Estratto del documento

I. P. S. I. A.

Battipaglia (SA)

“E. Ferrari”

Classe: V A T.I.E.

Anno: 2008/2009 Fabio De Nigris

Alunno:

Indice delle materie e degli argomenti presentati

Letteratura

  • Caratteri generali del Novecento letterario in Europa
  • Decadentismo
  • Gabriele D’Annunzio

Storia

  • La nascita del movimento fascista
  • Il regime fascista in Italia

Elettronica

  • I mezzi trasmissivi
  • Le linee in cavo

Sistemi

  • Le reti locali di terminali e di centraline telefoniche
  • Il progetto Arpanet
  • I tipi di reti

Lingua straniera: Inglese

Conductors

  • -

Educazione fisica

  • Lo sport

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Letteratura

Caratteri generali del Novecento letterario in Europa

La storia e la cultura del Novecento europeo ebbe inizio con la crisi del Positivismo.

Il Positivismo aveva respinto ogni vuota astrazione della metafisica e aveva valorizzato la posizione privilegiata della conoscenza scientifica e sperimentale, concepita come l’unica forma legittima di conoscenza della realtà realistica e percepibile. Il Positivismo diffuse l’idea base secondo cui tutto ciò che non è comprensibile e provabile con gli strumenti della scienza, non è sicuramente vero o addirittura non esiste.

Il Positivismo o neo-illuminismo entrò in crisi per due motivi principali:

  • Primo motivo: i conflitti sociali all’interno degli stati e i conflitti internazionali originati dall’imperialismo crearono un clima di enorme turbolenza e di instabilità politica e sociale.

Le lotte sociali portarono in Russia, sotto la spinta del Comunismo di Lenin, alla Rivoluzione del ’17. In Italia e in Germania, anche per contrasto allo stesso Comunismo, portarono alla nascita del Fascismo e del Nazismo.

  • Secondo motivo: sul piano scientifico, nuovi filosofi, scienziati e matematici definirono i limiti della scienza, infatti diedero alla scienza il solo compito di spiegare e di classificare i fenomeni naturali provocando il crollo delle certezze del positivismo. La scoperta dei limiti della scienza scatenò in generale la sfiducia nella ragione e un senso di inquietudine e di angoscia esistenziale.

La crisi del Positivismo portò ad una nuova prospettiva e ad un grande mutamento dello scenario letterario europeo aprendo la strada al Decadentismo.

Decadentismo

Il Decadentismo è una corrente letteraria che ebbe origine in Francia e si sviluppò in Europa tra gli anni Ottanta dell’Ottocento e il primo decennio del Novecento.

Nato in un’epoca di spinte materiali e intellettuali contraddittorie, che vide rinnovamento del sistema produttivo e stagnazione economica, repressione delle masse popolari e attenzione per la questione sociale, il decadentismo aveva radici filosofiche nelle correnti irrazionalistiche che, alla fine dell’Ottocento, convivevano con il razionalismo positivistico.

In netto contrasto con i processi di democratizzazione il Decadentismo aveva aspirazioni aristocratiche, che si esprimevano nel gusto estetizzante. Sul piano artistico l’estetismo si traduceva nella ricerca di raffinatezza esasperata ed estenuante, non di rado con incursioni nel mondo antico o in paesi lontani per attingervi la bellezza che mancava nel mondo circostante. D’altra parte l’idea della superiorità assoluta dell’esperienza estetica induceva l’artista a tentare di trasformare la vita stessa in opera d’arte, dedicandosi al culto della bellezza in assoluta libertà materiale e spirituale, in polemica contrapposizione con la volgarità del mondo borghese.

Il termine “decadentismo” (dal francese décadent) nacque con l’accezione negativa di “decadenza”, sentita come il declino non soltanto letterario di un’intera civiltà, e ancora prima di diventare il titolo di una rivista letteraria francese (“Le Décadent”, fondata nel 1886) era stato utilizzato dalla critica per definire l’opera di particolari scrittori che manifestavano un’insubordinazione al gusto e alla morale della borghesia, divenuta classe egemone e garante dello stato quo dopo l’esaurirsi della spinta rivoluzionaria del 1848.

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Il romanzo di Joris-Karl Huysmans intitolato (1884) fu considerato il manifesto del decadentismo.

