Maturità 2019, Invalsi e Alternanza per l'esame: presidi contrari al rinvio

Andrea Carlino
Di Andrea Carlino

Dopo l'approvazione del Senato, il decreto Milleproroghe, all'esame della Camera proprio in questi giorni, prevede novità importanti in materia di alternanza scuola lavoro e di prove Invalsi per gli studenti di scuola superiore.

Il decreto differisce dal 1° settembre 2018 al 1° settembre 2019 il termine di entrata in vigore delle disposizioni del decreto legislativo n. 62/17 in base alle quali, per l’ammissione alla maturità, a partire dall’a.s. 2018/2019, sarebbero stati necessari, rispettivamente, la partecipazione, durante l’ultimo anno di corso, alle prove a carattere nazionale predisposte dall’INVALSI, volte a verificare i livelli di apprendimento in italiano, matematica e inglese e lo svolgimento di attività di alternanza scuola-lavoro nel secondo biennio e nell’ultimo anno di corso per 400 ore negli istituti tecnici e professionali e per 200 ore nei licei (o, per i candidati esterni, di attività ad esse assimilabili).

Gli emendamenti sulle prove Invalsi e sull’alternanza scuola-lavoro puntano a modificare un percorso già avviato in precedenza e a rinviare di un anno l’efficacia di alcune disposizioni, contenute nel d.lgs. 62/2017. Per partecipare alla maturità 2019, non sarebbe più necessario il possesso di tali requisiti, contrariamente a quanto previsto dal testo originale del d.lgs. 62 stesso.


Le critiche dei Dirigenti scolastici

Non mancano, però, le voci critiche, come ad esempio quella dei dirigenti scolastici. Dura nota dell'Anp: "Un eventuale differimento dell’obbligo di partecipazione al test INVALSI e all’alternanza scuola-lavoro, sarebbe un evidente segnale negativo e ridarebbe fiato agli oscurantisti, sempre diffidenti del progresso” dichiara Antonello Giannelli, presidente dell'associazione. L'Anp è inoltre fermamente convinta della validità formativa dell’esperienza di alternanza scuola-lavoro, pacificamente praticata all’estero, ed è favorevole all’introduzione di adeguate garanzie per assicurarne la qualità".

Il ministro Marco Bussetti tira dritto

In un'intervista rilasciata a La Repubblica, il ministro dell'Istruzione, Marco Bussetti, non sembra dar conto alle critiche: "Le prove Invalsi vanno bene per misurare alcuni parametri, ma non possono essere valide per l’ammissione alla maturità. L'Alternanza scuola-lavoro è importante, le commissioni potranno valutarlo come esperienza nel corso dell’esame, ma farla diventare centrale non mi piace, non è così che la voglio. In liceo classico, ad esempio, è giusto parlare di più del latino e greco, caratterizzante il corso che dell'esperienza in azienda".

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