Antonio Frusciante classe 5° A SIP
IS Carlo Dell’Acqua
Imposta straordinaria
Debito pubblico
Imposte Stato
Dirette: indirette: l’intervento dello
IRPEF – IRES - IRAP ACCISA – IVA Stato
Nell’economia
Reddito fiscale in caso di
In caso di
D’impresa in caso di calamità
Crisi
Guerre naturali
Economica
Straordinaria
In genere, il ricorso all’imposta straordinaria consiste nell’introduzione di una nuova imposta o nell’inasprimento di una già esistente.
Questa seconda soluzione è preferibile in quanto evita ulteriori spese ed è più tollerata dai contribuenti.
Un carattere fondamentale dell’imposta straordinaria è la temporaneità, cosa che spesso non avviene perché finisce per diventare una fonte continua di entrate per lo Stato.
L’imposta è un tributo coattivo, cioè obbligatorio, di ricchezza sul cittadino contribuente imposto dallo Stato al fine di avere una copertura finanziaria dei servizi pubblici.
Gli elementi su cui si basa l’imposta sono i seguenti:
- Presupposto dell’imposta: titolarità di un reddito (imposta diretta) o patrimonio (imposta indiretta) che fa sorgere l’obbligo tributario.
- Soggetto attivo: lo Stato, o l’ente pubblico, che istituisce il tributo e lo riscuote.
- Soggetto passivo: la persona fisica o giuridica che deve pagare l’imposta.
- Oggetto o imponibile dell’imposta: la ricchezza che viene colpita dall’imposta.
- Base imponibile: ricchezza su cui viene calcolata l’imposta.
- Imponibile: è la percentuale che si applica all’imponibile per calcolare l’importo dell’imposta.
L’imposta può essere diretta e indiretta:
Le imposte indirette sono tributi che colpiscono la ricchezza dei contribuenti quando viene trasferita o consumata.
Le imposte indirette si applicano, ad esempio, nel momento di una vendita di un bene o di un servizio, per cui è divisibile.
Una caratteristica dell’imposta indiretta è la possibilità di trasferire l’onere dell’imposta da un soggetto ad un altro.
Ad esempio, il produttore trasla l’onere del tributo in avanti attribuendolo di fatto sull’acquirente di un bene o di un servizio.
Tale imposta è elastica perché si adatta alla situazione economica del momento, ma non è commisurata alla capacità contributiva in quanto applicata sui prezzi dei beni e servizi.
Tra le imposte indirette troviamo:
IVA (imposta sul valore aggiunto): è un’imposta indiretta sui consumi il cui presupposto è il consumo di reddito per l’acquisto di beni o servizi, è generale perché colpisce tutti i consumi, è proporzionale, ma ad aliquote differenziate in base al tipo di bene, è plurifase e colpisce l’incremento di valore che il bene acquista nei vari passaggi del ciclo produttivo o distributivo.
Importante è il meccanismo di rivalsa dell’IVA, cioè la traslazione dell’imposta che il soggetto che effettua la cessione di beni o servizi fa nei confronti dell’acquirente.
Accisa: le accise sono imposte fiscali che incidono su determinati prodotti (es. carburanti, energia, alcolici, tabacchi ecc.).
Come l’IVA grava sul consumatore finale per mezzo della traslazione dell’imposta.
L’accisa concorre a determinare il prezzo finale del prodotto.
L’IVA grava anche sulla parte del prezzo in cui è presente l’accisa causando così una doppia tassazione.
Sono imposte dirette quelle che colpiscono le manifestazioni immediate della capacità contributiva, cioè il reddito guadagnato o il patrimonio posseduto dal contribuente.
Debito pubblico e imposte straordinarie in caso di calamità naturali - Tesina per Istituto tecnico commerciale
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