Maturità, formulario allo scientifico: giustizia o scorciatoia?

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Di redazione

Piccolo segnale di giustizia sociale o aiuto eccessivamente grande? È tutta una questione di punti di vista. Per una volta, alla vigilia della maturità, a tenere banco non sono le solite cose: tracce, commissari, simulazioni, ripasso, crediti e quant’altro. Non si parla di come saranno gli esami ma di come potrebbero essere. Il fatto che presto – dall’estate 2019 – la maturità cambierà parzialmente formula ha spinto molti ad avanzare le proprie proposte di modifica. Tra queste ce n’è una che si trascina da anni ma che negli ultimi mesi si è ingigantita più di altre (forse anche a dismisura): introdurre il formulario di matematica nelle prove scritte.

Formulario alla maturità, questione di giustizia?


È il vero nervo scoperto degli studenti del liceo scientifico. Per loro più che una proposta è una questione di principio. Sembrano chiedere: perché gli altri maturandi possono avere un appiglio a cui aggrapparsi se sono in difficoltà con la seconda prova scritta (quella d’indirizzo, che allo scientifico quasi 10 volte su 10 è proprio di matematica) mentre noi dobbiamo affrontare il compito senza nessuna ‘arma’ all’infuori della nostra memoria? Al liceo classico, ad esempio, si può portare il dizionario di latino o di greco (a seconda della materia uscita) per aiutarsi nello svolgimento della versione. Al linguistico, si può portare il vocabolario in lingua. Tutti gli altri indirizzi hanno una qualche forma di supporto. Tutti tranne quelli dello scientifico.

Un "bignami" in seconda prova


Così hanno pensato alla soluzione perfetta: introdurre una sorta di bignami contenente tutte le decine di formule studiate negli anni precedenti, da applicare per risolvere i problemi di matematica (ma, eventualmente, anche quelli di fisica). In modo tale che, durante la prova, gli studenti devono concentrarsi solamente sui passaggi logici richiesti dalla tracce senza dover ‘occupare’ spazio nella loro testa per ricordare a memoria teoremi, grafici ed equazioni. In fondo si sente dire spesso che l’importante è il ragionamento, che imparare a macchinetta le cose non aiuta ad impararle.

Movimento 5 Stelle pro - formulario


Si è mossa da queste premesse una crociata pro-formulario partita alla fine del 2016 e che ha visto in prima linea, alleati, studenti e professori di un liceo scientifico della provincia di Pistoia. Per chiamare a raccolta i ‘colleghi’ hanno pensato di lanciare una petizione online su Change.org in cui si spiegano nel dettaglio le ragioni che li hanno spinti ad avanzare una richiesta del genere. Sembrava la solita provocazione. Ma qualcuno li ha presi sul serio: un gruppo di deputati del Movimento 5 Stelle che ha portato la questione in commissione Cultura alla Camera, sotto forma d’interrogazione alla ministra dell’Istruzione. I pentastellati non sono nuovi a operazioni spot per ingraziarsi l’opinione pubblica, in questo caso di tantissimi studenti (immaginiamo perlomeno) quasi tutti quelli dello scientifico. Anche se non è detto.

Formulario allo scientifico = compendio di grammatica al classico


Siamo davvero sicuri che siano tutti d’accordo se, a forza di fare pressioni, l’obiettivo venisse raggiunto? Non sarebbe un provvedimento troppo sbilanciato da una parte? Qualcuno potrebbe obiettare che il formulario di matematica non renderebbe più equo l’esame ma semplicemente troppo facile. Altri potrebbero dire che gli ‘scientifici’ già hanno le calcolatrici, più che sufficienti per risolvere qualsiasi problema (ovviamente se si ha la giusta preparazione). Altri ancora si potrebbero lamentare che, se s’introduce il formulario, allora perché non fornire la grammatica latina e greca a quelli del classico; più o meno sarebbe la stessa cosa. S’innescherebbe un crescendo di pretese e veti incrociati tra studenti, una guerra fra poveri per chi deve avere il trattamento migliore. Si farebbe prima a chiedere il 6 politico per tutti.

Niente da fare


Bisogna farsene una ragione: allenare la mente ha un ruolo ancora centrale nel percorso di formazione dei ragazzi. L’avvento di Internet ha fatto crescere la generazione Z con il mito del ‘presto e subito’, con l’abitudine di avere tutte le risposte a portata di clic senza doversi sforzare di ricordare. La memoria è un patrimonio inestimabile, lasciarselo ‘rubare’ così, volontariamente, sarebbe un vero peccato. Ma, almeno per il momento, non c’è pericolo. Per la cronaca: il ministero dell’Istruzione ha rispedito al mittente l’iniziativa dei Cinquestelle. E, in fondo, neanche gli studenti sono del tutto convinti che un formulario in più cambi davvero le cose; lo dimostra il fatto che i firmatari della petizione, dopo mesi, sono ancora sotto quota mille (obiettivo minimo dei proponenti). Nonostante il clamore della vicenda. Ci sarà un motivo, o no?

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