10 tips per i maturandi che si iscriveranno all'università

Andyb3105
Di Andyb3105

maturità

Ricordo quando, nel lontano duemilaehm, mi accingevo a sostenere l’esame della vita, la Maturità.
Ricordo l’ansia, ricordo la paranoia per la terza prova di fisica e l’ancor più profonda “strizza” per l’orale di matematica (sì, non sono mai stata un fenomeno nelle materie scientifiche).
Ricordo i corridoi pieni di banchi equidistanti e i professori che controllavano che i nostri occhi fossero fissi sui fogli (rigorosamente i nostri, di fogli).
Ricordo la scrivania piena di libri con il sole che bussava alle finestre, ricordo la ricerca forsennata di quell’accento che mancava per leggere il testo di greco in metrica, ricordo gli stratagemmi per ovviare ai vuoti di memoria.
Ricordo i miei compagni di classe nella stessa situazione, e il fatto che essere tutti sulla stessa barca ci facesse sentire un po’ più forti.

Dopo la fine del primo esame serio, quello attraverso cui “ti guadagni” il fatto che gli altri ti diano del Lei, mi sono iscritta all’università. E qui mi sono confrontata con tutta un’altra serie di esami: gli esami di profitto prima, la discussione della tesi poi. E, dopo aver vissuto entrambe queste fasi, mi prodigo a mostrarti le differenze tra gli esami universitari e l’esame di maturità. Adesso, fai un respiro profondo e… cominciamo!

#10 l’esame contro gli esami
La più ovvia delle differenze è, appunto, che l’Esame di Maturità ha una portata totalmente diversa sulla tua vita di uno studente rispetto agli esami universitari: per questo, mentre l’esame di maturità ti sembra un colosso insormontabile, un gigaquiz su tutte le materie che ti costringe a ripassare la vita di Plinio il Vecchio e la poetica del fanciullino, che cambierà il corso della tua vita in un modo che nemmeno ti immagini, che ti farà diventare grande e, appunto, “maturo” (beh, questo almeno nelle aspettative), gli esami universitari si susseguiranno uno dietro l’altro, sempre seguendo lo stesso filone ma estrinsecandosi in diverse materie. Ognuno di essi sarà solo un tassello per raggiungere un risultato più ampio, e allo stesso tempo costruirà una materia che verrà “messa nel cassetto” una volta che l’esame sarà superato.

Anche tu sarai esattamente così quando sarai uno studente universitario sotto esame:

#9 Le vacanze: sessioni d’esame versus preparazione
La preparazione della maturità costa fatica, soprattutto perché mentre tu sarai in casa a maledire Leopardi e la Ginestra, gli altri saranno al mare a divertirsi e inizieranno a frequentare le feste in spiaggia. L’unica festa, per te, sarà quella del Sabato del Villaggio. Ma non disperare, maturando: il peggio deve ancora venire, e prende nome di sessione estiva. Mentre gli altri (si, i soliti che vanno al mare e alle feste in spiaggia) si sollazzano al sole come otarie spiaggiate, tu, bianco capodoglio arenato sulla scrivania, starai preparando i tuoi esami per la sessione estiva, ripetendo, facendo schemi, cercando di ottimizzare al meglio il tempo per rispettare la tua tabella di marcia. Di base, poco cambia dalla preparazione della maturità, non fosse che la sessione estiva dura fino a fine luglio e riprende a settembre.

#8 La quantità
Come scrivevo prima, la quantità degli esami è un fattore indice della differenza tra esame di maturità ed esami universitari. Una declinazione di questa differenza risiede però nella mole specifica di ogni esame: mentre l’esame di maturità può sembrare molto più ampio, perché concerne TUTTE le materie trattate durante l’anno, gli esami universitari potrebbero sembrare più ridotti, perché, ovviamente, riguardano solo una materia per volta: questo ragionamento però è un po’ troppo semplicistico, e non tiene in considerazione due fattori di influenza. Il primo è il fattore crediti: durante il percorso universitario capirai cosa sono, in quanto il credito formativo universitario (o CFU) ha un miliardo e mezzo di definizioni ma nessuna ne spiega il contenuto in modo tanto completo quanto il primo confronto con gli esami. Ti renderai conto, ad esempio, che ci sono esami universitari che potrebbero doppiare con facilità tutto quello che hai dovuto studiare per la maturità (basti pensare ad Anatomia per chi studia Medicina). Un altro fattore determinante è lo studio pregresso: l’esame di maturità verte su argomenti, fisiologicamente parlando, già affrontati nel corso dell’anno scolastico, che hai dovuto studiare in precedenza e che adesso ti tocca solo ripetere. Nel confrontarti con gli esami universitari, invece, gli argomenti che dovrai studiare saranno spesso nuovi anche se avrai frequentato le lezioni. Per capire meglio questo concetto, però, proseguiamo.

