Francesca Montalto
Classe 5° E – Turistico
A.S. 2011/2012
Esame di Stato
The Black Album: viaggio per passione,
dovere ed evasione.
The Black Album
Viaggio per passione, dovere ed evasione
Arte: viaggio per evasione
Viaggio per passione - P. Gauguin e la ricerca
Introduzione: la band in tour
dell’incontaminato.
“Wherever I May Roam”. - Analisi dell’opera:
Viaggio per dovere
Italiano: analisi del testo della canzone
- Analisi del “Girovago”, G. Ungaretti.
- Analisi della canzone dell’album.
- Cenni della vita del poeta.
della poesia e confronto con la canzone.
Discipline turistiche: un viaggio a domanda per Gauguin
Tutto comincia dalla musica della mia band preferita e dal viaggio.
La musica non è solo ascolto e dedizione, ma è anche viaggiare per il mondo portandola nelle case di tutti e soprattutto nel cuore di ogni fan.
Un viaggio non è solo un tour o una vacanza; può essere dovere ed evasione, ricerca di qualcosa o di qualcuno. È da quest’album da cui voglio cominciare, pieno di emozioni, temi importanti e viaggi all’interno dell’universo musicale.
«Metallica» (conosciuto anche dai suoi fan come The Black Album) è il famoso titolo del quinto album in studio dell’americana heavy metal band Metallica. Realizzato nel 1991.
Costò 1 milione di dollari. Con questo album i Metallica furono la prima band a posizionarsi alla numero uno di tutte le classifiche negli USA, la band ha promosso l’album con una serie di tour e ha venduto 28 milioni di copie nel mondo debuttando ai primi posti delle classifiche in ben 10 paesi.
L’album, caratterizzato dal debutto di un tipo di suono meno complesso del thrash metal dei primi album, segna la svolta del panorama musicale della band.
Metallica è l’album del gruppo che ha venduto più copie nella storia della loro carriera. Proprio quest’anno è in corso un tour in occasione del ventennale dell’album, 2012 European Black Album Tour, in cui verrà suonato per la prima volta interamente in tutti i concerti.
Per l’album, è stato scelto un titolo semplice e conciso destinato a colpire, come dichiara la band «abbiamo voluto optare per la semplicità».
La copertina dell’album presenta il logo della band, e un serpente attorcigliato (derivato dalla bandiera Gadsden, una delle prime bandiere americane) in una tonalità scura di grigio in modo da essere poco visibile nello sfondo nero; proprio per questo i fan hanno iniziato a chiamarlo «The Black Album».
Hetfield dichiara che non c’era un tema preciso, la copertina era tutta nera per non distrarre l’ascoltatore dalla musica.
Il 28 settembre del 1991 una data del tour promozionale fu a Mosca; l’evento è descritto come il primo concerto rock gratuito all’aperto in occidente nella storia sovietica in cui si stima vi furono 500.000 persone.
Il primo tour di supporto dell’album fu Wherever I May Roam, titolo di una
Viaggio per passione
La vita del tour è uno dei momenti più significativi di una famosa band. Il live è l’aspetto più amato dai fan, ma anche il più faticoso per un gruppo.
La vita da nomade per mesi e mesi costa molti sacrifici: lontananza dalla famiglia, spostamenti lampo nel giro di poche ore, prove, concerti e fatica.
Proprio di questo ci parla il brano «Wherever I May Roam», in cui il cantante esprime il suo vivere girovagando, quasi come un vagabondo.
Le parole del testo parlano di uno “spirito libero” che racconta il suo vagabondare tra le strade del mondo.
Ma questo girovagare è passione, è musica, è vita.
...And the earth becomes my throne
Wherever I May Roam
I adapt to the unknown
Under wandering stars I’ve grown
...And the road becomes my bride
I ask no one
I have stripped of all but pride
...And my ties are severed clean
So in her I do confide
The less I have, the more I gain
And she keeps me satisfied
Off the beaten path I reign
Gives me all I need
Rover, wanderer
...And with dust in throat I crave
Nomad, vagabond
Call me what you will
Only knowledge will I save
To the game you stay a slave
But I’ll take my time anywhere
I’m free to speak my mind anywhere
Rover, wanderer
And I’ll never mind anywhere
Nomad, vagabond
Call me what you will
I’m free to speak my mind
And I’ll take my find anywhere
But I’ll take my time
anywhere
Carved upon my stone
Free to speak my mind
My body lie, but still I roam
anywhere
Wherever I may roam
And I’ll redefine anywhere
«Ovunque io vaghi»
La strada diventa come la sposa del protagonista, perché si sente un tutt’uno con essa.
Egli si è spogliato di tutto per dedicarvisi (ha lasciato la sua vita da ragazzo comune per donarsi interamente alla musica), tranne dell’orgoglio, che dev’essere sempre presente nella carriera di un artista e di un uomo.
E così egli confida in quella strada, in quello che ha da offrirgli giorno per giorno, provvedendo ai suoi bisogni e dandogli tutto ciò che possa servire per affrontare quella vita da vagabondo.
L’unica cosa importante è la “conoscenza”: sapere di che “gioco” e vita l’artista è schiavo, questa è l’unica cosa che conta davvero, ed egli la desidera fortemente per non sentirsi spaesato.
Italiano: Giuseppe Ungaretti
Arte: Gauguin
Discipline turistiche: Viaggi a domanda