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Premessa

La danza è la mia passione da quando avevo appena tre anni e mezzo. Non ho mai smesso di ballare, di ascoltare musica e di farmi trasportare da essa.

Quando sul grande schermo è uscito il film “Il cigno nero” mi sono detta che avrei assolutamente dovuto vederlo… la storia di Odette, Odile e le favolose coreografie de “Il lago dei cigni” mi hanno sempre affascinato.

Le mie aspettative erano completamente diverse da ciò che mi sono trovata davanti: uno psico-thriller in cui la danza è motivo di ossessione, di ambizione, di malattia. Ho trovato così il connubio perfetto tra le mie due passioni più grandi: la danza e la psicologia.

Infatti l’analisi psicologica della protagonista è così interessante, a parer mio, ho deciso di approfondirla il più possibile. Credo che, dopo tutte le ricerche svolte, “Il cigno nero” sia diventato uno dei miei film preferiti… una storia di passione, morbosità, un “Io” disgregato che si esibisce sotto i riflettori mostrando un’altra sfaccettatura, la più oscura, di quest’arte, che io ritengo essere la più stupefacente di tutte. 1

Introduzione

Il cigno nero è un animale simbolo di esclusività e singolarità. Per questo, quando ho scoperto che esisteva una vera e propria “Teoria del cigno nero” basata esattamente su queste caratteristiche, ho deciso di approfondirla il più possibile.

Tale argomento è affrontato esaurientemente nel saggio “Il cigno nero” di Nassim Nicholas Taleb, filosofo libanese esperto in Scienze dell’incertezza. 2

Prima, però, parlerò brevemente della trama e dei personaggi influenti del film con una particolare attenzione al rapporto tra madre e figlia ed il loro attaccamento simbiotico malato, poi passerò ad analizzare un tema cardine affrontato nella pellicola che è quello del riflesso e dell’importanza dello specchio, collegandolo a Picasso e alle sue opere.

Sempre in riferimento alla storia dell’arte, tratterò il tema dell’integrazione degli opposti nei quadri di Caravaggio. Il tutto sarà integrato da brevi spezzoni esplicativi del “Cigno nero” e da immagini che hanno l’obiettivo di focalizzare l’attenzione sul dualismo esistente nella personalità della protagonista.

Trama

Nina Sayers è una ballerina dotata di grande talento, ma mentalmente ed emotivamente instabile a causa del rapporto morboso con la madre Erica.

Quest’ultima, una danzatrice mediocre che non è riuscita a fare carriera, appare infatti persino invidiosa del talento di Nina e tratta la figlia come una bambina, facendola dormire in una cameretta la cui porta non può essere chiusa a chiave e che sembra arredata come quella di una dodicenne.

Tuttavia, Nina sembra felice così.

Un giorno Thomas Leroy, direttore artistico della compagnia di danza in cui lavora Nina, annuncia di voler sostituire la prima ballerina, Beth, e di voler allestire come spettacolo di apertura della nuova stagione teatrale proprio “Il lago dei cigni”: la protagonista sarà interpretata dalla nuova prima ballerina, scelta personalmente da Leroy.

Nina, sperando di vedere il proprio sogno realizzato, si allena duramente; Leroy, alla fine, anche se scettico, sceglie proprio lei, ritenendo Nina perfetta per il ruolo del Cigno Bianco, ma troppo poco passionale per quello del Cigno Nero. 3

Egli la mette sempre più sotto pressione; lo squilibrio mentale di Nina, già evidente, peggiora sia a causa della tensione provocata dal coreografo che dalla minaccia rappresentata da Lily, una nuova ballerina della compagnia.

Lily è meno talentuosa di Nina, ma è dotata di una passionalità che fa di lei proprio quel “Cigno Nero” che Nina non riesce ad essere. Fra le due si sviluppa un ambiguo rapporto che sarà la causa di sconvolgimenti psicologici che renderanno ancora più problematica la vita della protagonista.

