Istituto Pontano
Liceo scientifico
Anno scolastico 2013/2014
La più sofisticata delle illusioni:
Il cinema,
Filo conduttore di un percorso interdisciplinare
Luigi Frunzio
Introduzione
Il cinema è un'arte performativa dello spettacolo, può essere definita la
"settima arte" secondo la definizione coniata dal critico Ricciotto
Canudo quando pubblicò "Il manifesto della nascita della settima arte"
nel 1921. In questo manifesto ipotizzò che il cinema potesse
sintetizzare la dimensione dello spazio e del tempo delle arti plastiche
con la musica e la danza configurandosi come un nuovo mezzo di
espressione.
La nascita del cinema risale al 1895, data della storica serata al “Gran
café Boulevard des Capucines” dei fratelli Lumière. Il cinema è stato
considerato la più importante invenzione dopo la stampa. Qualsiasi
altra forma di rappresentazione non può avere la stessa capacità diretta
ed immediata di rendere la realtà. Le sensazioni che riescono a darci
certe immagini del cinema non potrebbero essere provocate da
nessun'altra forma d'espressione artistica. La comunicazione che esso
riesce a stabilire tra autore e spettatore è profonda e completa. La
tecnica in questo campo ha continuato a progredire dal giorno della
nascita ed è, ad oggi, difficile predire una possibile evoluzione. I mezzi
di comunicazione nel mondo moderno si sono moltiplicati, ma uno dei
più efficaci si conferma ancora il cinema. Questo riesce, meglio di
qualsiasi altra espressione umana, a stabilire un contatto diretto con lo
spettatore e, riuscendo nello stesso tempo ad astrarlo dal suo mondo
interiore, può portarlo ad uno stato di partecipazione e di rapimento
meglio di qualsiasi altra arte. A questo punto potremmo rispondere alla
domanda: il cinema è arte? Come descritto da Walter Benjamin l'arte
richiede l'espressione di particolari contenuti (l'aura) che possono
andare oltre la rappresentazione sfruttando la qualità del mezzo
tecnico ai fini di valorizzare i contenuti del lavoro filmografico.
Se il cinema riesce ad esprimere con i suoi mezzi e con il suo
linguaggio dei sentimenti è senz'altro arte, l'arte della modernità. Il
cinema è la “nuova arte”, l'arte moderna per eccellenza, frutto della
tecnologia, figlia della macchina, intrinsecamente legata alla civiltà
industriale e adatta, per le sue specifiche caratteristiche, a
rappresentarne aspetti fondamentali, quali il movimento, la velocità, il
dinamismo e la frenesia. Non è un caso che fra i primi oggetti
rappresentanti dal cinema ci sia il treno, macchina emblema della
modernità, incarnazione della velocità e della possibilità di vincere le
barriere del tempo e dello spazio. Il cinema è l'arte figlia della macchina
e, quindi, in quanto tale riproducibile all'infinito.
Espressione del cinema nella letteratura
Il cinema si è mostrato un valido strumento per offrire nuovi temi per
opere letterarie originali. Uno dei più grandi interpreti della letteratura
italiana del 1900 Pirandello si è ispirato al cinema e alle sue particolari
dimensioni per scrivere "Quaderni di Serafino Gubbio, operatore".
Pirandello però aveva un rapporto contraddittorio con il cinema: di
accettazione sul piano del guadagno pratico, di contestazione sul piano
conoscitivo. Non credette mai a pieno nel senso espressivo del cinema:
infatti nel cinema muto lo scrittore intravedeva la coerenza di un
sentimento vissuto, in fondo, con repulsione. Anche per lui, oltre che
l'avvilimento del lavoro per gli attori, la macchina da presa sembrava "
stupido e muto a cui essa li condanna. […] E l'azione viva del loro corpo
vivo, là, su la tela dei cinematografi, non c'è più: c'è la loro immagine
soltanto, colta in un momento, in un gesto, in una espressione, che
guizza e scompare. ” L'identità di Serafino Gubbio è quella di "una
mano che gira la manovella": che è come dire un attestato di
"impassibilità di fronte all'azione che si svolge" e dunque di assoluta
impossibilità espressiva e rappresentativa del reale.
Tecniche letterarie e tecniche cinematografiche
Il cinema ha potuto con la sue potenzialità espressive mettere in scena
opere letterarie, riuscendo a trasferirne sulla pellicola la possibilità di
alterare il rapporto spazio temporale che contraddistingue la realtà,
possibilità data nella letteratura dalla tecnica letteraria del "flusso di
coscienza", lo "Stream of consciousness". Quest’ultima ha influenzato
anche le tecniche cinematografiche, favorendo lo sviluppo della tecnica
del “flashback”.
Non a caso opere di Virginia Woolf che in questo modo di scrittura fu
maestra, sono state oggetto di trasposizioni cinematografiche.
Espressione della letteratura nel cinema
La letteratura di tutti i tempi ha sempre fornito al cinema spunti e
contenuti per la produzione di film che hanno mantenuto il valore
storico e rinnovato il valore artistico delle opere letterarie.
