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V
Federico del Rosso
Liceo scientifico di Stato “Albert Einstein”
Città di Molfetta (BA)
A.S. 2007-2008 I N D I C E
Che cos’è un vulcano?...............................................................................................2
Struttura di un vulcano...............................................................................................2
Vulcani monogenici e poligenici……………………………..…………….....................3 Il
magma e i gas…………………………………………………......…………………….3 Eruzioni
vulcaniche effusive………………………………………………………………5 Eruzioni
vulcaniche esplosive…………………………………………………………….6 Gli
stratovulcani………...............................................................................................7 I
vulcani a scudo…………………………………………………………………………...8 Le
caldere…………………………………………………………………………………...9 I vulcani
lineari…………………………………………………………………………….10 I coni di
scorie……………………………………………………………………………..10 I supervulcani e
1
il Parco di Yellowstone………………………………………………..11 Vulcanesimo secondario:
i geyser………………………………………………………13 Fenomeni secondari
alternativi………………………………………………………….14 Distribuzione globale dei
vulcani………………………………………………….…….15 g
L’Islanda………………..…………………………………………...…….…….…………17 Un
sistema in continua evoluzione……………………………………………………..17
Caratteristiche geologiche……………………………………………………………….18
L’Hekla……………………………………………………………………………………..19 Il
Krafla………………………………………………………………………………….….19 Il
Lakagigar………………………………………………………………………………..20 L’isola di
Surtsey………………………………………………………………………….20 Il Grimsvotn e gli
altri vulcani……………………………………………………………21 I
geyser…………………………………………………………………………………….22 L’energia
geotermica……………………………………………………………………..23 Le aurore
boreali………………………………………………………………………….23 Islanda, il paradiso
dei geologi…………………………………………………...……..24 g
Fonti principali……………………………………………………………………...……..25 g
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La definizione più corretta che si
potrebbe dare al sostantivo “vulcano” è
“apertura della crosta terrestre
attraverso la quale fuoriescono
materiali rocciosi fusi (magma) e gas,
entrambi provenienti dall’interno della
Terra, ovvero i prodotti dell’attività
magmatica endogena”. Il termine
deriva dal nome di una delle isole Eolie,
l’isola di Vulcano: qui, secondo la
2 mitologia latina, il dio del fuoco
Vulcano aveva la sua fucina.
Tuttavia, nel linguaggio moderno
comune, si tende a identificare il
Il Kilauea, uno dei due vulcani appartenenti vulcano con il tipico rilievo a forma di
all’arcipelago delle Isole Hawaii. tronco di cono dalle pareti ripide e
privo di vegetazione, composto da masse di rocce ignee eruttate dall’interno della
Terra. In realtà, ciò che è stato appena descritto è solo un particolare tipo di vulcano,
o meglio di “edificio vulcanico”, che è l’espressione con cui oggi, nel linguaggio
scientifico, si indica una generica struttura vulcanica, che può assumere qualunque
forma, quindi non necessariamente quella di una montagna. Gli edifici vulcanici
costituiscono il prodotto dell’accumulo stratificato di materiali fusi e solidi depositati
durante innumerevoli eruzioni vulcaniche, anche molto distanti nel tempo l’una
dall’altra.
È invece definito “fenomeno di vulcanesimo (o vulcanismo)” qualsiasi caso di risalita in
superficie di materiale allo stato solido, liquido o gassoso. Questo processo è
provocato dai numerosi movimenti tettonici che interessano la crosta e il mantello
terrestre, dove si creano grosse masse magmatiche che, a causa delle forze tettoniche
e della crescente pressione e temperatura, tendono a risalire verso l’alto. Il
vulcanesimo viene detto “primario” quando i materiali in risalita alimentano le singole
eruzioni vulcaniche; “secondario” quando essi fuoriescono nell’intervallo di tempo fra
due eruzioni o verso le ultime fasi di vita di un vulcano.
