Donato Jessica
Indirizzo: Socio-Psico-Pedagogico
Classe: V b
Anno scolastico 2008-2009
Liceo Statale “G. F. Porporato” 1
Indice
1. Storia del manga: dalle origini fino ad oggi
Caratteristiche dei manga
- Categorie dei manga
2. “Saint Seiya”: tra cultura, religione, mito e filosofia
L’inferno dantesco nell’inferno dei Saint Seiya: i richiami della Divina Commedia nel capitolo “Inferno” della Saga di Hades.
Ingresso dell’inferno
- Antinferno o Vestibolo dell’inferno
- Ordinamento delle pene dei dannati
- Primo Cerchio, il Limbo
- Secondo Cerchio, Prima Prigione
- Valle della Bufera
- Terzo Cerchio, Seconda Prigione
- Campo dei Fiori
- Quarto Cerchio, Terza Prigione
- Quinto Cerchio, Quarta Prigione
- Sesto Cerchio, Quinta Prigione
- Settimo Cerchio, Sesta Prigione
- Ottavo Cerchio, Settima Prigione
- Nono Cerchio, Ottava Prigione
3. Il manga e l’inconscio: un modo per comprendere i valori e le emozioni attraverso il fumetto
Principali tematiche nello shojo manga
- Tema del Romanticismo
- Tema dell’androgino
- Tema delle Trasformazioni
Principali tematiche nello shonen manga, in particolare “Naruto”
- Tema della solitudine
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La storia del manga: dalle origini ad oggi
Il termine “Manga” è stato coniato dal pittore Katsushika Hokusai, sommo maestro nella pittura delle stampe popolari Ukiyo-e, per dare il titolo ad una sua raccolta di disegni e schizzi: “Hokusai Manga” (divenuti popolari nell’era Meiji); ma successivamente il termine è stato utilizzato per indicare tutti i disegni satirici (dalle vignette alle strisce) e in seguito i fumetti.
Fino agli anni Quaranta del Novecento il manga si basava su vignette e strisce satiriche, pubblicate su quotidiani e riviste specializzate. Nel frattempo i mangaka (gli autori del manga) imparano dai comics americani l’uso del balloon, la nuvoletta “parlante” e della vignetta, il riquadro con la scena disegnata.
Ma è nel dopoguerra che i manga cominciano a divenire numerosi e diffusissimi presso la popolazione giovanile. Gran parte del merito spetta ad Osamu Tezuka, che con la sua Shin Takarajima, prima opera da professionista, (La nuova isola del tesoro), crea le basi per il fumetto giapponese, imponendo un nuovo stile grafico ispirato ai cartoni animati della Disney (personaggi arrotondati, infantili e con grandi occhi) e un nuovo modo di raccontare le storie con delle tecniche narrative molto visuali, vicine al cinema.
Investito del titolo di Manga no Kamisama, “L’Imperatore del Manga”, Tezuka è stato un autore prolifero dall’instancabile creatività. Ha rivoluzionato il linguaggio del fumetto nipponico: con lui il manga è diventato una sceneggiatura cinematografica.
Negli anni Cinquanta Tezuka realizza numerose opere di successo.
Nel 1950 esce Jungle Taitei, in Italia “Kimba il leone bianco”: il valore della Vita e del rinnovarsi della Natura si ritrova nella lotta di tre generazioni di leoni bianchi per la pace nella giungla.
Tezuka crea per il pubblico femminile il primo shojo manga, Ribbon no Kishi, “La principessa Zaffiro”: il volto di Sapphire, principessa di Silverland, è disegnato su quello di una celebre attrice di teatro Takarazuka, recitato da sole donne.
Negli anni ’50 emerge un genere di manga in contrapposizione a Tezuka, chiamato “gekiga”, termine inventato dal mangaka Yoshihiro Tatsumi, che significa “immagine drammatica” (geki = dramma). Si tratta di manga riguardanti tematiche più realistiche, ma anche più violente, che segnano la comparsa delle prime riviste di manga destinate agli adulti e ai giovani adulti.
Nel 1968 si afferma il manga sportivo: l’esaltazione della tenacia e della forza appassionano ragazzi e ragazze. Ai lettori si rivolge Kyojin no Hoshi, “Tommy, la stella dei Giants” (1968): dopo duri e pesanti sacrifici il giovane Tommy porta la sua squadra di baseball alla vittoria del campionato. Attack No. 1, “Quella magnifica dozzina” (1969), protagonista la famosa Mimì Ayuhara e Ace o Nerae!, “Jenny la Tennista” (1973) lanciano tra le giovani giapponesi la passione per la pallavolo ed il tennis.
