Istituto Seghetti
Figlie del Sacro cuore di Gesù
a.s. 2008/2009
Elaborato I B
Bauhaus
D’esame
Lo sviluppo del design architettonico e degli interni | Gobbetti Beatrice
Indice
- 1. Tesi ....................................................................................................................................................... 2
- Della prima “scuola d’arte unitaria”
- 2. Walter Gropius: ideatore .................................................... 2
- Approfondimento: La Repubblica di Weimar ................................................................................ 3
- 2.1 Il Manifesto del Bauhaus ............................................................................................................. 3
- 2.2 Struttura e teoria dei corsi .......................................................................................................... 4
- 2.2.1 L’officina dei mobili e il laboratorio di arredamento d’interni ................................... 6
- 2.3 Gli insegnanti e la didattica ........................................................................................................ 8
- Citazione: “Sull’alimentazione Mazdaznan” di Paul Citröen ....................................................... 9
- Il “nuovo modo di abitare” per Gropius
- 2.4 ................................................................................. 10
- Approfondimento: l’ufficio del direttore a Weimar ..................................................................... 11
- 3. Hannes Meyer: la scuola diventa pratica ....................................................................................... 11
- L’obiettivo della produzione in serie
- 3.1 ....................................................................................... 12
- Approfondimento: la rivoluzione industriale .............................................................................. 13
- 4. Mies van der Rohe: da scuola a officina ........................................................................................ 13
- 4.1 Tensioni politiche e la battaglia dei nazional-socialisti .......................................................... 14
- Approfondimento: la politica culturale nazista ........................................................................... 15
- Epilogo: l’eredità del Bauhaus
- 5. ........................................................................................................ 15
- Bibliografia e Sitografia ......................................................................................................................... 18
2 | P a g i n a
1. Tesi
Più che mai attuale, oggi il Bauhaus rappresenta un traguardo fondamentale per l’arte e l’architettura moderne ed è comunemente associato a forme elementari (quadrato, triangolo, cerchio), colori primari (rosso, giallo, blu), mobili in tubolare d’acciaio, architetture di cubi bianchi e funzionalismo.
Ma ciò che sta dietro a questo termine è in realtà il prodotto di un intero secolo di ideologie architettoniche e filosofiche, che da sole bastarono ad influenzare tutti i campi della cultura allora conosciuta intrecciandoli e confondendoli come mai prima d’allora.
Scopo di tale tesina è di sviluppare un’approfondita ricerca riguardante questa scuola e il suo pensiero, avendo però un occhio di riguardo allo sviluppo del design e dell’arredamento d’interni, passione coltivata da me già da alcuni anni ed ora approfondita nei suoi elementi originari.
Obiettivo è inoltre quello di analizzare alcuni elementi di assoluta modernità pur trattandosi di un’istituzione di quasi un secolo fa, oltre a confrontarli con fattori esterni che influenzarono, talvolta in modo decisivo, l’andamento del Bauhaus.
L’istituto Staatliches Bauhaus viene fatto risalire all’aprile 1919, anno in cui un volantino di quattro facciate rendeva pubblico il manifesto-programma di una nuova scuola che prevedeva di riunificare l’Accademia di belle arti e la Scuola granducale di arti e mestieri, sotto un’unica direzione rappresentata da Walter Gropius.
“Scuola d’arte unitaria”.
2. Walter Gropius: fondatore della prima “scuola d’arte unitaria”
Figlio di genitori architetti, Walter Adolph Georg Gropius è principalmente considerato come la figura preminente dei primi anni di vita della scuola: con una carriera iniziata presso lo studio di Peter Behrens, uno dei più influenti architetti in tutta la Germania, questa continua poi la sua ascesa grazie alla collaborazione con Adolf Meyer e alla realizzazione della fabbrica Fagus, vicino Hannover, che pur non suscitando grande scalpore porta alla teorizzazione di una soluzione ad hoc per gli edifici industriali.
Al già stretto contatto di Gropius con il mondo industriale si aggiunge quindi il Deutscher Werkbund (Federazione Tedesca del Lavoro), di cui egli diventa membro e successivamente redattore.
Influenzato dalle nuove teorie pan-germaniche, Gropius sviluppò una visione idealistica che attribuiva all’architettura un alto valore culturale e all’architetto caratteristiche del genio che rimandavano alla concezione dell’uomo del filosofo Friedrich Nietzsche.
A ciò si unirono quindi le riserve che lo stesso Gropius esprimeva nei confronti delle accademie, ree di educare un “proletariato artistico, non equipaggiato per la lotta della vita”, eccessivamente “dilettantesche e avulse dalla realtà” e “troppo poco tecniche e scarsamente pratiche” e delle scuole di architettura esistenti all’epoca:
Walter Gropius in una fotografia del 1920.
“Il dipartimento di architettura dell’università è un aborto, la quinta ruota di una macchina ... La salvezza consisterebbe in scuole di architettura con un orientamento pratico e laboratori statali” (Walter Gropius, 15 luglio 1919).
