Evoluzioni e rivoluzioni
Classe V°C Pedagogico
Anno scolastico 2010/2011 1
Indice
Italiano: Italo Svevo …................................................................... Pag. 3
Filosofia: Sigmund Freud ….......................................................... Pag. 6
Pedagogia: M. Montessori – Ed. e slancio vitale ......................... Pag. 11
Biologia: Charles Darwin ….......................................................... Pag. 17
Inglese: Robert Louis Stevenson …............................................... Pag. 23
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Italiano
Italo Svevo
La psicoanalisi, indissolubilmente legata al nome del medico austriaco Sigmund Freud, non solo rivoluzionò la psicologia e la filosofia, ma influenzò notevolmente anche campi come quelli dell'arte e della letteratura.
Sorta come metodo di cura di certe malattie mentali, la psicoanalisi finì per influenzare tutta la cultura del Novecento.
Anche la letteratura italiana si mise presto al passo con i tempi prendendo in considerazione gli studi psicanalitici.
E fu Italo Svevo, con il suo romanzo La coscienza di Zeno, a toccare per primo i temi che Freud stava studiando, rivoluzionando a sua volta tutta la narrativa italiana.
Svevo, ispirato dalla lettura delle opere freudiane, tentò l’esperimento di rivivere, per la durata del racconto, nella psiche malata di un isterico.
L’autore abbandonò il modulo ottocentesco del romanzo narrato da una voce anonima ed esterna al piano della vicenda, e adotta soluzioni più nuove, mai viste prima.
Purtroppo però, Svevo pagò la sua novità con l’insuccesso di pubblico e l'incomprensione di buona parte della critica italiana, prolungatasi sino agli anni Cinquanta. Italo Svevo, pseudonimo di Aron Hector Schmitz (italianizzato poi in Ettore Schmitz) che lo scrittore usò per sottolineare la sua duplice cultura italiana e tedesca, nacque a Trieste nel 1861 in una famiglia ebrea. Seguì gli studi commerciali, prima in Germania e poi a Trieste. Nel 1880 si impiegò in banca, iniziando a collaborare con il giornale L'indipendente, per il quale scrisse recensioni e saggi teatrali e letterari. Nel 1892 venne pubblicato il suo primo romanzo, Una vita, sostanzialmente ignorato da critica e pubblico. Nel 1896, Svevo sposò la cugina Livia Veneziani. Due anni dopo venne pubblicato il suo secondo romanzo, Senilità, ma come il primo, anche questo fu ignorato. Licenziatosi dalla banca, entrò nell'azienda del suocero.
Due le tappe fondamentali: l'incontro con lo scrittore irlandese James Joyce, nel 1907, e l'interesse per la psicoanalisi freudiana, a partire dal 1910. Nel 1919 iniziò la stesura del suo capolavoro, La coscienza di Zeno, che pubblicherà nel 1923.
Inizialmente ignorato come i primi due, fu grazie all'amico Joyce, che lo fece leggere ad alcuni critici francesi, che scoppiò il “caso Svevo”, nel 1925. Nel 1928 iniziò a scrivere un quarto romanzo, Il vecchione o Le confessioni del vegliardo, rimasto incompiuto in quanto l'autore morì lo stesso anno a seguito delle ferite riportate in un incidente stradale. 3
La coscienza di Zeno
Dopo l'insuccesso dei primi due romanzi (Una vita e Senilità), Svevo restò in silenzio letterario per oltre venti anni. Solo nel 1919 iniziò la stesura del suo capolavoro, La coscienza di Zeno, che terminò nel 1923.
Il romanzo, suddiviso in sette capitoli, è preceduto da una prefazione del presunto psicanalista, il “dottor S”, dopo della quale segue la narrazione fatta in prima persona da Zeno Cosini, vecchio commerciante triestino.
Il libro è una sorta di diario che Zeno scrive su consiglio dello psichiatra che lo ha in cura, il dottor S. appunto, che dovrebbe aiutarlo nel superamento della propria nevrosi.
È lo stesso dottore a pubblicare il diario, per vendicarsi del suo paziente poiché si è sottratto alla terapia.
Nonostante la forma del libro, cioè scritto come fosse un diario, la storia non narra la vita del protagonista ma quella della sua malattia.
Nel capitolo Il Fumo, la nevrosi che affligge Zeno si esprime con l'incapacità dello stesso di liberarsi del vizio: vorrebbe smettere ma non ci riesce mai e continua a fumare sempre l'ultima sigaretta, che poi non sarà mai l'ultima.
