Estratto del documento

Liceo scientifico “A. Vallisneri”

Indirizzo linguistico

Classe 5LD

Tesina

Anglicismi? “No problem, my dear”

Federica Bagni

Anno scolastico 2015/16

Anglicismi? “No problem, my dear” 1

Indice

............................................................3

Introduzione

Cos’è un anglicismo..........................................................4

1. Anglicismi in italiano dal Medioevo al primo Novecento ..........4

1.1 Gli

Gli anglicismi in italiano dal secondo Novecento ad oggi ....................

1.2 5

Gli pseudoanglicismi.................................................................6

1.3 italiana.................................................................6

1.4 Gli effetti sulla lingua

2. “Morbus anglicus”: l’invasione della lingua inglese.......................... 7

2.1 Il ruolo della stampa nella diffusione degli anglicismi......................7

2.2 Il dibattito dei linguisti: “puristi” e “antipuristi”............................ 9

2.3 La lotta contro i forestierismi in epoca fascista.... ......................11

Francia e Cina..............................................................12

2.4 Interventi a favore della lingua in Italia,

................................................................. 13

3. Conclusioni .................................................................15

4. Bibliografia

Anglicismi? “No problem, my dear” 2

Introduzione

Di fronte a quello che succede ormai in ogni angolo del mondo, l’italiano non fa certo eccezione: anche da noi l’influenza dell’inglese è da tempo un fenomeno vistoso che ha una parte non piccola nel caratterizzare la lingua contemporanea e nel determinarne le sorti.

In altre parole, assistiamo alla sempre più crescente pressione degli anglicismi che si diffondono a macchia d’olio nei linguaggi tecnici e nei gerghi giovanili, ripetuti in modo martellante dalla pubblicità o sui giornali: i termini inglesi sono apprezzati e ricercati per la loro immediatezza nell’esprimere un concetto, per la loro brevità ed intelligibilità.

Data l’importanza di questo fenomeno, ho deciso di farne l’oggetto della mia tesina di maturità, dove intendo sfatare ogni mito legato alla progressiva preoccupazione dell’opinione pubblica riguardo la rapida diffusione di termini inglesi nella nostra lingua.

nell’Oxford

Basti pensare che nel Webster e Dictionary gli italianismi raggiungono il 4% senza che ciò susciti alcuna preoccupazione, mentre gli anglicismi, nei nostri dizionari, raggiungono appena il 2%.

Nella prima parte della mia tesina mi soffermo sull’aspetto storico-linguistico dell’anglicismo, delineando la diffusione di termini inglesi dal Medioevo fino ad oggi e presentando gli effetti di quest’ultimo sulla lingua italiana.

Nella seconda parte, mi focalizzo sul ruolo della stampa riguardo la diffusione degli anglicismi nella nostra lingua, essendo il mezzo di comunicazione scritto per eccellenza, quest’ultima

evidenziando come è stata la fautrice di tanta terminologia nuova in Italia.

A partire dal Novecento, infatti, la stampa inizia a diffondere la terminologia inglese e, dal dopoguerra ad oggi, insieme ad altri mezzi di comunicazione, tale divulgazione continua a subire un notevole incremento. I termini inglesi, nella stampa, sono apprezzati per la loro immediatezza e brevità nell’esprimere un concetto.

Delineo anche il delicato dibattito dei linguisti riguardo l’ “invasione” di termini inglesi nella nostra lingua, accennando i più importanti: Arrigo Castellani, Giovanni Nencioni e Tullio de Mauro.

Infine, approfondisco un importante aspetto della nostra storia che non dobbiamo dimenticare, ovvero, presentando i severi

l’autarchia linguistica del regime fascista,

provvedimenti legislativi presi dal regime per

“ripulire la nostra lingua dalla gramigna

delle parole straniere che hanno invaso e guastato ogni campo”, come scriveva la

“Gazzetta del Popolo di Torino”.

Anglicismi? “No problem, my dear” 3

Capitolo 1

Cos’è un anglicismo

voce o frase dell’idioma inglese; ovvero una

Il termine anglicismo significa «una maniera di parlare». Si tratta di una parola, locuzione o costrutto proprio della lingua inglese, importato in un’altra lingua, sia nella forma originale (per esempio, blue jeans, sandwich, week-end), sia adattato foneticamente.

Il termine compare alla metà del XVIII secolo, quando la cosiddetta “anglomania” riscuoteva grande successo in Francia e andava contagiando tutta l’Europa, per poi manifestarsi anche in Italia attraverso un interesse crescente per le parole inglesi.

1.1 Gli anglicismi in italiano dal Medioevo al primo Novecento

Fino alla metà del Settecento, oltre a mancare il termine che li indicasse, anche gli anglicismi erano piuttosto rari. Nel Medioevo sono attestate alcune parole dovute ai rapporti commerciali con l’Inghilterra: dall’inglese sterlini (1211), costuma («dogana», customs); in epoca rinascimentale voci relative alla vita politica e alla società inglese in relazioni di ambasciatori, viaggiatori o in opere storiche.

Solo dal Settecento l’inglese esercitò un’influenza sempre più incisiva. La rivoluzione industriale, il nuovo sistema politico consolidatosi dopo la guerra civile del 1642 con le istituzioni parlamentari, il mito della rivoluzione americana ed il crescente prestigio culturale e militare dei paesi anglosassoni, hanno via via alimentato un generale sentimento di ammirazione nei confronti della Gran Bretagna e degli Stati Uniti.

