Tesina maturità 2018: 5 spunti sulla paura

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Di Redazione

Il tema della paura può essere affrontato in diverse maniere, seguendo molteplici spunti.
Qui di seguito troverai alcune idee che potranno esserti d’aiuto per impostare la tua tesina di maturità, anche in base alle materie a cui si andranno a collegare. Fai una bella figura alla maturità 2018!

5. La paura come arma di potere

Prima di tutto bisogna fare una distinzione tra la paura personale e la paura politica.
La paura personale è un prodotto della nostra psiche e ha uno scarso impatto al di fuori di noi stessi.
La paura politica può, invece, avere ripercussioni più vaste: è in grado di determinare le politiche di un governo, portando nuovi gruppi al potere ed escludendone altri, creando nuove leggi o abrogandone altre.
Per questo motivo la paura rappresenta lo strumento politico per eccellenza. Ma, da cosa deriva questo grande terrore, in grado di condizionare ampiamente le nostre vite?
Non si tratta solamente di timore nel veder ferire il proprio benessere collettivo ma bensì di timore della libertà. Per capire meglio questo concetto basta citare le parole del maestro spirituale Osho: “Esiste una sottile paura della libertà, per cui tutti vogliono essere schiavi. Tutti, naturalmente, parlano della libertà, ma nessuno ha il coraggio di essere davvero libero, perchè quando sei davvero libero, sei solo. E solo se hai il coraggio di essere solo, puoi essere libero.” Questo porta così , molte volte, la gente a credere che si viva meglio sotto un’autorità che sembra fare il nostro bene, senza pensare a ciò di cui si ha davvero bisogno, accettando quello che ci viene imposto. Ne sono un esempio i regimi dittatoriali che, nonostante tutto, hanno avuto un forte impatto sull’ideologia della società.

4. La paura espressa tramite le diverse forme artistiche

Terrore e orrore domineranno nella letteratura, come nelle arti figurative, dell’età romantica, descrivendo i tormenti profondi di un “io” dissestato, diviso e crudelmente chiuso in se stesso, tramite l’utilizzo del doppio,del demoniaco e dell’attraversamento della soglia tra reale e irreale. Alcuni tra i più importanti scrittori a trattare questa tematica saranno Hoffman, Mary Shelley e Edgar Allan Poe
Secondo la scrittrice Ann Radcliffe, come anche per gli autori successivi, l’orrore era il puro male, mentre, il terrore era un avvertimento alla veglia.

3. La paura secondo il singolo e la paura secondo le masse

Primo Levi narra dell’orrore dei campi di concentramento, vissuto da lui in prima persona, in un periodo di terribili guerre. La paura e le disgrazie vissute dal singolo contrapposte alla paura generale, dovuta ad un periodo buio ed oscuro, pieno di conflitti.

2.La paura alla base delle discriminazioni razziali

Recenti studi hanno confermato la teoria secondo cui all’origine degli stereotipi razziali ci sia la “paura sociale”.
Le ricerche si sono basate sullo studio del comportamento di alcuni bambini affetti dalla sindrome di Williams. La loro condizione genetica, infatti, li rende affettuosi e amichevoli in modo insolito, diventando così immuni alla paura degli altri: la “paura sociale”.
I bambini non affetti dalla sindrome, a differenza degli altri, mostrano i tipici stereotipi molto marcati, sia rispetto al sesso che alla razza.

1. La paura legata alle catastrofi naturali

La paura è un sentimento legato estremamente anche alle catastrofi naturali, quali terremoti e tsunami. Queste calamità, oltre a mettere in pericolo le vite di molte persone, distruggendo e radendo al suolo case e città, provocano in loro un grande shock, dandogli la sensazioni di non potersi più sentire al sicuro, in nessun luogo . Per capire ciò è sufficiente citare le parole di Charles Darwin in merito al terremoto[b/] avvenuto in Cile nel 1835: “Un violento terremoto distrugge all’istante le concezioni più radicate; il mondo, simbolo naturale di tutto ciò che è solido, si era mosso sotto i nostri piedi come una scorza su un liquido; è bastato un secondo a insinuare nella mente un’idea di insicurezza più forte di quella che si può maturare un molte ore di riflessione”.

Giada Fortunato

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