Controcorrente

Il romanzo racconta lo squisito stile di vita del protagonista, Des Esseintes, un sofisticato e perfezionista intenditore d’arte che vive in campagna isolato dal mondo. In Inghilterra Oscar Wilde costruì un personaggio altrettanto individualista nel (1891),

Ritratto di Dorian Gray

dove un cultore delle apparenze, innamorato della propria eccezionale bellezza, tenta di conservare per sempre la gioventù. L’elemento estetizzante è fondamentale anche nei Ritratti immaginari (1887) di Walter Pater. In ambito poetico, il movimento trovò dei precursori nei parnassiani, fautori in Francia di un classicismo estetizzante e di un’arte fine a se stessa, ed ebbe alcuni maestri riconosciuti: Baudelaire, Stéphane Mallarmé, teorico di una poesia simbolista pura e astratta, “perfetta”; Paul Verlaine, che nel 1873 rivendicò in un sonetto il fatto di essere egli stesso “l’Impero alla fine della decadenza”; e Arthur Rimbaud, incarnazione del “poeta maledetto”, che tradusse nelle sue forme più estreme l’opposizione alla società circostante. L’angoscia esistenziale fu il tema di fondo del Decadentismo, insieme al senso del mistero, al senso della solitudine e all’estremo individualismo. Nel Decadentismo il senso del mistero fu di natura unicamente contemplativa e il poeta aveva la funzione di “veggente”, ovvero di esploratore del mistero e dell’inconscio.

In Italia, dove la trasformazione economica in senso capitalistico avvenne in ritardo e in modo repentino, il decadentismo non assunse il carattere radicale e dirompente che ebbe nella vicina Francia. Diversa fu la concezione della figura del poeta, il quale mantenne una funzione di guida culturale della società, al contrario di quanto avvenne in Francia, dove Mallarmé riconobbe nell’isolamento la condizione dell’artista, costretto ai margini di una “società che non gli permette di vivere”. Esemplare fu la figura di Gabriele d’Annunzio, poeta e letterato, ma anche uomo pubblico e straordinario precursore della moderna società dello spettacolo (si pensi al gesto clamoroso del suo volo su Vienna, con il lancio di volantini tricolori), il quale, rimarcando la superiorità dell’intellettuale, si atteggiava a vate e condottiero degli spiriti più nobili e arditi della nazione.

Anche all’interno dell’industria culturale l’estetismo seppe trovare in Italia un suo spazio, affermandosi grazie a spettacolari manifestazioni e soprattutto oculate operazioni editoriali. Il suo centro fu Roma, dove l’editore Angelo Sommaruga fondò l’elegante rivista “Cronaca bizantina” (1881-1885); altrettanto importanti per la diffusione del decadentismo furono successivamente “Il Convito” (1895-96), anch’essa romana, e la più longeva rivista fiorentina “Il Marzocco” (1896-1932). I maggiori scrittori decadenti furono, oltre a D’Annunzio (principale animatore della “Cronaca bizantina” e del “Convito”), Pascoli e Fogazzaro. D’Annunzio rovesciò l’elemento aristocratico tipico del decadentismo in spettacolo da offrire al pubblico, in parte da recitare a beneficio delle masse, e lo fece creando anzitutto il mito di se stesso, l’intellettuale più celebre e chiacchierato dell’epoca in Italia. La poesia di D’Annunzio, che teneva conto soprattutto delle esperienze francesi, divenne in breve il modello di riferimento (sia in positivo sia in negativo) della generazione di poeti contemporanea e di quella successiva. La sua sensibilità straordinaria investiva il mondo dei sentimenti, quello della natura e quello dell’arte, e la sua affascinante scrittura, ricca e suggestiva, ne costituiva la più appropriata traduzione in termini letterari.

La poesia di Giovanni Pascoli rappresentava un felice tentativo di sprovincializzazione in senso simbolista, fondato su una realtà locale molto individuata, anche linguisticamente. Il poeta possedeva una sensibilità che gli permetteva di entrare in contatto con il mondo che egli cantava senza mediazioni razionali o intellettuali. Nella sua poesia creava una magica sintonia usando termini molto precisi, anche di uso comune, versi spezzati e interrotti, e operando una ricerca sul suono che voleva ridare la suggestione degli oggetti di tutti i giorni e degli ambienti modesti che erano la base della sua ispirazione.