Dalla fantasia di Monkey Punch nasce un manga che ha fatto scuola, Lupin III (1967): rivive il tema classico di “guardie e ladri”, il fumetto combina azione, gag ed erotismo, basando tutto sull’incontro tra la figura eroicomica del ladro-gentiluomo Lupin e quella goffa ed ironica del poliziotto Zenigata.
Negli anni Settanta esplode il boom della fantascienza robotica, grazie ai contributi geniali del giovane mangaka Go Nagai, che, dopo gli esordi legati a manga scollacciati ed umoristici, all’inizio degli anni settanta dà il via al filone dei Mazinger Z (Mazinga Z), con robot giganti, che tanto successo avrà nelle versioni animate per la televisione. Le tre serie, Majinger Z - “Mazinga Z” - Great Majinger - “Il grande Mazinga” ed Ufo Robot Grendizer - “Goldrake” sconvolgono, tra il 1972 ed il 1977, tutti i cliché del rapporto uomo-macchina. Sorgono le questioni dell’identità del cyborg e del ruolo dell’uomo di fronte al progresso tecno-scientifico.
Sono proprio gli anni settanta a rappresentare il nuovo boom dei manga.
Dopo gli autori classici arrivano le nuove leve: artisti che desiderano esplorare nuove vie, toccare nuove tematiche, sperimentare nuovi stili di disegno.
Rumiko Takahashi crea Urusei Yatsura (Lamù), Maison Ikkoku (Cara dolce Kyoko), Ranma 1/2. Tsukasa Hojo, dal morbido tratto, ama le serie investigative e realizza Cat’s Eye (Occhi di gatto) e City Hunter. Akira Toriyama diventa celebre grazie al demenziale Dr. Slump e Aralechan (Dr. Slump), per poi bissare il successo e portarlo in scala internazionale con Dragon Ball.
Un ulteriore scossone arriva negli anni ottanta, quando le storie distruttive ed il disegno accuratissimo si fanno largo in manga di fantascienza e fantasy. Katsuhiro Otomo spopola in patria e all’estero col suo Akira. Nel 1985 Masamune Shirow segue la scia, e con Appleseed realizza un manga, ancora in svolgimento, in cui la fantascienza è ipertecnologica, i disegni elaboratissimi, la trama complicatissima.
Osamu Tezuka muore nel febbraio del 1989. Padre del fumetto del dopoguerra e geniale sperimentatore dell’animazione, è stato un “romanziere grafico”, dopo di lui il manga non è più stato un semplice diversivo di massa. Egli è riuscito a coniugare divertimento e rispetto per valori universali come la Vita, la Natura e l’Uomo, il fumetto come educazione civile.
Le caratteristiche dei manga
Manga (man = strano, ga = disegno), benché nella lingua giapponese indichi il fumetto in generale, in Italia viene generalmente usato per indicare fumetti di sola provenienza nipponica.
Alla lettera significa “immagini divertenti” o “immagini in movimento”.
Nel paese del Sol Levante la regola è specificare l’origine dei fumetti, se stranieri/importati; quelli provenienti dall’Italia verrebbero ad esempio chiamati “Itaria no manga”, letteralmente “manga italiani”, e non ci si potrebbe riferire a loro usando solo la parola manga.
I manga hanno in Giappone un ruolo notevolmente importante e sono considerati un mezzo espressivo non meno degno di libri o film; in Italia il termine è per lo più utilizzato per indicare i soli fumetti di origine giapponese.
4. Il manga si legge al contrario rispetto al fumetto occidentale, ossia dall’ultima alla prima pagina (secondo le consuetudini occidentali); in questo modo la rilegatura sarà a destra e le pagine “libere” alla sinistra. Anche le vignette si leggono da destra verso sinistra, dall’alto verso il basso.
Nel corso del tempo ci sono stati alcuni mutamenti nella disposizione delle vignette. Inizialmente prevaleva la disposizione verticale; successivamente, alla fine degli anni quaranta, è stata introdotta anche la disposizione orizzontale, ancora attuale. Nelle storie più accurate dal punto di vista stilistico, queste due disposizioni si sovrappongono e vengono entrambe usate, creando un percorso di lettura piuttosto complesso per le abitudini del lettore occidentale, ma con un preciso intento stilistico.
Per creare effetti drammatici intensi e sottolineare i sentimenti che entrano in gioco nella storia, il disegnatore (o la disegnatrice) fa spesso scomparire le linee divisorie delle singole vignette. La struttura della pagina diventa più importante di quella del riquadro isolato.
Così una sola scena si può sviluppare su due intere pagine a fronte, i contorni dei pannelli si sovrappongono, e con essi i vari significati trasmessi dal disegno.
Anche il balloon contenente il testo non è più presentato su di un’unica linea di lettura: compaiono fumetti di testo pensato, di testo parlato, di testo fuori campo che si distinguono tra loro solo per lievi differenze grafiche e sono posizionati nella pagina in maniera apparentemente confusa.