L’intenzione di Gropius di unificare l’aspetto artistico e l’aspetto pratico fu certamente il fulcro della didattica del Bauhaus nel corso dei suoi primi anni di vita, ma è altrettanto certo che queste idee non furono altro che un riflesso del sentire comune della società del tempo: andava infatti ampliandosi la richiesta di una “grande architettura” capace di riunificare le diverse manifestazioni dell’arte e, contemporaneamente, di dare forma a un’arte popolare e collettiva non più relegata nei salotti borghesi o nelle sale severe dei musei.
Richiesta che in Germania si era concretizzata con la rivoluzione del novembre 1918 e la nascita di una repubblica tedesca democratica (la Repubblica di Weimar), simbolo di una crescente consapevolezza della necessità di fare i conti con il passato recente per gettare le fondamenta di una migliore Germania del futuro.
Approfondimento: la Repubblica di Weimar
Il nuovo regime repubblicano, sorto in Germania all’indomani della sconfitta della prima guerra mondiale e dopo l’abdicazione di Guglielmo II, nacque da una paradossale alleanza fra socialdemocratici ed esponenti dell’estrema destra, uniti nella rivoluzione operaia del 1918.
Mentre la conferenza per la pace decideva a Versailles le pesanti riparazioni di guerra da imporre alla Germania, a Weimar si votava una Costituzione che avrebbe dato alla nazione un governo repubblicano e parlamentare (1919).
La cittadina della Turingia venne scelta sia per la posizione geografica (lontana da Berlino e dai suoi moti rivoluzionari), sia perché incarnava lo spirito del classicismo tedesco di Goethe e Schiller.
Un conservatorismo di cui la nuova repubblica non riuscì mai a liberarsi e che le consentì di realizzare i programmi di riforma solo molto parzialmente.
Di fatto, non seppe mai affrancarsi dall’influenza dei vecchi apparati, in campo amministrativo e burocratico ma più ancora in quello militare.
Inoltre, la devastante crisi economica che colpì la Germania, oberata dai debiti di guerra, minò le basi della giovane democrazia aprendo la strada alle lusinghe dei sobillatori nazionalisti.
Se il 1923 fu l’“anno inumano” – i famigerati “corpi franchi”, accolita di reduci, antibolscevichi e antisemiti seminavano morte e terrore, la miseria dilagava fino a porre problemi di ordine sanitario e l’esercito francese occupava la Ruhr –, gli anni 1924-1928 segnarono una temporanea rinascita.
Il piano di aiuti economici alleati di cui si poté avvalere consentì al governo di Weimar di consolidarsi e segnò al contempo un’inversione di tendenza in senso reazionario, ratificata dall’elezione a presidente del vecchio feldmaresciallo Hindenburg.
Ma quando, in seguito alla depressione del 1929, gli aiuti americani vennero meno e il governo si trovò a fare i conti con sei milioni di disoccupati, il malcontento popolare diventò incontrollabile.
Una situazione che favorì l’ascesa del Partito nazionalsocialista, presentandosi alla Germania come portabandiera della riconquista della prosperità economica e del rispetto del mondo intero.
I risultati delle elezioni del 1932 confermarono questa tendenza e imposero al presidente Hindenburg la nomina di Adolf Hitler a cancelliere del Reich.
2.1 Il Manifesto del Bauhaus
La concretizzazione delle idee di Gropius si ebbe con la pubblicazione, nell’aprile del 1919, del primo Manifesto del Bauhaus, in cui trovavano espressione varie idee finalizzate a una riforma delle scuole d’arte in senso antiaccademico di cui in Germania si discuteva da oltre vent’anni.
Nel Manifesto Gropius espresse l’esigenza di una collaborazione tra artisti e artigiani, intendendo in realtà una conciliazione tra arte e tecnica ma definendo quest’ultima “artigianato” a causa dell’inimmaginabile impoverimento della Germania dopo i quattro anni di guerra che avevano messo in ginocchio l’industria.
Architetti, scultori, pittori, dobbiamo tutti tornare al mestiere! Perché l’arte non è una professione liberale. Non c’è nessuna differenza sostanziale tra l’artista e l’artigiano. L’artista è un artigiano a un livello più elevato.
(Walter Gropius, “Manifesto del Bauhaus”).
Frontespizio e testo del Manifesto del Bauhaus (1919).
Per il frontespizio Lyonel Feininger creò una xilografia avente come soggetto una cattedrale.
A ciò si aggiunse l’influenza avanguardista, affermatasi a partire dai primi anni del Novecento come movimento d’opposizione in pittura, di pubblicare un proprio manifesto: con Espressionismo, Futurismo e Dada la costituzione di gruppi e la redazione di manifesti divennero infatti i segni distintivi dell’avanguardia, impegnata in una continua ridefinizione di sé stessa per mantenere le distanze dalla quotidianità borghese.