Il tentativo di conciliare la scienza con la fede cattolica fu un motivo importante delle opere e del pensiero di Antonio Fogazzaro, che si interessò anche di occultismo e magia, tendenza, questa, contrastata dalla Chiesa, fino alla presa di posizione ufficiale rappresentata dall’enciclica Pascendi Dominici Gregis del 1907 contro il movimento modernista. Quello di Fogazzaro fu comunque un cattolicesimo irrequieto, che conviveva con una sensibilità a tratti morbosa. Le donne dei suoi romanzi sono spesso nervose ai limiti della malattia, instabili e volubili, impossibili da comprendere fino in fondo e perciò affascinanti. Fu proprio la componente religiosa a dare profondità alla rappresentazione del fascino femminile, l’emozione della tentazione inconfessabile ad alimentare la costruzione di personaggi come Marina di Malombra (1881) o Violet del Mistero del poeta (1888).

Gabriele D’Annunzio

Nella figura letteraria di Gabriele D’Annunzio sono raccolti tutti gli elementi delle arti poetiche del Decadentismo.

Gabriele D’Annunzio (Pescara 1863 - Gardone Riviera, Brescia 1938), frequentò a Prato il prestigioso Collegio Cicognani; giovanissimo, esordì con la raccolta di poesie Primo vere (1879), ben accolta dalla critica: finito il liceo giunse perciò a Roma preceduto da una certa notorietà negli ambienti culturali.

Grazie a Edoardo Scarfoglio frequentò il mondo del giornalismo e fece vita di società, collaborando a varie testate. Come cronista mondano fu molto apprezzato dal pubblico, e la sua popolarità crebbe ulteriormente quando venne pubblicato il secondo libro di poesie, Canto novo (1882), che arricchiva il linguaggio carducciano, già utilizzato per la raccolta d’esordio, di una solare e corporea vitalità, sempre sorretta da un registro alto. Nel 1883 apparve Intermezzo di rime, attorno al quale si accese una polemica giornalistica per i temi trattati, giudicati scandalosi. Un sensualismo e un erotismo di chiara impronta decadente, che accosta figure squisite a immagini deformi e corrotte, pervade anche la raccolta Isaotta Guttadàuro ed altre poesie (1886), mentre con le Elegie romane (1892) D’Annunzio si riaccostò ai modelli classicisti di Carducci. Del 1893 è il Poema paradisiaco, che mostra toni ulteriormente smorzati e, con una più decisa apertura alle moderne esperienze europee, accoglie le suggestioni del simbolismo. Intanto D’Annunzio aveva dato avvio alla produzione in prosa. I racconti di questo periodo vennero pubblicati in seguito con il titolo Novelle della Pescara (1902), un libro in cui il verismo è sapientemente mescolato a una sensibilità decadente. Nel 1889 fu pubblicato il romanzo Il piacere: protagonista ne è Andrea Sperelli, un giovane aristocratico che ama l’eleganza e l’arte; il suo estetismo lo porta a trascurare la vita pratica a favore di un’egoistica e distruttiva idealizzazione dell’amore e della vita sotto il segno del bello, e così travolge non solo le sue amanti ma anche se stesso.

D’Annunzio cercò di trasferire il suo gusto estetizzante anche nella vita, coltivando l’eleganza e indulgendo al gesto clamoroso. Si sposò molto giovane, dopo una fuga d’amore, ed ebbe una vita sentimentale intensissima, costellata di numerose amanti. Adorava circondarsi di raffinate opere d’arte e conduceva una vita dispendiosa che lo portò a indebitarsi. Proprio per sfuggire ai debiti si trasferì nel 1891 a Napoli, dove rimase fino al 1894 mantenendosi soprattutto grazie alla collaborazione con il quotidiano della città, “Il Mattino”.

Con il racconto Giovanni Episcopo (1891) e il romanzo L’Innocente (1892; da quest’opera il regista Luchino Visconti trasse un film nel 1976) D’Annunzio diede di nuovo prova di saper assorbire e rielaborare con straordinaria rapidità i più vari modelli espressivi. Le raccolte poetiche maggiori sono del 1903-1904: con i primi tre libri (Maia, Elettra, Alcyone) delle Laudi del cielo del mare della terra e degli eroi si sarebbero misurati i poeti italiani delle successive generazioni. Soprattutto nel primo libro D’Annunzio, recuperando il mito greco, si autocelebra “poeta vate”, eroe superomistico della rinascita dell’umanità, mentre con Alcyone, al quale appartengono le famosissime liriche La sera fiesolana e La pioggia nel pineto, viene ripreso il tema, già preannunciato nel Canto novo, dell’immedesimazione panica del poeta con la natura.