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Nonostante non abbiano tutti la stessa forma, i vulcani
sono fra di loro accomunati dai medesimi elementi
intrinseci che ne costituiscono la struttura. I principali
sono:
La camera magmatica, una sorta di serbatoio nel
quale il magma e i gas possono stazionare prima di
essere emessi in superficie. Essa non coincide
necessariamente con la zona sorgente del magma: di
solito rappresenta uno spazio che il magma occupa in
uno stadio intermedio della sua risalita verso la
superficie. Nella camera del magma avviene il
processo di cristallizzazione frazionata dei magmi, processo secondo il quale in un
fuso silicatico i cristalli che si separano vengono separati dal liquido, che quindi
cambia di composizione. La profondità di queste strutture varia dai 2 ai 10 km,
elemento che conferma che esse si ritrovano nella crosta terrestre.
Il condotto (o camino) vulcanico, una lunga frattura di forma cilindrica, parallela
all’asse del vulcano, attraverso la quale il magma proveniente dal serbatoio
magmatico si dirige verso la superficie per essere in seguito depositato.
Il cratere principale, ovvero l’intersezione tra il camino vulcanico e la superficie. È il
sito in cui avviene l’eruzione vulcanica, il contatto fisico fra il magma e i gas con
l’atmosfera terrestre. È generalmente una depressione di forma circolare, originata
dal collasso gravitazionale delle rocce causato dalla pressione del magma
sottostante. In certi casi, i vulcani possiedono alcuni crateri secondari (o avventizi)
generati da vie di fuga laterali del magma.
3
Il meccanismo che genera le eruzioni vulcaniche consiste nella differenza di pressione
tra i gas accumulati nella camera magmatica e le rocce che la costituiscono: quando la
pressione gassosa supera quella litostatica, le rocce vengono frantumate e il serbatoio
magmatico si svuota parzialmente, lasciando magma e gas liberi di risalire su per il
condotto. Maggiore è la differenza di pressione, più violenta è l’eruzione vulcanica. Al
termine di questa, la camera magmatica sarà soggetta a un processo di ricarica
consistente nel nuovo riempimento del serbatoio, il che dimostra che l’attività
vulcanica eruttiva possiede un andamento ciclico.
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I vulcani possono essere classificati in base al tipo di eruzione che li ha generati: si
distinguono vulcani monogenici e vulcani poligenici. I primi sono il prodotto di una
singola eruzione (generalmente di piccola entità), o di una singola fase eruttiva,
mentre i secondi vengono originati da più eruzioni, spesso separate da periodi di
tempo relativamente lunghi, che possono implicare il coinvolgimento di magmi a
differente composizione. Le eruzioni che formano i vulcani monogenici possono durare
alcuni anni, caratterizzando un periodo di attività persistente nel corso del quale il
magma che viene emesso dà origine a fenomeni sia effusivi che esplosivi e, a
differenza dei vulcani poligenici, esso presenta una composizione relativamente
costante. Inoltre, per quanto riguarda il sistema di alimentazione, i vulcani monogenici
sono caratterizzati da un condotto semplice, che viene utilizzato soltanto nel corso di
una singola eruzione (o di una fase eruttiva prolungata), mentre quelli poligenici
presentano un sistema complesso, costituito da un’intricata rete di condotti, i quali
possono essere utilizzati più di una volta per alimentare differenti eruzioni.
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Gli elementi fondamentali affinché si verifichi un’eruzione vulcanica sono due: il
magma e i gas.
Il magma è comunemente definito una massa liquida, ad alta temperatura, a
composizione prevalentemente silicatica e originata dalla fusione parziale o totale
delle rocce costituenti la crosta terrestre o il mantello. Esso, quando entra in contatto
con l’atmosfera, assume il generico nome di “lava”. In base ad alcuni parametri quali
la temperatura, la composizione chimica e il grado di viscosità, si distinguono due tipi
principali di magma:
magma “primario” o “basico”;
magma “secondario” o “acido”.
4
Dualismo magmatico: il magma primario (in arancione) si forma nel mantello, quello secondario (in
rosso) si origina nella crosta terrestre.
Il primo si forma nella parte superiore del mantello, è molto fluido e la sua
, poco
temperatura si aggira sui 1200-1300 °C. Possiede una densità media di 3 g/cm
3
inferiore a quella del mantello (3,3 g/cm ). Durante un’eruzione vulcanica, questo tipo
3
di magma raggiunge molto facilmente la superficie poiché la diminuzione di pressione
che si riscontra con la diminuzione della profondità non influisce particolarmente sulla
temperatura di fusione della massa magmatica. Per quanto riguarda la composizione
chimica, il magma primario è composto da minerali femici (o basici), e ultrafemici
(basso contenuto in silice), per esempio inosilicati ricchi di ferro e magnesio
(peridotiti), con la totale assenza del minerale quarzo.