Le caratteristiche principali che distinguono i manga dagli altri fumetti sono nella tecnica narrativa e nello stile grafico:
1) La tecnica narrativa è cinematografica
Tra due vignette, il tempo che intercorre può essere di pochi secondi: c’è una dilatazione e una scomposizione del tempo e dell’azione. La loro caratteristica più saliente consiste nella dilatazione del ritmo narrativo, per cui una singola scena occupa normalmente numerosissime pagine.
Ci sono cambiamenti improvvisi ed estremi del punto di osservazione, così come il sequenziamento delle vignette nella storia può essere molto vario.
Il senso di narrazione è estremamente differente da quello dei fumetti francesi o italiani: le emozioni dei personaggi passano unicamente tramite l’immagine. Per un’immagine molto forte l’autore non esita ad utilizzare una pagina piena se non addirittura una doppia pagina.
I manga sono una sorta di romanzi popolari (feuilletons), nei quali gli autori dispongono di molte pagine per raccontare le loro storie.
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2) Lo stile grafico
I personaggi possono assumere moltissime espressioni facciali e possono passare da proporzioni realistiche a proporzioni umoristiche (super deformed, ingigantimento per far risaltare le doti del personaggio).
C’è una sorta di frattura tra lo stile dei personaggi (il disegno è focalizzato sui personaggi) e lo stile degli scenari (con l’utilizzo a oltranza di linee cinetiche che rendono il paesaggio più sfumato).
La grande quantità di onomatopee va a rinforzare l’impatto delle espressioni dei personaggi (questo rende la traduzione dei manga difficile). Vi è un uso molto più largo delle onomatopee che in occidente, e si arriva ad usarle per sottolineare il sorriso (niko niko), il silenzio (shiiiiin), il batticuore (doki doki) o lo scintillio (pika pika).
Ampio uso dei retini per le decorazioni, per le ombre o per sottolineare l’azione.
(I retini sono nuvole di puntini neri che secondo la loro dimensione e il loro numero simulano diversi toni di grigio e diverse trame nella stampa in bianco e nero).
3) Il ritmo di lavoro degli autori
Il ritmo di lavoro degli autori di manga è molto sostenuto perché devono produrre in media una dozzina di tavole a settimana per consentirne la pubblicazione nelle riviste.
4) Il bianco e nero
I manga sono quasi tutti in bianco e nero (anche se spesso hanno delle pagine, generalmente le prime di ogni capitolo a colori). Questo perché sono pubblicati su riviste economiche di carta riciclata dove solo le prime pagine hanno la possibilità di essere a colori.
La pubblicazione dei manga in Giappone passa innanzitutto attraverso la pubblicazione in “riviste contenitore per manga”, composte da centinaia di pagine di carta riciclata nelle quali vengono pubblicati i singoli episodi dei manga.
In Giappone ne esistono circa 200 di queste riviste, ognuna adatta ad un determinato tipo di pubblico (bambini, ragazzine, ragazzini, uomini, donne, ecc.). Alcuni esempi di riviste settimanali sono:
- Shônen Jump (Shûeisha) 6
- Shônen Magazine (Kôdansha),
- Shônen Sunday (Shogakukan).
Dopo la pubblicazione di un certo numero di episodi, se il manga ha successo, avviene la pubblicazione in “libro”, cioè di un “tankobon”.
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La caratteristica che più differenzia il fumetto giapponese da quello standard americano o italiano è la durata delle opere: alcune possono durare anni (11 per Dragonball), altre volte possono essere serie di pochi mesi.
In quelle più lunghe vediamo il protagonista, e chi gli sta accanto, crescere sia di aspetto fisico sia di carattere. Questo perché nelle storie narrate dai manga, specialmente quelli di carattere “shonen”, la componente della “crescita” sia fisica sia interiore dei protagonisti è fondamentale.
Categorie dei manga
Le riviste contenitore per manga sono generalmente destinate a categorie precise per genere ed età: è questo il principale fattore che stabilisce le caratteristiche di un manga.
Se si vuole sapere a quale categoria appartiene un determinato manga, basta andare a vedere su quale rivista viene pubblicato.
Qui sotto elencate vi sono le principali categorie:
- Kodomo = per i bambini
- Shônen = per i ragazzi (6-18 anni)
- Shôjo = per le ragazze (6-18 anni)
- Seinen = per i giovani e gli uomini adulti
- Redisu = per le giovani e le donne adulte
- Shôjo-ai = storie sentimentali tra ragazze
- Shôjo-yuri = storie erotiche tra ragazze
- Shônen-ai = storie sentimentali tra ragazzi
- Shônen-yaoi = storie erotiche tra ragazzi
- Seijin = per uomini maturi (+ di seinen)
- Redikomi (Lady's manga) = per le donne mature (+ di redisu)
Le categorie principali sono quattro: shonen, shojo, shonen ai ed hentai, queste quattro radunano la maggior parte della produzione esistente di manga.