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Dal 1898 visse a Settignano (Firenze) nella villa La Capponcina, vicina alla residenza di un’ennesima donna amata, la celebre attrice Eleonora Duse, con la quale ebbe un’intensa relazione rispecchiata senza molto pudore nel romanzo Il fuoco (1900). La vicinanza della Duse fece sì che D’Annunzio intensificasse l’attività teatrale: durante la loro relazione scrisse nel 1899 La città morta e La Gioconda, ma il meglio del suo teatro è costituito dalle tragedie Francesca da Rimini (1901), La figlia di Iorio (1904) e La fiaccola sotto il moggio (1905).

Nel 1910, quando i creditori riuscirono a sequestrargli la villa e gli arredi, D’Annunzio emigrò in volontario esilio in Francia, dove continuò a scrivere. Visse a Parigi quattro anni. Sin dalla fine dell’Ottocento aveva registrato appunti e ricordi, costituendo così la base per le prose raccolte nelle Faville del maglio (1928), la prima delle quali fu stampata sul “Corriere della Sera” nel 1911. In esse si esprime una vena memorialistica che culminerà nel Notturno (ultimato nel 1921), opera di uno scrittore non più “magnifico” ma ripiegato su se stesso, alla quale sarebbero seguite, nel 1935, le Cento e cento e cento e cento pagine del libro segreto.

Tornato in Italia nel 1915, tenne altisonanti e violenti discorsi a favore dell’intervento in guerra e si impegnò personalmente in ardite azioni belliche. Dal 1921 alla morte visse sul lago di Garda, a villa Cargnacco, trasformata progressivamente nel Vittoriale, una sorta di monumento a se stesso e a futura memoria: il luogo più elevato del parco ospita infatti il mausoleo che lo scrittore fece edificare per farvi riporre le proprie spoglie. In Italia, dove D’Annunzio fu celebrato come eroe e artista nazionale dal regime fascista, venne realizzata un’imponente edizione nazionale delle sue opere (42 volumi); nel 1937, già famoso anche all’estero, fu nominato presidente dell’Accademia d’Italia.

Nell’opera di D’Annunzio la vita dell’autore e la letteratura non solo si rispecchiano, ma l’esistenza privata diventa spettacolo per il pubblico, attirando sul poeta un interesse mai raggiunto da nessun autore italiano precedente e contemporaneo. In questo modo si spiega l’apparente paradosso per cui lo scrittore più popolare del tempo fu un artista aristocratico ed esclusivista. Un artista “inimitabile” anche grazie a gesta clamorose e avventurose come la Beffa di Buccari (incursione di MAS nella baia di Buccari, nel corso della quale D’Annunzio lanciò bottiglie che contenevano messaggi di scherno) e l’impresa di Fiume. Del resto, la modernità della sua sensibilità è provata da altri fatti: non solo D’Annunzio fu tra i primi a interessarsi di cinema, ma molti si rivolsero a lui per battezzare prodotti commerciali (la penna Aurora o il liquore Aurum), grandi magazzini (la Rinascente), fatti, questi, che denotano una precoce sensibilità “pubblicitaria”.

D’Annunzio lasciò in eredità al Fascismo i suoi schemi esteriori, la mancanza di senso storico, il disprezzo per il lavoro umile, ma i rapporti tra il Duce e il poeta, secondo la testimonianza del noto giornalista Indro Montanelli, furono difficili al punto da definire che entrambi “non si amarono mai,…”.

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Storia

La nascita del Fascismo

fascismo

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Sintesi

Tesina - Premio maturità 2009

Titolo: 900

Autore: De Nigris Fabio

Descrizione: La tesina è basata principalmente sul Novecento.

Materie trattate: Italiano, storia, sistemi, elettronica, ed. fisica, inglese

Area: Umanistica

Sommario:

Letteratura

  • Caratteri generali del Novecento letterario in Europa
  • Decadentismo
  • Gabriele D'Annunzio

Storia

  • La nascita del movimento fascista
  • Il regime fascista in Italia

Elettronica

  • I mezzi trasmissivi
  • Le linee in cavo

Sistemi

  • Le reti locali di terminali e di centraline telefoniche
  • Il progetto ARPANET
  • I tipi di reti

Lingua straniera: inglese

  • Conductors

Educazione fisica

  • Lo sport
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