Nel capitolo La Morte di mio Padre, Zeno parla del suo rapporto col padre, fatto di ostilità e risentimento e che culmina con il famoso schiaffo dell'anziano genitore al figlio, il quale non sa se interpretare il gesto come l'estrema punizione da parte del padre o l'ultimo riflesso involontario di un vecchio morente. Presente in questo capitolo il famigerato il complesso di Edipo, cioè l'amore per la madre e l'odio per il padre visto come un rivale e che sarebbe stato alla base dei conflitti col genitore.
Nel capitolo Il Matrimonio, Zeno decide di sposarsi ma invece di scegliere la sposa, sceglie prima il suocero, Giovanni Malfenti.
L'uomo ha tre figlie in età da marito: Ada, Alberta e Augusta. Zeno sceglie subito la più grande e bella, Ada, ma essa lo rifiuta. Allora ci prova con Alberta, ma anche lei respinge la sua proposta. Sarà Augusta, la più piccola ma anche la più bruttina, ad accettare di sposarlo.
Nel capitolo La Moglie e l’Amante, Zeno parla di Carla, la sua amante, una ragazza bella ma povera. La sua intenzione è quella di sfruttare la giovane come un oggetto, ma capendo che non può farlo, decide di lasciarla; ma come per il fumo, anche qui i buoni propositi non sono seguiti dai fatti e Zeno rimanda sempre l'addio. Sarà Carla a dire addio a Zeno, sposando il proprio insegnante di musica.
Nel capitolo Storia di un Associazione Commerciale, a pagare per la nevrosi di Zeno è suo cognato Guido, marito di Ada.
Guido ha fondato un’azienda commerciale e Zeno vi entra come contabile. Ma il lavoro svolto non è dei migliori e di conseguenza contribuisce alla rovina economica del cognato, ignorando inoltre le tendenze suicide di quest'ultimo. Infatti Guido, per 4
farsi compatire dai famigliari, inscena un finto suicidio, ma muore per davvero.
Dopo la morte di Guido, Zeno gioca in borsa guadagnando molto, ma commette un lapsus tanto stupido quanto significativo: sbaglia corteo funebre e non vedrà più Ada perché, col corpo del marito, parte per l'Argentina. È abbastanza chiaro come tutta questa vicenda dimostri due cose: anche Guido è un inetto come Zeno e quest'ultimo lo rovina per vendetta in quanto suo rivale in amore.
Il capitolo Psicoanalisi è un'iniziativa di Zeno stesso, una sorta di sfida allo psicanalista nella quale non solo afferma che non è stata la psicoanalisi a guarirlo, ma che la sua guarigione è dovuta alla scoperta che la vita è inquinata alle radici e che rendersene conto è dunque indizio di salute e non di malattia.
Nonostante quest'ultima affermazione, è chiaro come Zeno sia effetto da nevrosi con tanto di lapsus e rimozioni, e ciò rende il suo punto di vista poco attendibile. Altra persona che probabilmente soffre di qualche disturbo è lo specialista che lo ha in cura: pubblicare per vendetta le confessioni di un paziente è una mossa piuttosto biasimevole così come il suo interesse economico per il possibile guadagno della pubblicazione (anche se mostra una certa generosità, visto che nella prefazione si offre di dividere i guadagni sul memoriale con Zeno purché egli torni in terapia).
Pur essendosene servito per il suo romanzo, in realtà Svevo non apprezzava realmente la psicanalisi. Scrisse infatti: “Grande uomo quel nostro Freud, ma più per i romanzieri che per i malati”.
È quindi evidente che il dottor S., con tutta probabilità, altri non sia che la caricatura di Sigmund Freud. Tuttavia ancora oggi non si può affermare con certezza chi si celasse dietro questa iniziale.
In conclusione, Svevo non considerava la psicoanalisi come la terapia più appropriata per restituire la salute al malato di nevrosi, ma piuttosto come strumento conoscitivo in grado di scandagliare la psiche umana, e dunque un valido strumento narrativo che seppe infatti utilizzare brillantemente. 5
Filosofia
La rivoluzione psicoanalitica di Freud
Sigmund Freud nacque a Freiberg, cittadina della Moravia austriaca, nel 1856. Di origine ebraica, studiò medicina a Vienna, dedicandosi poi alla ricerca scientifica. Trasferitosi a Parigi, nel 1886 vi aprì uno studio privato per malattie nervose.
Grazie ai suoi pazienti, Freud spiegò cos'è l'isteria, ovvero una malattia generata da un complesso di disturbi nervosi e fisici, che derivano dal tentativo del malato di cancellare ricordi sgradevoli: da qui nascerà la psicoanalisi.