Quando un manga incontra un certo successo è pubblicato anche rilegato in volume, come tankoubon (formato standard, quelli che si trovano da noi. Questi volumi sono chiamati 11,3 x 17,2 cm), bunkoubon (formato più compatto, utilizzato per le riedizioni), wide-ban (formato “lusso”, più grande del tankoubon).
Le tematiche trattate nei manga sono le più disparate, così come sono innumerevoli i generi nei quali possono essere suddivisi, non senza difficoltà oltretutto, a causa dell’estrema mescolanza di elementi cui gli autori ricorrono per cercare di essere innovativi.
L’appartenenza ad un determinato genere generalmente non viene influenzata dalla categoria di rivista a cui un dato manga appartiene, tranne che nel modo in cui una determinata tematica è trattata e dagli elementi di contorno.
Così possiamo trovare manga sportivi sia shojo (Jenny la tennista, La leggenda di Hikary) così come shonen (Capitan Tsubasa), possiamo trovare shojo con tematiche cupe ed horror (Angel Sanctuary) così come shonen sentimentali (Video Girl Ai).
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“Saint Seiya”
Tra cultura, religione, mito e filosofia
“Saint Seiya”, “i cavalieri dello Zodiaco” in italiano, è un manga creato dalla geniale penna di Kurumada Masami. Il manga rappresenta un eccezionale mezzo di trasmissione culturale, mitologica, religiosa e filosofica: ha portato in Occidente diverse nozioni indo-buddhiste, e in Oriente rilevanti riferimenti alla mitologia greca, ai romanzi cavallereschi ed alla Divina Commedia.
Saint Seiya narra la storia di un gruppo di ragazzi – Seiya (Pegasus), Hyoga (Crystal), Shiryu (Sirio), Shun (Andromeda) e Ikki (Fenice) – che, in seguito ad uno faticoso allenamento, ottengono l’investitura a santi (Saints, Cavalieri in Italia), ossia combattenti devoti alla dea Atena, chiamati a difendere in suo nome la pace sulla Terra.
I ragazzi ottengono anche un’armatura collegata ad una particolare costellazione (rispettivamente Pegaso, Cigno, Dragone, Andromeda, Fenice). I poteri conseguiti in seguito all’addestramento si basano infatti sulla raggiunta consapevolezza di come il proprio microcosmo interiore rifletta la struttura macrocosmica dell’universo e possa esprimere la stessa energia del big-bang, canalizzabile riconoscendo la costellazione affine alle proprie caratteristiche. L’armatura dei cavalieri permette di convogliare questa energia, per convertirla in colpi che vanno da calci e pugni alla velocità del suono (per i Saints meno esperti) all’apertura di varchi ultradimensionali (tecnica dei cavalieri più dotati) in cui scaraventare il malcapitato avversario.
I cinque protagonisti hanno raggiunto solo il gradino d’investitura più basso, ossia il titolo di Bronze Saints (Cavalieri di bronzo): sono cioè muniti di una forza e di un’armatura decisamente inferiori a quelle dei Silver Saints e soprattutto dei Gold Saints (Cavalieri d’argento e d’oro), questi ultimi dotati della potenza trasmessa dalle dodici costellazioni zodiacali (Ariete, Toro, Gemelli, Cancro…) e in grado di muoversi alla velocità della luce. Nonostante la loro inferiorità, i cinque santi di bronzo dovranno combattere contro i Cavalieri d’argento e d’oro per far tornare alla ragione Saga, il Gold Saint dei Gemelli, ribellatosi ad Atena.
Scongiurato l’ammutinamento, i Saints di bronzo, d’argento e d’oro finalmente riuniti, dovranno vedersela prima col dio del mare Nettuno, intenzionato a sommergere la Terra sotto un nuovo diluvio, poi col dio della morte Ade (Hades nel fumetto), determinato ad oscurare il mondo con una perenne eclissi di sole.
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Tesina - Premio maturità 2009
Titolo: IL MANGA
Autore: Donato Jess
Descrizione: nella mia tesina ho trattato un argomento poco conosciuto: il manga, ossia il fumetto giapponese. un mezzo che appassiona i giovani d'oggi e che in giappone è pari ai libri e film..
Materie trattate: Storia, Psicologia, Italiano, Storia Dell'arte
Area: umanistica
Sommario: Italiano: L'inferno dantesco nell inferno kurumadiano Storia dell'arte: l'origine del manga Psicologia: il manga e l'incoscio Storia: il giappone moderno, l'epoca Meiji