Un'operazione del genere ha compiuto Federico Fellini nel portare
sullo schermo il Satyricon di Petronio: non a caso diventato il Satyricon
di Fellini.
Espressione della filosofia nel cinema
Il cinema è capace di andare oltre una visione delle cose reali, come
coglie tantissime cose che in
diceva il filosofo tedesco Benjamin, "
precedenza restavano inavvertite, nasce così un sentire artificiale che
muta la percezione della vicinanza e della lontananza non meno che la
stessa nozione di realtà, la quale da un lato diventa illusionistica e
dall'altro ipernaturalistica ", unendo la visione della cinepresa a quella
dell'inconscio. Colui che identificò l'inconscio, Sigmund Freud, non solo
è indissolubilmente legato al cinema per ciò che si è appena detto, ma
anche perché la sua vita e i suoi studi furono soggetto di numerose
sceneggiature.
L'inconscio riprodotto nel cinema
Uno dei registi che cercò di riprodurre l'inconscio nel cinema fu Luis
Buñuel, uno dei più emblematici esponenti del cinema surrealista.
Buñuel produsse la sua prima opera cinematografica, “Un cane
andaluso”, con la collaborazione dell'amico e artista Salvador Dalì.
Quest'ultimo riuscì nell'opera a dare un buon esempio nel reale di
come vedeva il suo immaginario simile a quello dei sogni: le immagini
cambiano all'improvviso e le scene si interrompono conducendo lo
spettatore in una direzione completamente diversa da quella che stava
seguendo solo un momento prima.
Il cinema come mezzo di propaganda
Nei regimi totalitari la costruzione di un omogeneo consenso totale, la
garanzia dell' adesione supina al programma del partito/regime
richiedono il monopolio dei mezzi di comunicazione, dell'
informazione e della cultura: i regimi totalitari hanno sempre dato una
grande importanza alla propaganda ed alle proprie capacità di
penetrare nella vita quotidiana dei cittadini, senza lasciar loro nessuna
scelta, censurando ed eliminando ogni voce “stonata”.
Uno dei mezzi di comunicazione usato dai regimi totalitari fu il cinema,
attraverso la produzione dei film propagandistici che riuscivano a
colpire l'immaginazione del pubblico ed ad aumentare il consenso
verso il partito.
Riproduzione di realtà storiche nel cinema
Nel cinema la ricerca della verità storica è stata ostacolata dalle
difficoltà di riprodurre una realtà che non esiste più.
Il progresso delle tecniche ha consentito di ricreare situazione storiche
come si ritiene fossero nel momento in cui accaddero. Negli ultimi
decenni grazie alle nuove conoscenze si è intensificata l'interazione
tra cinema e informatica e sono nati nuovi strumenti, come la
computer-grafica, che rendono possibile riprodurre avvenimenti storici
come l'eruzione vulcanica del Vesuvio del 79 d.C..
Il progresso tecnologico e il cinema
Dalla fine degli anni ottanta, inoltre, si è vista la progressiva
affermazione del supporto digitale rispetto a quello analogico: questa
innovazione ha investito tutti i campi, da strumenti della vita
quotidiana, alla musica, alla fotografia fino ad influenzare anche il
cinema. Nello specifico particolarmente importante è stato il passaggio
dalla pellicola alle memorie digitali magnetiche.
Con lo sviluppo delle nuove tecnologie si è giunti, negli anni, ad un
utilizzo avanzatissimo della computer-grafica, potendo così creare
paesaggi, edifici e addirittura fisionomie e dettagli dei personaggi dei
film grazie "solo" a dei super-computer e a pochi ingegneri informatici
e designer.
L'utilizzo dei super-computer era, però, inizialmente limitato a
pochissime case produttrici a causa del loro costo spropositato, poiché
l'utilizzo di questi computer era di numerosi milioni di dollari. Con gli
anni il costo di utilizzo di questi computer è diminuito tantissimo e ha
garantito l'utilizzo delle nuove tecnologie anche a case di produzione
minori, aumentando notevolmente la qualità dei film. Questa
diminuzione di costo dell'utilizzo dei computer fu prevista da un
informatico, Herber Grosch, che afferma che:
"La stessa operazione su un sistema informatico sarà effettuata a costi
~Grosch
dimezzati se sarà eseguita a velocità quadruplicata."
Invece un altro teorico informatico, Gordon Moore, stabilì un'altra
legge, sulla velocità dei microprocessori, dicendo che:
"Le ~Moore
prestazioni dei microprocessori raddoppiano ogni 18 mesi."
Combinando la legge di Grosch con la legge di Moore si può quindi
affermare che in tre anni il costo di un processo computerizzato di
elaborazione delle informazioni si riduce della metà.
