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Istituto di istruzione superiore statale

“G. Cigna”

Indirizzo Scientifico Tecnologico

Via di Curazza, 15 – 12084 Mondovì (CN)

Flauto: scienza o passione?

A cura di

Garelli Giorgia

Classe 5^ AST

Anno scolastico 2013/2014 1

Mappa concettuale 2

Introduzione

“Non mi soffermerò a raccontare storie favolose quanto inaffidabili sulle origini dei flauti da tenersi di traverso davanti alla bocca. Dal momento che non disponiamo di notizie certe su tale materia non dobbiamo curarci di sapere se fu il re frigio Mida o qualcun altro ad inventarli.

Ugualmente non possiamo determinare se tale invenzione fu davvero inizialmente suggerita da un soffio di vento che si insinuò in un ramo cavo di un cespuglio di sambuco, spezzato in cima, in cui il marciume aveva praticato un piccolo foro lateralmente, o se fu dovuta a qualche altra circostanza.”

Proprio come detto in questa frase del famoso flautista Johann Joachim Quantz, ciò che vorrei esporre nella seguente tesina è una breve storia del flauto traverso, con un approfondimento in campo fisico e informatico, secondo il corso di studi che ho seguito.

Ho scelto di affrontare questo argomento in quanto il flauto traverso è lo strumento che suono e studio da 7 anni, sia in ambito bandistico che da solista e volevo approfondirne la sua natura a fronte di quanto studiato nel trascorso anno scolastico.

Affronterò quindi argomenti come i diversi tipi di onde in campo fisico ed eseguirò una analisi spettrale del segnale emesso dal flauto in campo informatico.

Inoltre, per poter comprendere a pieno lo strumento, ho elaborato una piccola storia di come si è arrivati allo strumento dei nostri anni e quali caratteristiche presenta tutt’ora.

Al termine di questa breve presentazione mi piacerebbe poter suonare un brano, per far sentire come l’insieme di tutte le cose spiegate si possa riassumere in un esercizio di Theobald Böhm, flautista del quale parlerò nel corso dell’esposizione. 3

Piccola storia del flauto

La preistoria

In alcune caverne europee (Slovenia, Svizzera, Spagna, Francia) sono stati ritrovati frammenti di ossa di animali (renne, orsi, pecore) che presentano dei fori prodotti artificialmente dall’uomo.

Probabilmente erano usati anche come flauti traversi. Il più antico sembra essere un frammento di femore d’orso ritrovato in Slovenia recentemente: risalirebbe addirittura a 50.000 anni fa!

Le prime civiltà

La prima testimonianza dell’esistenza del flauto traverso si trova in un libro di poesia dell’antica Cina: il She King che risale al IX secolo avanti Cristo. Anche nell’antica India era uno strumento molto diffuso.

La più antica rappresentazione indiscutibile del flauto traverso è un bassorilievo etrusco, proveniente da una necropoli nei dintorni di Perugia, datato dal II al I secolo avanti Cristo.

Probabile quindi che anche gli antichi romani conoscessero ed usassero un tipo di flauto traverso.

Il Medioevo (500 - 1400)

Le più antiche rappresentazioni medievali di flauti traversi ci sono pervenute dal mondo cristiano orientale di Bisanzio. Nell’Europa occidentale abbiamo delle raffigurazioni a partire dal 1100.

Il flauto traverso medievale era costituito di un unico pezzo di legno (o bambù o avorio) lungo all’incirca come lo strumento moderno con sei fori, più uno di insufflazione; purtroppo non è stato ritrovato nessuno strumento di questo periodo.

In molte immagini dell’epoca si vedono i flauti tenuti al contrario di come si tengono oggi, segno che probabilmente era costruito con i fori tutti allineati in modo che il flautista potesse scegliere l’orientazione desiderata.

La prima citazione letteraria del flauto traverso è del 1285. A questa citazione segue un silenzio di circa settant'anni, al termine dei quali le fortune del flauto vennero ravvivate (attorno al 1350) da un vento di attivismo militare. L'esercito 4

svizzero, infatti, adottò il flauto come strumento di segnalazione e questo lo diffuse nel continente.

