Infanzia rubata, tesina (2)

Tesina di maturità per Istituto tecnico commeciale che parla di quei bambini (più di 150 milioni) che non possono godersi la loro infanzia. Argomenti tesina maturità: Giovanni Verga e Rosso Malpelo, Zola.

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E io lo dico a Skuola.net

Introduzione Infanzia rubata, tesina


Al termine di questo ciclo di studi, sono pronta ad entrare nel mondo del lavoro. Il lavoro è il mezzo con cui ognuno di noi, non solo si procura di che vivere, ma con il quale realizziamo noi stessi e le nostre aspirazioni. Attraverso di esso, individuiamo il nostro ruolo nella società, costruiamo il nostro benessere e contribuiamo a quello altrui. Purtroppo non per tutti il lavoro è occasione di realizzazione della propria persona ed espressione materiale di essere cittadini di uno Stato, infatti molti, in questo periodo anche in Italia, non hanno un’occupazione o l’hanno precaria e non certo adatta a soddisfare le aspirazioni, i desideri e addirittura le necessità. Inoltre sono numerosissimi nel mondo i casi di sfruttamento del lavoro: vi sono lavoratori sottopagati, che non godono delle tutele della legge e che sono costretti a orari lunghissimi senza diritti.
L’aspetto ancora più preoccupante, e che mi ha da sempre impressionato, è rappresentato da quei lavoratori che in realtà non dovrebbero lavorare: sono circa 200 milioni i bambini che, pur avendo meno di quattordici anni, sono costretti a lavorare. Spesso svolgono lavori vietati dalla legge, anche molto pericolosi, sfruttati come nuovi, inermi schiavi. Non tutti riescono a resistere, alcuni muoiono presto, altri si ribellano, andando incontro a terribili punizioni. Ma il vero problema è la parte psicologica, perché questi lavoratori minorenni hanno visto e vissuto esperienze terribili che segneranno per sempre la loro esistenza. Questo costituisce una chiara violazione dei diritti dell’infanzia: costringere un bambino a lavorare significa impedirgli di andare a scuola, di giocare, di sviluppare in modo armonico il proprio corpo; insomma significa costringerlo a non essere bambino. Lo sfruttamento del lavoro minorile ha inoltre ripercussioni economiche sui paesi in questione perché, dove è maggiore il numero dei bambini lavoratori, è altissima la disoccupazione degli adulti e bassissimo il costo del lavoro. Un’ “aspetto positivo” della questione è che, negli ultimi anni, sono nate alcune associazioni, non ancora presenti in tutti i paesi, che cercano di lottare per la difesa dei diritti dei minori, denunciando le disumane condizioni in cui sono costretti a lavorare. Alcune organizzazioni governative impegnate in questo settore sono “Amnesty International”, che difende i diritti umani, la “International Labour Organization”, che dedicandosi alle tematiche del lavoro si occupa anche di questo settore, ma soprattutto l’UNICEF, che dal 1946 promuove interventi a favore dei minori nei paesi meno sviluppati.
Per cambiare in buona parte questa triste realtà basterebbero controlli più radicali e scrupolosi e una mirata politica sociale. Occorrerebbero leggi più severe ed il rispetto di esse da parte di tutti. Tuttavia la base di un mondo migliore è, secondo me, affidata all'istruzione e perciò alla diffusione del diritto d’istruzione dei bambini, che purtroppo non tutti ancora oggi possono avere.
In questa tesina di maturità ho cercato di evidenziare alcune figure che nella loro trattazione letteraria hanno utilizzato queste tematiche, cominciando dalla letteratura italiana con Verga che, con “Rosso Malpelo”, diventa un cronista dello sfruttamento minorile. Nella letteratura francese Zola fa del suo romanzo “Germinal” una denuncia delle terribili condizioni di lavoro degli operai nell’Ottocento. In inglese ho raccontato la testimonianza contemporanea di Iqbal Masih, che è diventato un simbolo della lotta contro lo sfruttamento minorile. Infatti egli, provando a denunciare la situazione dei bambini-lavoratori pakistani, è stato ucciso dalla “mafia dei tappeti”. Infine in diritto ho analizzato l’attività di una delle più importanti organizzazioni che lavora per la tutela dei diritti dei bambini, l’UNICEF.
Mi piace concludere questa mia tesina nell’infanzia rubata con alcune parole di Iqbal, che sintetizzano alla perfezione il mio pensiero: “Nessun bambino dovrebbe mai lavorare: gli unici strumenti di lavoro che un bambino dovrebbe tenere in mano sono penne e matite”.

Collegamenti

Infanzia rubata, tesina


Italiano- Giovanni Verga (Rosso Malpelo).
Francese- Emile Zola (Germinal).
Inglese- Iqbal Masih.
Diritto- Le organizzazioni intergovernative.
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