Queste leggi possono essere rappresentate graficamente come due
funzioni. Legge di Grosch Legge di Grosch
12
10
8
6
4
2
0 0 5 10 15 20
Figura 1, rappresentazione della legge di Grosch: sulle ordinate le unità di costo, sulle ascisse le unità di velocità dei
processori Legge di Moore Legge di Moore
18
16
14
12
10
8
6
4
2
0 0 1 2 3 4 5 6 7
Figura 2, rappresentazione della legge di Moore: sulle ascisse gli anni, sulle ordinate le unità di velocità dei
processori
Documenti
Pirandello
Luigi Pirandello nacque nel 1867 ad Agrigento, il padre dirigeva miniere
di zolfo, per cui la sua condizione era quella di un agiato borghese. Si
iscrisse all’Università di Palermo, poi alla facoltà di Lettere a Roma, ma
si laureò all’Università di Bonn in Filologia romanza nel 1891. L’anno
dopo si trasferì a Roma e si dedicò interamente alla letteratura, nel
1893 scrisse il suo primo romanzo, “L’esclusa”. Dal 1903 un
allagamento della miniera di zolfo in cui il padre aveva investito tutto il
patrimonio familiare provocò il dissesto economico della famiglia e la
pazzia della moglie di Pirandello.
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Introduzione cinema e illusione tesina
Questa tesina di maturità descrive il cinema. Il cinema è un'arte performativa dello spettacolo, può essere definita la "settima arte" secondo la definizione coniata dal critico Ricciotto Canudo quando pubblicò "Il manifesto della nascita della settima arte" nel 1921. In questo manifesto ipotizzò che il cinema potesse sintetizzare la dimensione dello spazio e del tempo delle arti plastiche con la musica e la danza configurandosi come un nuovo mezzo di espressione.
La nascita del cinema risale al 1895, data della storica serata al “Gran cafè Boulevard des Capucines” dei fratelli Lumière. Il cinema è stato considerato la più importante invenzione dopo la stampa. Qualsiasi altra forma di rappresentazione non può avere la stessa capacità diretta ed immediata di rendere la realtà. Le sensazioni che riescono a darci certe immagini del cinema non potrebbero essere provocate da nessun'altra forma d'espressione artistica. La comunicazione che esso riesce a stabilire tra autore e spettatore è profonda e completa. La tecnica in questo campo ha continuato a progredire dal giorno della nascita ed è, ad oggi, difficile predire una possibile evoluzione. I mezzi di comunicazione nel mondo moderno si sono moltiplicati, ma uno dei più efficaci si conferma ancora il cinema. Questo riesce, meglio di qualsiasi altra espressione umana, a stabilire un contatto diretto con lo spettatore e, riuscendo nello stesso tempo ad astrarlo dal suo mondo interiore, può portarlo ad uno stato di partecipazione e di rapimento meglio di qualsiasi altra arte. A questo punto potremmo rispondere alla domanda: il cinema è arte? Come descritto da Walter Benjamin l'arte richiede l'espressione di particolari contenuti (l'aura) che possono andare oltre la rappresentazione sfruttando la qualità del mezzo tecnico ai fini di valorizzare i contenuti del lavoro filmografico.
Se il cinema riesce ad esprimere con i suoi mezzi e con il suo linguaggio dei sentimenti è senz'altro arte, l'arte della modernità. Il cinema è la “nuova arte”, l'arte moderna per eccellenza, frutto della tecnologia, figlia della macchina, intrinsecamente legata alla civiltà industriale e adatta, per le sue specifiche caratteristiche, a rappresentarne aspetti fondamentali, quali il movimento, la velocità, il dinamismo e la frenesia. Non è un caso che fra i primi oggetti rappresentati dal cinema ci sia il treno, macchina emblema della modernità, incarnazione della velocità e della possibilità di vincere le barriere del tempo e dello spazio. Il cinema è l'arte figlia della macchina e, quindi, in quanto tale riproducibile all'infinito. La tesina permette di sviluppare anche altri argomenti in connessione alle varie discipline scolastiche.
Collegamenti
Cinema e illusione tesina
- Italiano - L'espressione del cinema nella letteratura: "Quaderni di Serafino Gubbio operatore cinematografico" di Pirandello.
- Inglese - Rapporto tra il flusso di coscienza di Virginia Woolf e la tecnica del Flashback cinematografica.
- Italiano - La letteratura ha fornito spunti per i film, rapporto tra il Satyricon di Petronio e il Satyricon di Fellini.
- Filosofia - Il cinema è capace di andare oltre una visione delle cose reali: l'inconscio, Sigmund Freud.
- Storia dell'arte - L'inconscio riprodotto nel cinema: Luis Bunuel, Salvador Dalì e i surrealisti.
- Storia - Il cinema come mezzo di comunicazione nei regimi totalitari.
- Scienze - Nuove tecniche hanno dato possibilità di riproduzione di realtà storiche: rapporto tra il film Pompeii e il Vulcanesimo.
- Fisica - Passaggio dalle pellicole alle memorie digitali: Magnetismo.
- Matematica - Rapporto del cinema con i super computer e con le leggi che regolano i costi di questi ultimi: le funzioni delle leggi.