Estratto del documento

Ars oratoria

In che modo i grandi uomini hanno aggirato i comuni mortali.

War is peace

Freedom is slavery

Ignorance is strength.

Antonio Raffaele La Forgia. VG

Ars oratoria

Indice

Pag. 1 - 2: Saggio sull’argomento.

Pag. 3 - 12 Extra: Arte

  • Inglese
  • Tedesco
  • Francese
  • Italiano
  • Filosofia
  • Biologia
  • Storia
  • Latino

- Pag. 14: Crediti.

Ars oratoria

(La parola e la manipolazione della mente umana). In che modo i "grandi" uomini hanno aggirato i comuni mortali.

Nascita e formazione dell'uomo esperto nel parlare

Che la parola sia diventata importantissima nella vita dell'uomo è evidente, basta vedere come quest'ultima è usata nella politica per farsi un'idea dell'utilità di essa. Il primo a parlarci di quest'arte fu Cicerone. L'eloquenza contribuì all'ascesa di Cicerone per il titolo di homo novus (ricordiamo la sua frase "cedant arma togae") e il Retore ne delineò i caratteri fondamentali nel De Oratore. Così veniamo a conoscenza di chi è realmente l'oratore, di cosa bisogna e come deve usufruire di questa dote. Il Vir Bonus così è: "colui che, qualsiasi sia l'argomento da trattare con la parola, saprà parlare con prudenza, ordine, eleganza e buona memoria ma anche con un po' di dignità gestuale". Come si configura l'elocutio ciceroniana allora? Cicerone la divide in un primo momento in soli 3 stili: esile o tenue, medio o temperato, elevato o sublime. L'oratore deve così scegliere il suo stile in base all'argomento del discorso, dell'uditorio al quale si rivolge e delle circostanze della performance. Inoltre l'oratore, in rapporto allo stile scelto, deve saper probare, persuadere con rigore argomentativo, delectare, ossia intrattenere piacevolmente il pubblico, e flectere, cioè indurre gli ascoltatori a provare determinati sentimenti durante l'argomentazione. La retorica ciceroniana si divide in ulteriori 5 atti, ossia inventio, che consiste nella catalogazione degli argomenti da sfruttare durante l'orazione, dispositio, che consiste nell'ordinare gli argomenti trovati ed ordinarli in modo coerente e ordinato; elocutio, che conferisce dignità di stile e lingua. Infine ci sono la memoria e l'actio, rispettivamente alla capacità di ricordare i punti dell'orazione e alla performance della stessa. Ovviamente la scuola ciceroniana ha avuto un'impronta notevole nella vita di qualsiasi uomo che sceglie di tentare la fortuna nella vita forense e Quintiliano, ai tempi, assimilò meglio di chiunque altro gli insegnamenti di Cicerone dando il suo contributo alla formazione del perfetto vir bonus. Quintiliano, primo a gettare le radici della pedagogia, si interrogava però sul come evitare che l'eloquenza venisse usata per scopi amorali, associando così l'eloquenza ad un uomo malvagio, senza scrupoli. Essendo il vir bonus colui descritto da Cicerone, doveva anche esistere la sua antitesi, ossia il vir malus. Se l'oratoria doveva essere impiantata nel giovane virtuoso come si doveva evitare che quest'arte venisse usata per scopi amorali e strettamente personali? Da un'educazione "giustamente rigida" il futuro oratore svilupperà la sua personale tecnica attraverso gli insegnamenti del maestro. Alla base di una buona educazione c'è un buon rapporto tra retore e allievo. Seguono, come diceva Cicerone, la memoria e l'actio. L'actio questa volta è anche intesa come capacità di imitare il proprio insegnante e da qui la prima lieve diramazione con Cicerone. Un giusto insegnante conosce l'aspetto caricaturale del mestiere e dovrà evitare che l'educazione del fanciullo non sarà certamente incline al male. Il virgulto crescerà, ovviamente, e metterà a frutto i suoi insegnamenti nel bene e, nel peggiore dei casi, nel male. Così, facendo un lungo passo in avanti per arrivare ad oggigiorno, è possibile iniziare a parlare di come la parola influisce sulla quotidianità di noi uomini.