Il Rinascimento (1500 - 1650)

Intorno al 1500 le testimonianze sul flauto si fanno più precise e numerose. Ci sono rimasti circa una cinquantina di flauti rinascimentali che possiamo ancor oggi suonare. In questo periodo nascono i primi libri per "studiare" gli strumenti.

Il flauto traverso rinascimentale è generalmente in un solo pezzo, di forma perfettamente cilindrica, in legno, con sei fori per le dita e uno, circolare, per l’imboccatura.

Si ha testimonianza dell’esistenza di diverse “taglie”: “discantus” (contralto), “tenor-altus” (alto tenore), “bassus” (basso).

Si potevano eseguire melodie di quasi tre ottave, anche se venivano usate più comunemente solo le prime due e lo si poteva ancora tenere sia da sinistra verso destra che al contrario.

Il Barocco e l’epoca classica (1660 - 1790)

Verso la fine del 1600 ci fu per il flauto una grande trasformazione: la forma divenne da cilindrica a conica (cioè più larga verso l’imboccatura, più stretta verso la fine) ed ai sei fori per le dita, fu aggiunta una piccola chiave per produrre la nota mi bemolle, controllato da una chiave chiusa.

Venne inoltre costruito in tre pezzi e successivamente (dopo il 1720) in quattro. Questo facilitava la portabilità dello strumento e permetteva, sostituendo il corpo centrale, di avere intonazioni diverse a seconda della corte in cui si suonava.

Il flauto traverso diventa quindi uno strumento solista alla pari del violino e la sua grande diffusione fa scomparire il flauto dolce. "L’invenzione" del flauto traverso conico venne sviluppata in Francia e successivamente giunse in Germania, Italia, Inghilterra e nel resto d’Europa.

La scala base di questo strumento era quella di re maggiore (con fa e do diesis); le posizioni per le altre note si ottenevano con posizioni a "forchetta" che hanno un timbro diverso dalle note ottenute con quelle "normali". 5

Nella seconda metà del XVIII secolo vi erano flauti a quattro chiavi o a sei per poter risolvere il problema di effettuare scale con molti diesis o bemolle.

L’estensione andava dal re della prima ottava al la della terza (due ottave e una quinta).

L’Ottocento

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Sintesi

Introduzione flauto: scienza o passione, tesina

“Non mi soffermerò a raccontare storie favolose quanto inaffidabili sulle origini dei flauti da tenersi di traverso davanti alla bocca. Dal momento che non disponiamo di notizie certe su tale materia non dobbiamo curarci di sapere se fu il re frigio Mida o qualcun altro ad inventarli. Ugualmente non possiamo determinare se tale invenzione fu davvero inizialmente suggerita da un soffio di vento che si insinuò in un ramo cavo di un cespuglio di sambuco, spezzato in cima, in cui il marciume aveva praticato un piccolo foro lateralmente, o se fu dovuta a qualche altra circostanza.”

Proprio come detto in questa frase del famoso flautista Johann Joachim Quantz, ciò che vorrei esporre nella seguente tesina di maturità è una breve storia del flauto traverso, con un approfondimento in campo fisico e informatico, secondo il corso di studi che ho seguito. Ho scelto di affrontare questo argomento nella mia tesina di maturità, in quanto il flauto traverso è lo strumento che suono e studio da 7 anni, sia in ambito bandistico che da solista e volevo approfondirne la natura a fronte di quanto studiato nel trascorso anno scolastico.

Nella tesina affronterò quindi argomenti come i diversi tipi di onde in campo fisico ed eseguirò una analisi spettrale del segnale emesso dal flauto in campo informatico. Inoltre, per poter comprendere a pieno lo strumento, ho elaborato, nella tesina maturità, una piccola storia di come si è arrivato allo strumento dei nostri anni e quali caratteristiche presenta tutt’ora. Al termine di questa breve presentazione mi piacerebbe poter suonare un brano, per far sentire come l’insieme di tutte le cose spiegate si possa riassumere in un esercizio di Theobald Böhm, flautista del quale parlerò nel corso dell’esposizione.

Collegamenti

  • Fisica - Le onde.
  • Informatica - L'analisi spettrale.
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