Per far scomparire i sintomi della malattia, Freud rinunciò al metodo dell'ipnosi, uno stato simile al sonno in cui il paziente è facilmente suggestionabile dal medico che provoca quello stato, allora ritenuto il più efficace, e cercò di far riaffiorare alla coscienza l'evento o il ricordo sgradevole tramite il racconto spontaneo che il paziente, rilassato e fiducioso (e qui entra in scena il famoso “lettino dell'analista”), fa dei propri ricordi, sentimenti e impressioni. Negli anni successivi raccolse attorno a sé diversi allievi, alcuni dei quali si allontaneranno dal loro maestro perché non condividevano l'enorme importanza data alla sessualità della sua dottrina. Con l'avvento del nazismo, Freud fu costretto a fuggire a Londra, dove morirà nel 1939 a causa di un terribile cancro alla mascella.
La fondazione della psicoanalisi
Freud fu il capostipite di quella rivoluzionaria disciplina chiamata psicoanalisi.
Questa influenzò vari aspetti culturali e scientifici del '900: dalla medicina alla letteratura, dalla psicologia all'arte, passando poi per la filosofia, il costume e la morale. Tale disciplina si rivelò uno degli strumenti più efficaci nell'analisi della crisi dell'uomo contemporaneo.
Studiando pazienti affetti da isteria, il medico austriaco si rese conto che la malattia mentale non dipendeva da una lesione o da una malformazione di tipo fisico, non aveva dunque un'origine organica ma bensì psichica. 6
Sulla base di questa scoperta, Freud affermò che:
- La zona cosciente costituisce solo una piccola parte della vita psichica dell'uomo, come la punta di un iceberg che affiora dalla superficie dell'acqua;
- Vi è poi un'immensa regione della psiche che non emerge alla coscienza: l'inconscio, che è il luogo da cui si originano tutti i processi psichici;
- La vita privata, sociale e culturale dell'uomo è riconducibile alla libido, l'energia psichica legata al desiderio sessuale;
- La malattia nervosa, in particolare la nevrosi, ha origine per Freud nella rimozione, il processo con cui il soggetto censura – al fine di preservare l'equilibrio psichico – desideri e pulsioni di natura sessuale relegandoli nell'inconscio.
Struttura della psiche umana
Alla base della vita psichica di ogni uomo, vi è il conflitto tra principio di piacere (il soggetto tende a sfuggire dalle sensazioni spiacevoli) e principio di realtà (il soggetto deve sottostare alle regole dell'ambiente esterno). Freud associò il principio di realtà alla dimensione dell'io che, insieme all'Es e al Super-Io definì come uno dei tre fattori che costituiscono la struttura psichica dell'essere umano:
- L'Io è la coscienza che controlla la percezione, il comportamento ed il pensiero logico, ispirandosi al principio di realtà;
- L'Es, il nucleo essenziale dell'inconscio, è la vita istintiva, dominata dalle pulsioni della libido;
- Il Super-Io, parzialmente inconscio, è l'autorità interiorizzata in cui si accumulano le proibizioni morali.
Lo scontro tra le pulsioni dell'Es e i divieti morali del Super-Io produce la nevrosi, figlia di quelle rimozioni che si ripresentano nella vita conscia attraverso, ad esempio, sogni e lapsus. 7
I sogni son desideri
Che cos'è il sogno? Secondo Freud, che considerava quella onirica la via privilegiata di accesso all'inconscio, è l'appagamento di un desiderio. Però tali desideri nei sogni vengono dissimulati. I sogni sono frutto di un'intensa attività psichica, chiamata lavoro onirico.
Freud scoprì l'esistenza di due livelli del sogno: il primo livello è detto manifesto, l'altro latente. Il livello manifesto è l'insieme di quelle scene di cui, anche se non completamente, ci ricordiamo al risveglio. Ma tale livello non coincide con il livello latente, che nasconde il desiderio inappagato. Per questa ragione il sogno deve essere interpretato (l'Interpretazione dei Sogni, 1900).
Va sottolineato che il contenuto manifesto dei sogni, generalmente, trae le sue immagini da avvenimenti della vita recente, invece il contenuto nascosto si riferisce spesso ad avvenimenti del passato, anche molto lontani (infanzia, gioventù ecc...).
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Materie e autori
- Italiano: Italo Svevo (La coscienza di Zeno)
- Filosofia: Sigmund Freud
- Pedagogia: Maria Montessori (Educazione e slancio vitale della personalità)
- Biologia: Charles Darwin
- Inglese: Robert Louis Stevenson (Dr. Jekyll and Mr Hyde)