“Dal bianco … Al bianco”
Liceo scientifico “G. Sulpicio”
Classe V C
Anno scolastico 2011/2012
Ilaria Buccitti
Il tema del percorso
Il tema del mio percorso è il colore bianco. Ho deciso di approfondire questo argomento perché il
bianco è, innanzitutto, il mio colore preferito e perché penso che tale colore rappresenti la vita di
ogni uomo. Infatti, si nasce nel bianco e si muore in esso: da sempre, il candore del bianco e la sua
lucentezza sono stati associati alla purezza ed innocenza infantile; mentre uno dei segni della
1
vecchiaia, e quindi dell’avvicinamento alla morte, sono proprio i capelli bianchi, testimonianza di una
saggezza senile. I due estremi della vita umana trovano congiunzione nel bianco.
È curioso come questo colore (a volte anche considerato come non-colore) sia investito di simboli
universali, e come rappresenti particolari condizioni esistenziali: per esempio il senso umano di
sospensione, di cambiamento e di rinascita, il senso di resa; per questo e molto altro ancora il bianco
è vita, propriamente la vita di ogni uomo.
Chiarirò innanzitutto che il bianco è un colore, attraverso l’esperimento con il prisma di Newton; poi
analizzerò come vari artisti hanno riposto le loro speranze e la vita stessa nel bianco; e infine, parlerò
di un ‘bianco naturale’, “la profondità lattea del cielo”, ovvero la Via Lattea, come la definisce il
cantautore Vinicio Capossela.
Il bianco e la luce
Il bianco non è un non-colore, ma l’assenza visibile del colore poiché, al tempo stesso, è la
fusione di tutti i colori.
Isaac Newton
Lo scienziato, negli ultimi anni del 1600, volle proprio dimostrare che la luce solare
(anche chiamata ‘luce bianca’) contiene già in sé tutti i colori. Infatti, fino a quel momento, si
credeva che la luce fosse unicamente pura (perché di derivazione divina) e che i colori fossero solo il
frutto della contaminazione della luce da parte delle cose terrene.
La nuova teoria sulla luce ed i colori di Newton fu quindi dirompente.
Newton fece il seguente esperimento: in una stanza buia, fece entrare solo un piccolo raggio di luce;
egli fece attraversare in un prisma il raggio e proiettò la luce che ne fuoriusciva su uno schermo
bianco. Sullo schermo apparvero, nitidi, i colori dell’arcobaleno in sequenza dal rosso al violetto: tale
sequenza fu chiamata dallo scienziato “spettro della luce”.
Inoltre, Newton fece anche la controprova di questo esperimento: lo scienziato fece passare il raggio
di luce scomposto attraverso una lente convergente e, mettendo a fuoco su uno schermo la luce
scomposta che veniva fuori dalla lente, ottenne di nuovo la radiazione luminosa bianca, a
dimostrazione che il bianco è, innanzitutto, un colore ed inoltre che è la somma di tutti i colori dello
spettro.
2
Il bianco come salvezza
Questo colore per diversi artisti ha significato ‘salvezza’: particolarmente, per Schopenhauer, la
voluntas
salvezza dalla e per la poetessa inglese Dickinson la salvezza da un mondo che lei stessa
rifiutava e dal quale le sembrava essere rifiutata.
Arthur Schopenhauer
Il filosofo dice: “Per coloro in cui la volontà si è convertita e soppressa,
questo mondo così reale, con tutti i suoi soli e le sue vie lattee, questo, propriamente questo è il
nulla.”
Nella descrizione del mondo, con riferimento al frammento sopra riportato, Schopenhauer gli
attribuisce proprio la qualità dell’essere illuminato (i soli) e un colore, il bianco (le vie lattee) che
contrasta con l’oscurità del circostante cielo.
Nella sua principale opera “Il mondo come volontà e rappresentazione”, il filosofo definisce
‘rappresentazione’ il rapporto necessario tra soggetto e oggetto e ‘volontà’ una forza assolutamente
- Filosofia: Arthur Schopenhauer, il Nirvana;
- Inglese: Emily Dickinson;
- Italiano: Eugenio Montale (la poetica del varco);
- Storia dell'arte: Lucio Fontana (i tagli);
- Fisica: Isaac Newton (esperimento del prisma);
- Geografia astronomica: la Via Lattea.