Istituto d’Istruzione Superiore “Montefeltro”
Liceo Scientifico
Percorso pluridisciplinare
George Orwell
by
Laura Conti
Classe V A - liceo scientifico
a. s. 2006 - 2007
Oltre ogni confine, l’inimmaginabile dilaga. Oltre una storia come tante, la più temibile delle profezie incombe. È il peggiore dei futuri possibili: il crollo dell’umanità, la fine dell’uomo.
Corre l’anno 1984. Sotto una dittatura apocalittica che governa il mondo, quella del Grande Fratello, ogni cosa è proibita, ogni azione è vietata, controllata, persino il pensiero, l’amore, la verità.
Nessuno l’ha mai visto, nessuno sa chi sia, ma il Grande Fratello, onnisciente e infallibile, è ovunque.
I suoi occhi sono le telecamere che spiano nelle case, il suo braccio la psicopolizia che indaga nelle menti.
Solo una flebile speranza sembra ancora ardere: Winston Smith, l’ultimo uomo.
Egli è consapevole della propria diversità, della disobbedienza al regime, dei suoi pensieri cospirativi.
Troppo per il Grande Fratello, troppo per quel sistema che non transige l’individuo.
Il processo di tortura prende avvio: è l’apoteosi dell’atrocità, è il tramonto dell’uomo, che spogliato di sé si trasforma in carcassa, è la razionale follia di un’ideologia che non conosce pari.
Oltre ogni confine, l’inimmaginabile dilaga. Oltre una storia come tante, la più temibile delle profezie incombe. È il peggiore dei futuri possibili: il crollo dell’umanità, la fine dell’uomo.
Nessuno escluso. Laura Conti
2
La guerra è pace.
La libertà è schiavitù.
L’ignoranza è forza.
(slogan del GF) – G. Orwell –
“1984”
“Ci sono molti modi, efferati o sottili, di violare la libertà della persona. Ma ce n’è uno che è il più raffinato e terribile: avviene quando il potere esige dagli uomini un consenso attivo e costante alla generale menzogna. È qui che il potere diventa strapotere. Evidentemente c’è negli uomini qualcosa a cui questa pretesa si aggancia: ognuno è più o meno capace di rassegnarsi alla “vita nella menzogna” e in ognuno c’è un pizzico di compiacimento nel confondersi con la massa anonima”.
Vaclav Havel – 1979
“Il potere dei senza potere”,
Georges Grosz - Oscurità del sole “Chi controlla il passato controlla il futuro. Chi controlla il presente controlla il passato.”
(slogan del GF) – G. Orwell – “1984” 3
L’individuo non esiste
Nel mondo di 1984 la personalità, l’individualità sono abolite, bandite.
Solo uno è il modello accettabile, solo uno il percorso da vivere: quello del Grande Fratello.
Il pensiero personale non conosce giustificazione, una condotta di vita personale non è nemmeno proponibile, semplicemente impensabile, inesistente.
Il capo carismatico è l’emblema del popolo che in lui si identifica, null’altro al di fuori di lui esiste, nemmeno l’amore, la verità, la storia, Dio.
L’ideologia della subordinazione è così l’unico monito desiderato e da tutti auspicato, perseguito con convinzione leale e sincera: non c’è ribellione, non c’è resistenza.
Ogni forma di individualismo è categoricamente annientata, così come ogni forma di cultura: essa infatti è un’espressione del pensiero, della fantasia, della conoscenza di ciò che avviene, troppo pericolosa per poter essere permessa.
Ciò che rimane è dunque, infine, solo una massa di persone omologate, istigate a comando a scatenare i propri istinti contro un oppositore fittizio, William Goldstein, capo espiatorio di ogni peccato, canale di sfogo dei moti inconsci di ogni persona, gli unici che il GF teme, e che per questo vuole annientare.
“Il nuovo fascismo consumistico non distingue più. Il suo fine è la riorganizzazione e l’omologazione brutalmente totalitaria del mondo”
Pier Paolo Pasolini – “Scritti corsari”
“L’ideale propagandato dal Partito era qualcosa di immenso, di terribile, di sfolgorante: un mondo d’acciaio e di cemento armato, di macchine mostruose e di armi terrificanti, un popolo di fanatici guerrieri che marciavano in perfetta unità d’intenti, tutti pensando allo stesso modo e tutti urlanti i medesimi slogan, impegnati dall’alba al tramonto a lavorare, lottare, trionfare, reprimere… trecento milioni di persone con la stessa, identica faccia”. G. Orwell – “1984”
4
Italiano
L’adesione ai modelli imposti dal Centro è totale e incondizionata. I modelli culturali reali sono rinnegati.
Omologazione culturale = dell’ideologia edonistica, riduzione culturale della civiltà dei consumi.
“Nessun centralismo fascista è riuscito a fare ciò che ha fatto il centralismo della civiltà dei consumi” → il fulcro della società dei consumi, ha distrutto tutte le culture periferiche.
Il nuovo modello è incarnato e portato avanti dalla classe che lo realizza sotto forma di potere.
La “tolleranza” voluta dal nuovo potere, è la peggiore delle repressioni della storia umana.
Il Centro è un “potere senza volto” che appare come un tutto smanioso di produrre e consumare.
(industrializzazione totale)
Questa forma di repressione si è potuta realizzare attraverso:
Media
Il nuovo modello umano cancella il precedente volto fisico e culturale dell’Italia e rende di colpo vecchie, svuotate di senso tutte le precedenti categorie di giudizio.
