderire alla cultura del Decadentismo; infatti, nelle sue opere sono presenti molti caratteri del Decadentismo: la sfiducia nei valori della storia e della tradizione, l'individualismo esasperato, la malinconia, la solitudine, l'infanzia sentita come la sola età felice della vita e come rifugio dagli affanni dell'esistenza l'uso di un linguaggio nuovo e originale.
Pascoli, al contrario di Carducci, rifiuta gli schemi metrici della poesia tradizionale e crea strofe e versi di misura inedita; utilizza un linguaggio nuovo fatto di vocaboli tratti dalla vita quotidiana e dal dialetto accostati a termini letterari; mira ad ottenere un'intensa musicalità nei versi, anche con l'uso frequente d'onomatopee.
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