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Liceo Scientifico “Galeazzo Alessi”, Perugia

ESAME DI STATO A.S. 2008/2009, CLASSE 5°C

Il Sogno di Urania

Luigi Costamagna

a cura di ~ 2 ~

Indice

Introduzione…………………………………………………………………………4

La geometria frattale………………………………………………………………..5

Ludica storica……………………………………………………………….……….8

Perfezione architettonica………………………………………………………….11

Spirale:curva della vita……………………………………………………………14

- Il DNA………………………………………………………………………..14

- Aspetto artistico della spirale….…………………………………………..15

- “Macro-Spirale”…………………………………………………………….17

Conclusione………………………………………………………………………...19

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Introduzione

La matematica è spesso ritenuta una disciplina a sé stante, fatta di formule,

teoremi ed equazione che sembrano vivere in un mondo parallelo che non

tange minimamente la realtà.

Io ho sempre pensato tutto il contrario, sin da quando frequentavo le scuole

medie inferiori, che la matematica, insieme alla geometria, potessero essere

concretamente applicabili a ciò che ci circondava; come si spiegava altrimenti

la presenza di forme naturali così simili a quelle descritte dalle funzioni

stampate sui libri?

Con l’avanzare del tempo e degli studi ho scoperto che alcune formule

matematiche, quali le derivate, erano le basi fondamentali dell’economia ad

esempio. Mi sono dunque chiesto: è in qualche modo possibile che la

matematica oltre che ispiratrice di creazioni umane sia stata, in tempi in cui

l’uomo non era presente, Musa del mondo stesso, della natura che ci

circonda?

O forse è quest’ultima che ha costituito il “mattone” da cui è poi scaturita

questa disciplina, nata dall’esigenza di spiegare la realtà, la natura intrinseca

delle cose e le sue strutture.

È qui che entra in gioco Urania, Musa della Geometria, il cui sogno, secondo

la mia modesta interpretazione fu di unificare tutto un mondo di cose sotto

un unico tetto solido e allo stesso tempo simbolo di bellezza e armonia, un

linguaggio per spiegare precisamente il mondo: la matematica e la geometria.

Si apre qui un mondo tutto nuovo per alcuni: l’arte, materia apparentemente

agli antipodi della matematica, è invece strettamente legata a essa, risponde

in molti casi a logiche matematiche.

Oggi, tramite pochi, purtroppo, e semplici esempi, vi mostrerò tali strutture:

le armature di edifici imponenti, maestosi e meravigliosi che sono

perennemente sotto lo sguardo di ognuno, ma di cui pochi si sono “presi la

briga” di aprirne i portoni, di svelarne i segreti.

Articolerò quindi il mio discorso in quattro punti in cui, attraverso semplici

esempi, farò uno studio delle “cause matematiche” che li hanno “generati”.

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La Geometria Frattale

La geometria frattale è nata agli inizi del XX secolo, la parola “frattale” è un

neologismo coniato dal matematico Benoit Mandelbrot, francese di origine

polacca, derivante dalla radice latina fractus, interrotto, irregolare.

Una delle proprietà dei frattali è l’auto somiglianza ovvero la ripetizione, in

scale sempre più piccole, di una stessa forma. In altri termini un frattale è un

agglomerato di copie di se stesso in scale differenti.

Da allora la geometria frattale è stata oggetto di numerosi studi che ne

determinarono la diffusione e si è cercato di identificare i frattali in numerosi

campi di applicazione, prima su tutti la Natura.

Da una serie di studi si è giunti a vedere che numerose strutture presenti in

natura, nel regno minerale, vegetale e persino in geografia, presentano

anomalie, irregolarità, ramificazioni; caratteristiche che non potevano essere

spiegate ricorrendo semplicemente alla geometria euclidea.

I frattali invece, per la loro stessa natura, si sono dimostrati i modelli più abili

nel descrivere tali strutture.

Urania, abituata al nettare e all’ambrosia, non si era mai presa la briga di

scendere in terra a scoprire cosa invece mangiavano gli uomini. Se l’avesse

fatto, avrebbe scoperto questo: ~ 5 ~

Il Broccolo Romano, nonostante la gran puzza che emana quando viene

cucinato, &egra

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Sintesi

Tesina di maturità per il liceo scientifico

Indice

  • Introduzione…………………………………………………………………………4
  • La geometria frattale………………………………………………………………..5
  • Ludica storica……………………………………………………………….……….8
  • Perfezione architettonica………………………………………………………….11
  • Spirale: curva della vita……………………………………………………………14
  • Il DNA………………………………………………………………………..14
  • Aspetto artistico della spirale….…………………………………………..15
  • “Macro-Spirale”…………………………………………………………….17
  • Conclusione………………………………………………………………………...19

Introduzione

La matematica è spesso ritenuta una disciplina a sé stante, fatta di formule, teoremi ed equazioni che sembrano vivere in un mondo parallelo che non tange minimamente la realtà. Io ho sempre pensato tutto il contrario, sin da quando frequentavo le scuole medie inferiori, che la matematica, insieme alla geometria, potessero essere concretamente applicabili a ciò che ci circondava; come si spiegava altrimenti la presenza di forme naturali così simili a quelle descritte dalle funzioni stampate sui libri?

Con l'avanzare del tempo e degli studi ho scoperto che alcune formule matematiche, quali le derivate, erano le basi fondamentali dell'economia ad esempio. Mi sono dunque chiesto: è in qualche modo possibile che la matematica oltre che ispiratrice di creazioni umane sia stata, in tempi in cui l'uomo non era presente, Musa del mondo stesso, della natura che ci circonda? O forse è quest'ultima che ha costituito il “mattone” da cui è poi scaturita questa disciplina, nata dall'esigenza di spiegare la realtà, la natura intrinseca delle cose e le sue strutture.

È qui che entra in gioco Urania, Musa della Geometria, il cui sogno, secondo la mia modesta interpretazione fu di unificare tutto un mondo di cose sotto un unico tetto solido e allo stesso tempo simbolo di bellezza e armonia, un linguaggio per spiegare precisamente il mondo: la matematica e la geometria.

Si apre qui un mondo tutto nuovo per alcuni: l'arte, materia apparentemente agli antipodi della matematica, è invece strettamente legata a essa, risponde in molti casi a logiche matematiche. Oggi, tramite pochi, purtroppo, e semplici esempi, vi mostrerò tali strutture: le armature di edifici imponenti, maestosi e meravigliosi che sono perennemente sotto lo sguardo di ognuno, ma di cui pochi si sono “presi la briga” di aprirne i portoni, di svelarne i segreti.

Articolerò quindi il mio discorso in quattro punti in cui, attraverso semplici esempi, farò uno studio delle “cause matematiche” che li hanno “generati”.

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