La rivoluzione delle infrastrutture: strade, la motorizzazione ecc., hanno unito la periferia al Centro.
La rivoluzione del sistema d’informazione: la televisione.
Rivoluzione antropologica
Essa ha imposto i modelli della nuova industrializzazione, che non si accontenta più di un uomo che consuma ma pretende che non siano concepibili altre ideologie che quella del consumo.
(generata dalla riv. neocapitalista)
- I ceti medi sono antropologicamente cambiati, i loro valori sono quelli dell’ideologia edonistica del consumo.
- L’Italia contadina e paleoindustriale è crollata: essa aspira ad una completa “borghesizzazione”.
“Il modello del Giovane Uomo e della Giovane Donna proposti e imposti dalla televisione sono due persone che avvalorano la vita solo attraverso i suoi beni di consumo. Gli italiani hanno accettato con entusiasmo questo nuovo modello che la televisione impone loro secondo le norme della produzione creatrice di benessere”.
1973 - 1975
L’omologazione culturale che ne deriva riguarda tutti: popolo e borghesia, operai e sottoproletari. La conformazione al modello avviene prima di tutto nel vissuto, nell’esistenziale, quindi nel corpo e nel comportamento: “tutti i giovani italiani compiono gli stessi identici atti, hanno lo stesso linguaggio”.
“Il nuovo fascismo non distingue gli uomini: sono conformisti e tutti uguali uno all’altro, secondo un codice fisico, sono interscambiabili”.
Interclassista
L’ossessione di vivere e possedere in maniera completa il modello generano almeno, potenzialmente, nell’ansiosa volontà di uniformarsi. Vige l’incubo dell’uniformità, nel quale c’è posto solo per il perbenismo consumistico e la idolatria delle merci.
Una delle caratteristiche principali di questa uguaglianza è la tristezza.
“Il cambiamento consiste nel fatto che la vecchia cultura di classe (con le sue divisioni nette: cultura della classe dominata, o popolare, cultura della classe dominante, o borghese, cultura delle élites), è stata sostituita da una nuova cultura interclassista che si esprime attraverso il modo di essere degli italiani, attraverso la loro nuova qualità di vita”.
“Mai la diversità è stata una colpa così spaventosa”.
La tristezza che dipende da una frustrazione sociale. Ora che il modello da realizzare non è più quello della propria classe, ma quello imposto dal potere, molti non sono appunto in grado di realizzarlo.
L’ansia del consumo è un’ansia di obbedienza a un ordine non pronunciato, al quale si deve obbedire a patto di sentirsi diverso.
5
La lingua è alla base del pensiero, si pensa parlando e la riflessione intima è un vero e proprio discorso con se stessi. Linguaggio e pensiero, infatti, vanno di pari passo, in quanto il pensiero non è possibile senza l’esistenza di un linguaggio che ne permetta la formulazione.
Abbreviare il linguaggio significa impoverirlo.
Chi impoverisce il linguaggio, rende povero anche il pensiero.
O peggio ancora: chi controlla il linguaggio, controlla il pensiero.
Il regime del Grande Fratello, consapevole di ciò, prima di agire spezza le strutture della lingua, su quelle della società, e attraverso un vero e proprio terrorismo linguistico, elabora un nuovo sistema di comunicazione verbale: la Neolingua, in cui ogni termine assume solo ed esclusivamente il significato che è più in armonia con l’ideologia del Socing.
La principale funzione della neolingua è quella di circoscrivere al massimo le possibilità di pensiero, in modo da non permettere altri principi e valori che non siano quelli imposti dal GF.
Essa è caratterizzata dalla riduzione del lessico, dall’eliminazione dei sinonimi e di tutte quelle parole non in linea con i dettami del partito, dall’uso di abbreviazioni e dalla fusione di parole, in modo da standardizzarne il concetto e immobilizzarne il significato, riconducendolo ad una sola interpretazione possibile.
La neolingua, quindi, eliminando ogni formulazione autonoma ed individuale, attacca il pensiero e lo distrugge sul nascere.
“I limiti del mio linguaggio significano i limiti del mio mondo”
L. Wittgenstein – “Tractatus logico-philosophicus”
“Non capisci che lo scopo principale a cui tende la neolingua è quello di restringere al massimo la sfera d’azione del pensiero? Alla fine renderemo lo psicoreato letteralmente impossibile perché non ci saranno parole con cui poterlo esprimere. Ogni concetto di cui si possa aver bisogno sarà espresso da una sola parola, il cui significato sarà stato rigidamente definito, priva di tutti i suoi significati ausiliari, che saranno stati cancellati e dimenticati. […]
Anche la letteratura del Partito cambierà, anche gli slogan cambieranno. Si potrà mai avere uno slogan come “la libertà è schiavitù”, quando il concetto stesso di libertà sarà stato abolito? Sarà diverso anche tutto ciò che si accompagna all’attività del pensiero. In effetti il pensiero non esisterà più, almeno non come lo intendiamo ora.
1984
La tesina ruota attorno a un romanzo che ho letto per la prima volta due anni fa e che mi ha subito colpito: "1984", di George Orwell. I nuclei chiave dell'intera vicenda sono la dittatura particolarissima del Grande Fratello e l'umano dissenso di Winston Smith. L'intreccio fra i due, che tanto mi ha catturato durante la lettura, fornisce la matrice del mio approfondimento.