Il giorno del debutto si avvicina e Nina è ormai convinta che Lily voglia prendere il suo posto. La ragazza comincia ad essere vittima di allucinazioni terrificanti, che culminano la sera prima dello spettacolo; la ballerina che è in lei si riprende giusto in tempo e, nonostante la madre cerchi di fermarla, arriva al teatro un attimo prima che Leroy annunci Lily al suo posto.

Nina appare decisa e profondamente cambiata e Leroy, compiaciuto, accetta di farla andare in scena. 4

Durante l’intervallo, Nina, in lacrime, si rifugia in camerino e qui trova Lily, già con il costume del “Cigno Nero”, pronta a sostituirla, che la deride.

Scoppia una lite e Nina finisce per uccidere Lily con un frammento dello specchio del camerino, andato in frantumi durante la colluttazione.

Paradossalmente, la morte dell’odiata rivale dà a Nina una sicurezza tutta nuova: la ragazza nasconde il cadavere, torna in scena nei panni del “Cigno Nero” e balla con una sensualità che conquista tutti.

Terminata la prima parte del balletto, Nina si reca in camerino per prepararsi all’ultimo atto, nuovamente nei panni del “Cigno Bianco”. Mentre indossa il costume, qualcuno bussa alla porta: è Lily, viva e vegeta, che fa i complimenti a Nina per l’interpretazione e si scusa per i problemi che hanno avuto in passato.

Il loro ultimo e tragico litigio si è rivelato perciò essere l’ennesima allucinazione di Nina. Lo specchio del camerino, tuttavia, è davvero in frantumi e Nina estrae dal proprio corpo il frammento con cui aveva creduto di colpire Lily.

Nina, sconvolta e in lacrime, capisce che il suo avversario non è mai stato Lily e che la rivale non ha mai cercato di soffiarle il posto; il vero nemico è sempre stata lei stessa.

La ragazza, a questo punto, realizza che non le rimane altro da fare che tornare in scena e interpretare il proprio ruolo fino in fondo seppur ferita.

L’ultimo atto dello spettacolo si conclude con Nina che interpreta la morte del “Cigno Bianco”. La conclusione è accolta da tutto il pubblico con un’ovazione; Leroy, Lily e gli altri ballerini corrono dietro le scene per congratularsi con Nina e rimangono scioccati nel trovarla esanime e coperta di sangue distesa a terra.

Nina, finalmente in pace con se stessa, sorride a Leroy e Lily e muore sussurrando: “L’ho sentito. Perfetto. Era perfetto…” 5

Personaggi

Nina Sayers

Nina è un personaggio che stenta a distinguere fra le sue reali ambizioni e quelle materne; i suoi ideali di perfezionismo la trascineranno nel disperato tentativo di compiacere le aspettative altrui fino all’annullamento psicofisico di sé.

Per essere in grado di interpretare la doppia faccia del cigno Nina dovrà liberare la sua essenza oscura, quella rimossa, la più istintiva, ma la sua fragilità emotiva la condurrà allo smarrimento della propria identità, all’incapacità di distinguere quanto ciò che accade sia reale o frutto delle allucinazioni causate dalle sue insicurezze.

Tormentata dai timori di fallimento e, di contro, dalle ambizioni di perfezionismo verrà condotta ai limiti della follia, fino all’ultimo gesto disperato in cui, identificandosi con il suo lato oscuro, avrà raggiunto quell’ideale tanto agognato.

Thomas Leroy

Il coreografo, utilizza tecniche di persuasione verbale e comportamenti ambigui, con l’obiettivo di fare emergere in Nina la parte più oscura di sé.

La totale assenza della figura paterna, ha reso impossibile a Nina, il raggiungimento e superamento della fase edipica, con la conseguente scoperta della propria castrazione - dovuta al confronto con l’organo maschile - e, di conseguenza, la capacità di distacco dalla madre.

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Sintesi

Filosofia

“Il cigno nero” di Nicholas Taleb

Scienze umane

Rapporto madre-figlia

Storia dell'arte

Caravaggio e Picasso

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