Veronika decide di morire
Introduzione
“Veronika decide di morire” è un romanzo dello scrittore brasiliano Paulo Coelho, pubblicato nel 1998. Attraverso il personaggio di Veronika, l’autore propone una trasposizione romanzesca della sua personale esperienza, ovvero il suo ricovero in un ospedale psichiatrico perché considerato ‘diverso’.
Oltre al tema della morte e del suicidio, nel romanzo, P. Coelho mette in evidenza il tema della follia, intesa anche come modo di ribellarsi alla società.
Veronika l’11 novembre del 1997 decide di mettere fine alla sua vita perché stanca della solita routine e prende una forte dose di sonniferi. Fortunatamente però, Veronika viene salvata e si sveglia all’interno di un ospedale psichiatrico, Villete. Qui, si trova a contatto con persone considerate ‘folli’ dalla società. In realtà, si tratta di individui emarginati, che la società ha preferito escludere semplicemente perché hanno cercato di essere se stessi, di differenziarsi da ciò che è considerato prevedibile e omologato. Entrando a contatto con questo mondo, Veronika scopre cos’è veramente la ‘follia’ e chi sono i ‘folli’. Prima che prendesse la decisione del suicidio non si era mai posta domande simili e adesso, si trova a vivere con gente matta.
“Che cos’è la follia?”
“La follia è l’incapacità di comunicare le tue idee. È come se tu fossi in un paese straniero: vedi tutto, comprendi tutto quello che succede intorno a te, ma sei incapace di spiegarti e di essere aiutata, perché non conosci la lingua.”
“Ma è qualcosa che è capitata a tutti.”
“Perché tutti, in un modo o nell’altro, siamo folli.”
Veronika viene a conoscenza del fatto che a breve morirà perché la forte dose di sonniferi le ha avvelenato il corpo e il suo cuore si è indebolito notevolmente. Con questa drammatica certezza, la giovane riscopre tutto quello che aveva sottovalutato, impara nuovamente ad amare la natura, il sole, la luce soprattutto decide di vivere quegli ultimi giorni che le rimangono con tutta la positività possibile. Gli altri degenti la aiutano. Conosce Mari, Zedka, Eduard: ciascuno di loro le permette di crescere e di amare. La consapevolezza della morte la spinge a vivere in pieno la sua vita e con quelle persone che sono non conformi alla società e libere di agire come meglio credono. “Che cos’è il vero Io?” chiese Veronika. “È quello che tu sei, non quello che hanno fatto di te”.
Coelho è riuscito, grazie a questo libro a trasmettere il senso del “diverso”, quando afferma che in fondo nessuno è normale, perché la diversità o la normalità sono solamente delle idee relative al nostro pensiero, alla nostra cultura e alla nostra mentalità; ciò che può risultare “strano” ai miei occhi, è normale agli occhi di qualcun altro. Forse i folli sono solo persone che hanno il coraggio di essere diverse e di ribellarsi alle regole che la società o la famiglia impongono. Questa affermazione provocatoria ci induce a riflettere sul senso culturale della follia e su ciò che patologicamente sia definito o definibile: malato o sano. Ci sono persone che vivono una vita un po’ fuori dagli schemi senza badare ai giudizi altrui e senza paura di apparire strani. È importante mantenere intatto il proprio Io senza farsi condizionare dai giudizi altrui.
Español
Benjamin Jarnés - Locura y muerte de Nadie
Según Coelho, entre la locura y la normalidad, que en el fondo son lo mismo, existe un estado intermedio que se llama “Ser diferente”. Sin embargo, la gente tiene cada vez más miedo de “Ser diferente” y, paradójicamente, cada vez más “horror de ser igual”. Esta consideración nos permite establecer un paralelo con una de las novelas más representativas de Benjamín Jarnés, Locura y muerte de Nadie, aunque Jarnés llega a conclusiones más pesimistas y desilusionadas que Coelho.
Materie e opere
- Spagnolo – B. Jarnés, Locura y muerte de nadie;
- Italiano – Pirandello, Uno, nessuno e centomila;
- Francese – Baudelaire, Spleen;
- Filosofia – Schopenhauer;
- Arte – Vincent van Gogh, Notte stellata;
- Inglese – Virginia Woolf, Mrs Dalloway (Septimus and Virginia – the suicide).