Fondamentalmente, il manifesto del Bauhaus aprì al popolo e ai futuri studenti l’idea di un generale miglioramento del prodotto industriale, garantito dalla convinzione che le tecniche e i metodi, non l’arte, dovessero essere l’unico elemento insegnato agli apprendisti, al fine di favorire un insegnamento pratico e concentrato sulla produzione reale delle architetture o delle opere studiate; come fanno ben intendere alcune frasi dello stesso Manifesto:
Lo scopo fondamentale di ogni attività creativa è costruire! [...] Questo mondo di pittori e disegnatori deve diventare di nuovo un mondo di costruttori.
(Walter Gropius, “Manifesto del Bauhaus”).
2.2 Struttura e teoria dei corsi
La struttura didattica del Bauhaus è considerata tutt’oggi come uno degli elementi di maggiore innovazione dell’intero sistema scolastico: il percorso formativo dello studente, così come lo teorizzò lo stesso Gropius, era costituito da un corso semestrale di formazione obbligatoria, a seguito del quale lo stesso era tenuto a scegliere uno dei laboratori proposti e portarne a termine lo studio conseguendone il diploma.
Elemento caratterizzante fu quindi l’integrazione in una sola struttura di disegno, artigianato e insegnamento teorico-scientifico, cioè di un insegnamento formale misto ad uno pratico, alla quale si adeguarono la maggior parte dei docenti, con le sole eccezioni di Georg Muche, Lyonel Feininger e Gerhard Marcks.
Corso propedeutico di Itten: Moses Mirkin, Studio sul contrasto con materiali diversi.
L’istituzione del corso propedeutico (o Vorkurs) fu la prima grande innovazione della struttura dei corsi ed è oggi diventato il fondamento di tutte le scuole di architettura e design del mondo.
Esso consisteva inizialmente in un semestre, e successivamente di due, di formazione di base obbligatoria riguardante un primo approccio con i materiali e alcuni primi problemi formali, conclusi i quali si decideva riguardo all’ammissione dello studente a un laboratorio.
Il primo corso propedeutico del Bauhaus fu elaborato a partire dal 1919
Tesina - Premio maturità 2009
Titolo: Il Bauhaus - lo sviluppo del design architettonico
Autore: Gobbetti Beatrice
Area: umanistica
Descrizione: l'elaborato da questo punto di vista risulta particolare, poiché non sono state specificate le materie, bensì il testo si sviluppa tutto su un'unica materia (storia dell'arte) all'interno della quale sono stati inseriti alcuni approfondimenti.
Più che mai attuale, oggi il Bauhaus rappresenta un traguardo fondamentale per l'arte e l'architettura moderne ed è comunemente associato a forme elementari (quadrato, triangolo, cerchio), colori primari (rosso, giallo, blu), mobili in tubolare d'acciaio, architetture di cubi bianchi e funzionalismo. Ma ciò che sta dietro a questo termine è in realtà il prodotto di un intero secolo di ideologie architettoniche e filosofiche, che da sole bastarono ad influenzare tutti i campi della cultura allora conosciuta intrecciandoli e confondendoli come mai prima d'allora. Scopo di tale tesina è di sviluppare un'approfondita ricerca riguardante questa scuola e il suo pensiero, avendo però un occhio di riguardo allo sviluppo del design e dell'arredamento d'interni, passione coltivata da me già da alcuni anni ed ora approfondita nei suoi elementi originari. Obiettivo è inoltre quello di analizzare alcuni elementi di assoluta modernità pur trattandosi di un'istituzione di quasi un secolo fa, oltre a confrontarli con fattori esterni che influenzarono, talvolta in modo decisivo, l'andamento del Bauhaus.
Materie trattate: Storia dell'arte, Italiano, Storia
L'elaborato da questo punto di vista risulta particolare, poiché non sono state specificate le materie, bensì il testo si sviluppa tutto su un'unica materia (Storia dell'arte) all'interno della quale sono stati inseriti alcuni approfondimenti riguardanti altre discipline (Storia e Italiano) per meglio denotare l'ambito storico-culturale all'interno del quale si sviluppa il Bauhaus. Si noti che una buona parte degli argomenti trattati non appartiene al programma scolastico, perciò tutto risale ad un lavoro di ricerca e documentazione personale.
Indice
- 2. Walter Gropius: ideatore della prima "scuola d'arte unitaria"
- 3. Hannes Meyer: la scuola diventa pratica
- 4. Mies van der Rohe: da scuola a officina
- 5. Epilogo
Bibliografia
- De Michelis, M. & Kohlmeyer A. (1997) Bauhaus, Firenze, Giunti (Art e Dossier, n.119)
- Fiedler, J. & Feierabend, P. (2000) (a cura di) Bauhaus, Milano, Könemann
- Benfante, C. & Cadario, M. (2003) Moduli di arte, vol. 2, Varese, Electra/Mondadori
- Charlotte & Peter Fiell (2005) Design del XX secolo, Modena, Taschen
- Droste, M. (2006) Bauhaus 1919-1933, Modena, Taschen
- Dorfles, G. & Vettese, A. (2006) Arti visive - il Novecento, Bergamo, Atlas
- Castellotti, M. B. (2008) Storia dell'Arte, vol. 5, Milano, Electra scuola.