Esame di licenza
Media
Anno scolastico
2014/2015
Alunno Fabio
Caprinetti
Classe 3^B
Il Giappone
Territorio e popolazione
Lo stato è completamente insulare e le isole principali sono quattro: Hokkaido, Honshu, Kyushu e Shikoku. Esse compongono il 98% della superficie totale del paese. L’arcipelago sorge sul margine di profonde fosse oceaniche in una zona di contatto fra due zolle: è quindi spesso soggetto a terremoti e a eruzioni vulcaniche. Tutte le città giapponesi sono state vittime di forti terremoti e oggi gli edifici sono costruiti secondo rigide norme antisismiche, in grado di limitare fortemente le conseguenze dei terremoti. Spesso a un terremoto molto forte si aggiunge uno tsunami, come nel caso del terremoto del 2011 a Tohoku, di magnitudo 9.0, che ne innescò uno grandissimo. Le isole sono prevalentemente montuose e il monte più alto, situato nell’isola di Honshu, è il monte Fuji, con i suoi 3780 metri di altezza. Molto frequenti in tutte le isole sono coni vulcanici e laghi vulcanici. Il 73% del territorio giapponese è composto da foreste e montagne, rendendolo inadatto per l’uso agricolo, industriale o residenziale. Le pianure sono scarse e sono situate sulle coste. La più ampia è quella di Kanto, situata nell’isola di Honshu.
La popolazione è in leggera crescita, dello 0,1%, mentre la mortalità infantile è tra le più basse del mondo e la speranza di vita è tra le più alte del mondo (79-86). La densità di popolazione (343 ab./km2) non dà l’idea dell’estremo affollamento delle grandi città: nella regione di Kanto vivono milioni di persone a stretto contatto fra loro. Nella città di Tokyo vivono 6100 persone in un chilometro quadrato. Sono stati creati spazi aggiuntivi per la popolazione creando vere e proprie isole artificiali. Per non rubare spazio alla popolazione l’aeroporto di Osaka si trova su un’isola completamente artificiale, collegata alla costa con un ponte lungo 3,5 km. L’analfabetismo è quasi inesistente e la popolazione è molto istruita, infatti tutti hanno almeno il livello di istruzione superiore e un terzo quello universitario.
Città
Tokyo, la capitale, è al centro di una conurbazione che conta quasi 13 milioni di abitanti, ma il numero aumenta se si considera anche l’intera regione urbanizzata di Tokyo-Yokohama-Kawasaki. Un’altra conurbazione è quella di Kyoto-Osaka, più a sud della prima. Tokyo è capitale solo dal 1868, mentre prima lo era la città di Kyoto. Yokohama, seconda città del paese, fa parte della conurbazione di Tokyo. Più a sud, sempre nell’isola di Honshu, si trova Osaka. Le città più conosciute e di cui si parla di più, dopo la capitale, sono però Hiroshima, nell’isola di Honshu, e Nagasaki, nell’isola di Kyushu, a causa del loro tragico ruolo nella Seconda Guerra Mondiale.
Ordinamento dello stato
Lo stato è, secondo la costituzione, una monarchia parlamentare ereditaria, ma il ruolo dell’imperatore è solo strettamente simbolico. A lui spetta il compito di nominare il primo ministro. Oggi governa l’imperatore Akihito.
Economia
Settore primario
La superficie coltivabile è molto limitata; vi si pratica quindi un’agricoltura intensiva in gran parte dedicata al riso. Il Giappone è il primo importatore al mondo di mais e il terzo di frumento. È anche molto importante la produzione di tè. È poco presente nell’alimentazione la carne bovina, mentre è molto apprezzato il pollame. È molto consumato il pesce e l’attività di pesca è molto sviluppata.
Settore secondario
L’industria siderurgica e metallurgica è molto importante, anche se dipende dal metallo importato. Le risorse minerarie sono infatti scarse. Per questo motivo il paese ha deciso di ricorrere alle centrali nucleari, una cinquantina nel paese. Vi sono grandi cantieri navali: il Giappone è al primo posto mondiale per navi costruite. A partire dalla seconda metà del novecento si è verificata una forte crescita delle industrie meccanica, automobilistica e motociclisica. Si è anche sviluppato il settore della tecnologia, con le grandi multinazionali.
