Il primo aeroplano, costruito in Inghilterra dai fratelli Wright nel 1903, riuscì
Volo
a volare per qualche decina di metri (più che altro si trattava di un lungo
balzo).
Il
Fu in Francia che un ingegnere progettò e costruì il primo modello di aereo capace di
alzarsi in volo, senza bisogno di essere catapultato.
Gli studi si intensificarono soprattutto nel campo bellico e così nacquero, tra le due
guerre mondiali, macchine volanti sempre più sofisticate in grado anche di bombardare.
Alla fine del primo conflitto fu scoperta la doppia ala e l’aereo cominciò ad essere
pensato come possibile mezzo di trasporto. Prima della seconda guerra mondiale la
tecnologia aeronautica subì un forte sviluppo, gli aerei migliorarono la dinamica e le
prestazioni in generale, capaci di raggiungere elevate altitudini, maggiori velocità (fino a
500 km/h) e avere una grande maneggevolezza.
Verso la fine degli anni ’40 una scoperta rivoluzionò il mondo del volo: il
Volo
motore a getto. Esso funziona nel seguente modo: l’aria, aspirata
frontalmente, entra in un compressore in grado di portarla alla pressione
desiderata; a maggiori pressioni arriva nella camera di combustione dove,
reagendo con il carburante che viene spruzzato da appositi ‘iniettori’,
aumentano di nuovo pressione e temperatura; la miscela ottenuta entra in
una turbina, dove verrà espansa, producendo la dilatazione degli ugelli che
hanno il compito di espellerla, generando la spinta necessaria.
Il
I turbo fan, particolari tipi di motori a getto, usano due flussi di aria separati,
permettendo il minimo consumo e migliori prestazioni, grazie alla presenza del flusso
freddo (il combustibile è miscelato al flusso caldo avendo meno fatica e maggiore
spinta). La spinta è direttamente proporzionale alla velocità del getto. Nei turbo fan è
stato possibile introdurre il postbruciatore: nella turbina, che espande il flusso per far
muovere il compressore, il flusso ha bassa pressione e alta temperatura; iniettando
carburante, queste aumentano e così si incrementa la spinta. Grazie al postbruciatore,
che permette di effettuare decolli in minor spazio, si raggiungono velocità anche tre
volte superiori a quella del suono. ‘sonic boom’
In un aereo agiscono contemporaneamente quattro forze, a due a due
Volo
opposte: spinta e attrito, peso e portanza. Il decollo è possibile, oltre ad una
forte spinta (con velocità intorno ai 300 km/h), grazie a delle particolari
strutture, gli ipersostentatori; questi, aumentano la superficie alare esposta
al flusso d’aria, modificando l’angolo di attacco che questa ha con l’aria, con
un conseguente aumento di portanza. In un aereo, in particolare
nell’eseguire manovre acrobatiche, si può avere un improvviso calo della
portanza, lo ‘stallo’:
quando l’incidenza delle
Il
ali con l’aria è troppo alta,
il flusso si separa dal
corpo in volo senza
riuscire più a sostenerlo.
Se in una fase di stallo si tenta di
addrizzare l’aereo tramite l’uso degli
alettoni, si rischia di entrare in vite.
Durante l’atterraggio, invece, serve
una bassa spinta ma un’alta
portanza, incrementata sempre
mediante l’uso degli ipersostentatori che, aumentando questa volta di molto la
superficie alare esposta al flusso, aumenteranno anche la resistenza; così l’aereo
atterrerà prima con la parte posteriore (a causa del peso), poi, con quella anteriore.
Infine per arrestare del tutto la spinta si attiva il ‘reverse’, ovvero si inverte il senso di
rotazione delle eliche all’interno dei motori.
Marte
Marte è uno dei nove pianeti appartenenti al sistema solare che è stato
identificato come il più simile alla Terra; infatti, la durata del giorno è quasi
la stessa di quella terrestre (24 h 40 min), l’inclinazione del suo asse di
rotazione, sempre simile a quella della Terra, è tale che si abbia l’alternanza
di stagioni, con la differenza che, a causa della sua maggior distanza dal sole
(e quindi con un periodo di rivoluzione
più ampio pari a 687 gg), esse durano
quasi il doppio. L’atmosfera, a
causa delle sue piccole dimensioni, è
molto rarefatta, formata in maggior
parte da anidride carbonica CO2,
azoto N, vapore acqueo, ossigeno O2 e
argo Ar. Ha una temperatura
variabile che in media è di
-55 °C.