Uso e abuso di Ars oratoria

Nella nostra era un fattore importante è quella che si chiama "cultura pop", fatta di perle di saggezza hollywoodiane e non solo. Thank you for smoking, di ovvia produzione oltreoceanica, è un film che tratta di oratoria e moralità moderna, non a caso il protagonista svolge il lavoro di lobbista (uno dei lavori più recenti che si possa svolgere nel mondo). Tra le tante citazioni che potrei fare, una è veramente necessaria. "Se argomenti in modo giusto, non hai mai torto". Cosa potrebbe essere più giusto di questo? La nostra "Maestra di vita" ci ha insegnato che i più grandi uomini, recentemente esistiti soprattutto, si sono serviti di questo metodo per aggirare il loro sistema. Potrebbe sembrare scontato parlare di uomini che hanno allietato le nostre giornate con libri e belle parole ma non è questo il punto. Quando il Vir malus, il dominatore, prese piede nel mondo, iniziarono le prime guerre "serie" (ammesso che una guerra possa definirsi più seria dell'altra) con conseguenze catastrofiche. Che Mussolini era abile nelle parole però, è innegabile.

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Sintesi

Tesina - Premio maturità 2008

Titolo: Arsoratoria - l'eloquenza a servizio del potere

Autore: Antonio Raffaele La Forgia

Descrizione: Un excursus sull'arte del parlare dal grande retore Cicerone a oggi.

Materie trattate: latino, inglese, francese, tedesco, filosofia, biologia, italiano, storia, arte.

Area: umanistica

Sommario

Nascita e formazione dell'uomo esperto nel parlare. Che la parola sia diventata importantissima nella vita dell'uomo è evidente, basta vedere come quest'ultima è usata nella politica per farsi un'idea dell'utilità di essa. Il primo a parlarci di quest'arte fu Cicerone. L'eloquenza contribuì all'ascesa di Cicerone per il titolo di homo novus (ricordiamo la sua frase 'cedant arma togae') e il retore ne delineò i caratteri fondamentali nel De Oratore. Così veniamo a conoscenza di chi è realmente l'oratore, di cosa ha bisogno e come deve usufruire di questa dote.

Il Vir Bonus così è: 'colui che, qualsiasi sia l'argomento da trattare con la parola, saprà parlare con prudenza, ordine, eleganza e buona memoria ma anche con un po' di dignità gestuale'. Come si configura l'elocutio ciceroniana allora? Cicerone la divide in un primo momento in soli 3 stili: esile o tenue, medio o temperato, elevato o sublime. L'oratore deve così scegliere il suo stile in base all'argomento del discorso, dell'uditorio al quale si rivolge e delle circostanze della performance.

Inoltre l'oratore, in rapporto allo stile scelto, deve saper probare, persuadere con rigore argomentativo, delectare, ossia intrattenere piacevolmente il pubblico, e flectere, cioè indurre gli ascoltatori a provare determinati sentimenti durante l'argomentazione. La retorica ciceroniana si divide in ulteriori 5 atti, ossia inventio, che consiste nella catalogazione degli argomenti da sfruttare durante l'orazione, dispositio, che consiste nell'ordinare gli argomenti trovati ed ordinarli in modo coerente e ordinato; elocutio, che conferisce dignità di stile e lingua. Infine ci sono la memoria e l'actio, corrispettivamente alla capacità di ricordare i punti dell'orazione e alla performance della stessa.

Ovviamente la scuola ciceroniana ha avuto un'impronta notevole nella vita di qualsiasi uomo che sceglie di tentare la fortuna nella vita forense e Quintiliano, ai tempi, assimilò meglio di chiunque altro gli insegnamenti di Cicerone dando il suo contributo alla formazione del perfetto vir bonus. Quintiliano, primo a gettare le radici della pedagogia, si interrogava però sul come evitare che l'eloquenza venisse usata per scopi amorali, associando così l'eloquenza ad un uomo malvagio, senza scrupoli.

Essendo il vir bonus colui descritto da Cicerone, doveva anche esistere la sua antitesi, ossia il vir malus. Se l'oratoria doveva essere impiantata nel giovane virgulto come si doveva evitare che quest'arte venisse usata per scopi amorali e strettamente personali?

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