Il magma secondario, invece, si genera per fusione parziale delle rocce della crosta
terrestre; è molto viscoso e relativamente freddo (700-800 °C) e la sua densità media
. Viene chiamato anche “magma di anatessi”, in quanto con “anatessi”
è di 2,7 g/cm
3
si indica il processo di fusione parziale delle rocce in profondità. È composto
interamente da minerali sialici (o acidi), quali tettosilicati (soprattutto quarzo),
alluminosilicati e alcuni nesosilicati e inosilicati. Essendo molto viscoso, raramente
affiora in superficie e spesso solidifica in profondità, dando così origine a particolari
strutture chiamate “filoni” o “plutoni”, i quali non sono altro che rocce magmatiche
intrusive, formate essenzialmente da granito, che rappresentano le masse di magma
acido che non sono riuscite a raggiungere la superficie terrestre (dicchi e laccoliti).
Tutti i magmi contengono disciolte quantità variabili di gas, specialmente acqua e
, SO , H S),
anidride carbonica, ma anche cloro, fluoro, vari composti dello zolfo (SO
2 3 2
metano e ammoniaca, la cui solubilità aumenta con la pressione. Solitamente, i gas si
trovano ammassati in bolle che, a seconda del tipo di magma di cui fanno parte,
vengono emesse o trattenute al momento dell’eruzione: i magmi basici tendono a
liberare gas, mentre quelli acidi li trattengono. Da questo importantissimo fattore, si
determinerà il tipo di eruzione vulcanica.
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Le eruzioni effusive sono le più comuni e,
generalmente, le meno pericolose. Infatti, il loro
prodotto è la classica colata lavica, generata da un
magma di tipo basico, molto fluido, capace di
perdere facilmente la propria componente gassosa:
infatti, se ciò non avvenisse, l’elevata pressione dei
gas rischierebbe di frantumare il magma e l’eruzione
diventerebbe esplosiva. La dispersione dei gas può
5
avvenire sia attraverso fumarole situate lungo i
fianchi del vulcano, sia attraverso eruzioni precedenti
a carattere esplosivo, anche se quest’ultimo è un
caso molto particolare. La velocità di una colata
lavica dipende da due importanti fattori, quali il
grado di viscosità del magma da cui essa è stata
generata e il tipo di superficie su cui essa scorre (se
per esempio vi sono delle asperità topografiche, la
colata tende a rallentare). Poiché la lava è basica, quindi abbastanza fluida, l’intera
colata lavica solidifica a gra
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Tesina - Premio maturità 2008
Il vulcanesimo e l'Islanda
Autore: Federico Del rosso
Descrizione: caratteristiche principali dei fenomeni di vulcanesimo e degli edifici vulcanici con un particolare approfondimento geologico sull'Islanda.
Materie trattate: scienze, fisica
Area: scientifica
Sommario: La definizione più corretta che si potrebbe dare al sostantivo "vulcano" è "apertura della crosta terrestre attraverso la quale fuoriescono materiali rocciosi fusi (magma) e gas, entrambi provenienti dall'interno della Terra, ovvero i prodotti dell'attività magmatica endogena". Il termine deriva dal nome di una delle isole Eolie, l'isola di Vulcano: qui, secondo la mitologia latina, il dio del fuoco Vulcano aveva la sua fucina. Tuttavia, nel linguaggio moderno comune, si tende a identificare il vulcano con il tipico rilievo a forma di tronco di cono dalle pareti ripide e privo di vegetazione, composto da masse di rocce ignee eruttate dall'interno della Terra. In realtà, ciò che è stato appena descritto è solo un particolare tipo di vulcano, o meglio di "edificio vulcanico", che è l'espressione con cui oggi, nel linguaggio scientifico, si indica una generica struttura vulcanica, che può assumere qualunque forma, quindi non necessariamente quella di una montagna. Gli edifici vulcanici costituiscono il prodotto dell'accumulo stratificato di materiali fusi e solidi depositati durante innumerevoli eruzioni vulcaniche, anche molto distanti nel tempo l'una dall'altra.