Nonostante le
analogie con la Terra, non sono ancora state
riscontrate forme di vita. Sulla sua superficie si
trovano sia degli ampi crateri, dovuti al
bombardamento di meteoriti, sia vulcani, ormai inattivi, tra i quali il Mons Olympus, il
più grande di tutto il sistema solare, sia vari reticoli di solchi, ramificati, oggi del tutto
asciutti ma testimonianza del passaggio di H2O. Al giorno d’oggi Marte è sottoposto a
una continua erosione da parte di venti. L’accelerazione di gravità è pari a 0,376 di quella
Tesina - Premio maturità 2008
Titolo: Il volo
Autore: Matteo Bruni
Descrizione: partendo da una generica e rapida descrizione delle nozioni di base del volo, ogni materia sarà collegata all'argomento principale.
Materie trattate:
- Fisica
- Italiano
- Inglese
- Arte
- Storia
- Filosofia
- Scienze
- Latino
Area: scientifica
Sommario
Il primo aeroplano, costruito in Inghilterra dai fratelli Wright nel 1903, riuscì a volare per qualche decina di metri (più che altro si trattava di un lungo balzo). Fu in Francia che un ingegnere progettò e costruì il primo modello di aereo capace di alzarsi in volo, senza bisogno di essere catapultato.
Gli studi si intensificarono soprattutto nel campo bellico e così nacquero, tra le due guerre mondiali, macchine volanti sempre più sofisticate in grado anche di bombardare. Alla fine del primo conflitto fu scoperta la doppia ala e l'aereo cominciò ad essere pensato come possibile mezzo di trasporto.
Prima della seconda guerra mondiale la tecnologia aeronautica subì un forte sviluppo, gli aerei migliorarono la dinamica e le prestazioni in generale, capaci di raggiungere elevate altitudini, maggiori velocità (fino a 500 km/h) e avere una grande maneggevolezza.
Verso la fine degli anni '40 una scoperta rivoluzionò il mondo del volo: il motore a getto. Esso funziona nel seguente modo: l'aria, aspirata frontalmente, entra in un compressore in grado di portarla alla pressione desiderata; a maggiori pressioni arriva nella camera di combustione dove, reagendo con il carburante che viene spruzzato da appositi "iniettori", aumentano di nuovo pressione e temperatura; la miscela ottenuta entra in una turbina, dove verrà espansa, producendo la dilatazione degli ugelli che hanno il compito di espellerla, generando la spinta necessaria.
I turbo fan, particolari tipi di motori a getto, usano due flussi di aria separati, permettendo il minimo consumo e migliori prestazioni, grazie alla presenza del flusso freddo (il combustibile è miscelato al flusso caldo avendo meno fatica e maggiore spinta). La spinta è direttamente proporzionale alla velocità del getto.
Nei turbo fan è stato possibile introdurre il postbruciatore: nella turbina, che espande il flusso per far muovere il compressore, il flusso ha bassa pressione e alta temperatura; iniettando carburante, queste aumentano e così si incrementa la spinta. Grazie al postbruciatore, che permette di effettuare decolli in minor spazio, si raggiungono velocità anche tre volte superiori a quella del suono.
In un aereo agiscono contemporaneamente quattro forze, a due a due opposte: spinta e attrito, peso e portanza. Il decollo è possibile, oltre ad una forte spinta (con velocità intorno ai 300 km/h), grazie a delle particolari strutture, gli ipersostentatori; questi aumentano la superficie alare esposta al flusso d'aria, modificando l'angolo di attacco che questa ha con l'aria, con un conseguente aumento di portanza.
In un aereo, in particolare nell'eseguire manovre acrobatiche, si può avere un improvviso calo della portanza, lo "stallo": quando l'incidenza delle ali con l'aria è troppo alta, il flusso si separa dal corpo in volo senza riuscire più a sostenerlo. Se in una fase di stallo si tenta di addrizzare l'aereo tramite l'uso degli alettoni, si rischia di entrare in vite.
Durante l'atterraggio, invece, serve una bassa spinta ma un'alta portanza, incrementata sempre mediante l'uso degli ipersostentatori che, aumentando questa volta di molto la superficie alare esposta al flusso, aumenteranno anche la resistenza; così l'aereo atterrerà prima con la parte posteriore (a causa del peso), poi, con quella anteriore.
Infine per arrestare del tutto la spinta si attiva il reverse, ovvero si inverte il senso di rotazione delle eliche all'interno dei motori.