Inoltre, nel XVIII secolo diversi intellettuali italiani soggiornano in Inghilterra e la lingua inglese, prima considerata barbara, viene rivalutata e studiata, se ne scopre la letteratura, se ne traducono i capolavori, la si impara per diletto, per essere al corrente, per necessità commerciali: lo comprovano le tante edizioni e ristampe di grammatiche inglesi destinate a italiani.

E’ sempre in quest’epoca che compaiono i primi consistenti nuclei di anglicismi: un settore particolarmente ricco è quello dei termini della vita politica e sociale che, a

1

parte pochi casi (club, pamphlet, humour), sono rappresentati da calchi facilmente integrabili.

Nel corso dell’Ottocento, col diffondersi della stampa, l’influenza dell’inglese si fa più capillare e, oltre al linguaggio politico (leader, meeting) interessa anche la vita mondana (dandy, fashion, festival), i nomi di abiti e stoffe, di mezzi di trasporto navali, la terminologia ferroviaria ed anche i nomi di cibi e bevande (brandy, gin, whisky, rostbif adattamento di roastbeef e curry).

1 I calchi fai

sono una trasposizione di modelli sintattici e lessicali da una lingua a un’altra (ad esempio, rispetto all’inglese

da te do it yourself).

Anglicismi? “No problem, my dear” 4

A cavallo fra Otto e Novecento sono interi settori del lessico che si sviluppano sotto la spinta del modello inglese: dall’economia (boom, business, copyright) a diverse scienze e tecniche nuove, come quelle dei trasporti (yacht, bus, clacson), della radio e del cinema (cast, film, set, vamp).

Si pensi in particolare alle terminologie di sport che cominciano a praticarsi adesso, dal al calcio (goal, cross, offside), al tennis, al pugilato (ring, knock-out). Abbondano anche i termini riferiti alla vita quotidiana, al costume sociale, alle professioni (barman, boss, gangster, shopping, snob).

1.2 La lingua inglese dalla seconda metà del Novecento ad oggi

Se fino agli anni Quaranta la lingua inglese era conosciuta quasi solo per il commercio e veniva studiata da una cerchia non molto ampia di persone colte, negli ultimi decenni quest’ultima riesce a diventare un formidabile strumento comunicativo nelle relazioni politiche e diplomatiche fra Stati, nelle grandi organizzazioni internazionali, nella comunicazione interpersonale fra parlanti di lingue diverse, negli scambi legati alla vita culturale e alla ricerca scientifica.

L’inglese viene impiegato sempre di più come una sorta di esperanto mondiale, adattandosi così bene a questa sua funzione da semplificarsi e rimodellarsi per favorire la massima comunicatività.

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Sintesi

Introduzione anglicismi, tesina

Questa tesina di maturità tratta degli anglicismi. Di fronte a quello che succede ormai in ogni angolo del mondo, l’italiano non fa certo eccezione: anche da noi l’influenza dell’inglese è da tempo un fenomeno vistoso che ha una parte non piccola nel caratterizzare la lingua contemporanea e nel determinarne le sorti. In altre parole, assistiamo alla sempre più crescente pressione degli anglicismi che si diffondono a macchia d’olio nei linguaggi tecnici e nei gerghi giovanili, ripetuti in modo martellante dalla pubblicità o sui giornali: i termini inglesi sono apprezzati e ricercati per la loro immediatezza nell’esprimere un concetto, per la loro brevità ed intelligibilità.

Data l’importanza di questo fenomeno, ho deciso di farne l’oggetto della mia tesina di maturità, dove intendo sfatare ogni mito legato alla progressiva preoccupazione dell’opinione pubblica riguardo la rapida diffusione di termini inglesi nella nostra lingua. Basti pensare che nel Webster e nell’Oxford Dictionary gli italianismi raggiungono il 4% senza che ciò susciti alcuna preoccupazione, mentre gli anglicismi, nei nostri dizionari, raggiungono appena il 2%.

Nella prima parte della mia tesina mi soffermo sull’aspetto storico-linguistico dell’anglicismo, delineando la diffusione di termini inglesi dal Medioevo fino ad oggi e presentando gli effetti di quest’ultimo sulla lingua italiana. Nella seconda parte, mi focalizzo sul ruolo della stampa riguardo la diffusione degli anglicismi nella nostra lingua, essendo il mezzo di comunicazione scritto per eccellenza, evidenziando come quest’ultima è stata la fautrice di tanta terminologia nuova in Italia.

A partire dal Novecento, infatti, la stampa inizia a diffondere la terminologia inglese e, dal dopoguerra ad oggi, insieme ad altri mezzi di comunicazione, tale divulgazione continua a subire un notevole incremento. I termini inglesi, nella stampa, sono apprezzati per la loro immediatezza e brevità nell’esprimere un concetto.

Delineo anche il delicato dibattito dei linguisti riguardo l’ “invasione” di termini inglesi nella nostra lingua, accennando i più importanti: Arrigo Castellani, Giovanni Nencioni e Tullio de Mauro. Infine, approfondisco, nella mia tesina, un importante aspetto della nostra storia che non dobbiamo dimenticare, ovvero, l’autarchia linguistica del regime fascista, presentando i severi provvedimenti legislativi presi dal regime per “ripulire la nostra lingua dalla gramigna delle parole straniere che hanno invaso e guastato ogni campo”, come scriveva la “Gazzetta del Popolo di Torino”.

Collegamenti

Anglicismi, tesina

  • Italiano - Giacomo Leopardi, pensiero tratto dallo Zibaldone che data l'11 maggio 1821.
  • Storia - Il fascismo, ma ho approfondito, nella mia trattazione, l'autarchia linguistica del regime.
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