Settore terziario
A Tokyo ha sede una delle più importanti borse del mondo e cinque tra le maggiori banche mondiali sono giapponesi. Lo sviluppo economico ha portato anche allo sviluppo dei trasporti. La rete ferroviaria è la più rapida del mondo con treni ultraveloci.
Cultura e arte
La cultura cinese e asiatica per molti secoli ha influenzato quella giapponese: la scrittura, l’arte, la religione sono importate dalla Cina. Con il tempo però il Giappone è riuscito a sviluppare caratteristiche proprie e indipendenti. Tipici dello stile giapponese sono l’attenzione al mondo naturale e il desiderio di fondere in modo armonico gli elementi della natura e quelli artificiali. Questo si nota in particolare nell’architettura: per costruire i tradizionali palazzi giapponesi vengono utilizzati solo materiali naturali come il legno, la paglia e la carta di riso.
Gli spazi chiusi si alternano a verande e corridoi aperti e non mancano mai i giardini tradizionali. I palazzi imperiali, i monasteri e i templi sono edifici affascinanti e decoratissimi. Sono solitamente immersi in bellissimi giardini e chiusi da un cancello, chiamato torij, che presenta un ingresso monumentale, simile ad archi di trionfo.
La cerimonia del tè
La preparazione e la consumazione del tè sono una sorta di rito religioso, che vuole indurre nell’individuo una condizione di profonda calma interiore. Tutto deve aiutare a raggiungere questo scopo, soprattutto il luogo in cui si tiene il rito. Vengono costruite apposite capanne in legno, paglia e carta di riso per favorire la concentrazione.
Il giardino giapponese
Per i giapponesi il giardino è un luogo di meditazione intensa: ogni elemento è sistemato in modo preciso, nulla è lasciato al caso, così da favorire la concentrazione interiore. Il mare vi è rappresentato con una distesa di ghiaia bianca o sabbia rastrellata a formare piccole onde, pietre di varie dimensioni rappresentano isole e montagne. La vegetazione è accuratamente selezionata e dimensionata e spesso vengono utilizzati Bonsai e Ikebana.
La ceramica
La ceramica giapponese è molto diversa da quella cinese, che è perfettamente rifinita e decorata. I prodotti giapponesi sono volutamente imperfetti, per provocare sensazioni tattili in chi li maneggia e trasmettere così la personalità di chi li ha creati. Molto importante è la ceramica per la cerimonia del tè: si chiama Raku ed è realizzata a mano.
La pittura e la scultura
Dopo le prime imitazioni di immagini cinesi nel VI secolo, nel VII secolo vengono realizzati i primi emaki, delle illustrazioni simili ai fumetti: accanto alle persone disegnate sono presenti scritte che spiegano ciò che i personaggi fanno o dicono e spesso sono storie ambientate a corte. La scultura non è molto diffusa ed è legata alla religione buddista, infatti i soggetti principali sono Buddha e i monaci.
La xilografia
La xilografia è una tecnica di stampa ottenuta incidendo tavolette di legno, poi inchiostrate per lasciare l’impronta sulla carta. La tecnica è di origine cinese, ma si diffonde anche tra gli artisti giapponesi.
Il Giappone nel mondo
Per due secoli l’imperatore aveva proibito i contatti con gli altri stati, mentre nel 1853 la flotta americana costrinse il Giappone ad aprire le proprie porte all’occidente. Gli artisti occidentali rimangono impressionati dall’arte giapponese, al punto che in Europa si sviluppa un fenomeno culturale chiamato “giapponismo”.
L’entrata in guerra del Giappone
Nel dicembre del 1941, quando i tedeschi stavano per prendere Mosca e il crollo dell’Unione Sovietica sembrava imminente, il Giappone decise di entrare nel conflitto. Il Giappone voleva intervenire nel conflitto mondiale per estendere i territori dell’impero giapponese nell’oceano Pacifico e sul continente asiatico. Solo la presenza della flotta americana stanziata nelle isole Hawaii costituiva un ostacolo al loro progetto. Il 7 dicembre 1941 ondate di aerei giapponesi attaccarono di sorpresa la base americana di Pearl Harbour nelle isole Hawaii, annientando gran parte della flotta navale e aerea americana. A bombardamento avvenuto l’ambasciatore giapponese consegnò la dichiarazione di guerra all’America. Subito dopo anche Hitler e Mussolini dichiararono guerra all’America. Roosevelt, allora presidente degli Stati Uniti, era sempre stato favorevole all’entrata in guerra.
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