Il viaggio come evasione e conoscenza
Si può dire che il viaggio è da sempre considerato come fonte di svago e un mezzo attraverso cui conoscere nuove culture. È quello attraverso cui il tempo si sospende, l’uomo perde per un momento la consapevolezza di se stesso, si allontana dal suo ruolo nella società sentendosi libero. È anche visto come momento di crescita, di esperienza, che ci arricchisce ogni volta che si incontra qualcosa di nuovo durante il cammino.
In questo percorso quindi viene analizzato questo tema sotto vari punti di vista.
Innanzi tutto si può considerare Freud poiché attraverso il sogno, che è ciò su cui si basa la sua opera più rappresentativa, L’Interpretazione dei sogni, ogni individuo riesce ad evadere e ad allontanarsi dalla realtà in cui vive per viaggiare verso un mondo solo a lui noto.
Infatti il sogno è l’espressione distorta di un forte desiderio represso, nascosto nell’inconscio cioè nella parte più profonda di noi stessi che nessuno conosce, il quale emerge solo quando la cosiddetta censura si indebolisce durante il sonno e permette a questo desiderio di emergere, anche se parzialmente, ed arrivare alla coscienza.
È una sorta di viaggio eseguito dal sogno dalla profondità di noi stessi fino alla coscienza.
Allo stesso modo Baudelaire, esponente principale del Simbolismo francese, per sfuggire alla realtà in cui vive e in cui non si riconosce, propone come soluzione proprio il viaggio, come afferma nella sua poesia L’Invitation au voyage.
Infatti qui parla di un viaggio immaginario che gli permette di guardare verso un mondo diverso da quello in cui vive, fatto di bellezza e amore e non di corruzione, e descriverlo per questo con colori caldi invece che con il nero, con il quale rappresenta la realtà.
Nonostante ciò, Baudelaire affermerà che neanche il viaggio è una via di liberazione dal dolore e soprattutto dallo spleen perché è un’esperienza momentanea. L’unica soluzione sarà l’arte.
Un altro autore che utilizza il viaggio come evasione dalla realtà che schiaccia l’uomo con le sue basate sul conformismo e sul materialismo tipici del periodo della Beat Generation in America alla quale appartiene lo stesso autore, è Kerouac il quale nella sua opera principale, On the road, parla del proprio viaggio per tutta America insieme al suo amico Neal Cassady alla ricerca della propria identità che gli è stata tolta da questa società.
Collegamenti
Viaggio: la strada è la vita, percorso
- Italiano: Giovanni Pascoli - Italy
- Storia: Viaggio di Kruscev negli Stati Uniti nel 1959
- Filosofia: Sigmund Freud - L'Interpretazione dei sogni
- Spagnolo: Juan Ramón Jiménez - El viaje definitivo
- Inglese: Jack Kerouac - On the road
- Francese: Charles Baudelaire - L'invitation au voyage