#7 La varietà
Per l’esame di maturità avrai da ripassare storia, matematica, italiano e biologia… Insomma, la tua preparazione dovrà essere a tutto tondo in relazione alle materie che caratterizzano il tuo corso. L’Università, e questo in maniera anche tautologica, ti porta a prendere “una solo strada”, e questo implica che nel tuo percorso gli esami che affronterai avranno, bene o male, una matrice comune.

#6 La preparazione
La preparazione alla maturità dura tutto l'anno, partendo dal pressing psicologico degli insegnanti che già a settembre cominciano con il mantra “ricordati che giugno arriva presto, eh!”. Come già sottolineato, in vista dell’esame dovrai prevalentemente ripassare argomenti trattati durante l’anno.

La preparazione degli esami universitari varia invece a seconda dei CFU, ma può andare da meno di un mese a sei mesi in media. Durante questo periodo, frequenterai lezioni, cercherai di stare al passo coi contenuti spiegati in classe, studierai, farai schemi e ripeterai un numero indefinito di volte.

#5 La durata
La durata dell’esame di maturità sembra essere infinita: quattro giorni di agonia pura, con picchi di angoscia all’occorrenza della terza prova e nell’attesa dell’estrazione della lettera alfabetica da cui partiranno gli orali.
La durata di un esame (orale) universitario oscilla tendenzialmente tra i 15 e i 30 minuti. L’esame consiste, di solito, di tre domande, in relazione alle quali verrà data una valutazione sulla tua preparazione in trentesimi. Il voto minimo per la sufficienza è il 18.

#4 L’importanza
L’importanza della Maturità è enorme, ed è legata ad un numero indefinito di fattori: segna la fine di una esperienza e di una fase della tua vita, indica l’inizio di una nuova era, pone davanti a nuove scelte, dà la percezione che tutto, dopo la fine degli orali e l’esposizione dei quadri, cambierà.
L’esame universitario è una tacca sul bastone. Certo, avrai materie che sentirai più tue, professori che stimerai particolarmente e con cui vorrai fare bella figura, ma alla fine sono solo strumenti per raggiungere il fine ultimo della laurea. Tuttavia ogni esame è una cosa a se stante rispetto agli altri, e ogni esame ti servirà per costruire il professionista (o, in senso lato, la persona) che sarai un giorno: non ha senso quindi architettare stratagemmi per “barare”all’esame universitario, perché in questo contesto l’interesse ad approfondire la conoscenza di una materia è innanzitutto tuo.

#3 L’ansia
L’ansia, purtroppo, è sempre la stessa: se sei una persona ansiosa, il forte senso di inadeguatezza ti accompagnerà come alla maturità così a tutti gli esami universitari, sebbene le motivazioni saranno diverse: la maturità è il primo passo verso la vita da adulto, l’esame di profitto è una mini partita a scacchi tra te e il professore/assistente: 15 minuti per dimostrare quanto vale il tuo studio (e visto che è estremamente difficile scindere tra “la tua preparazione accademica” e “la tua persona”, spesso le due, purtroppo, si confondono), per arricchire il tuo curriculum di un’altra spunta in un altro campo.

#2 "Rifiuta il voto?"
Differenza essenziale, la possibilità della seconda chance: mentre la maturità si consuma in un unico, lungo, “o la va o la spacca”, il fattore culo che permea gli esami si riduce un po’ negli esami universitari grazie alla possibilità di rifiutare il voto ricevuto per poter sostenere l’esame una seconda volta. Questa scelta va valutata bene, anche se tendenzialmente si ha a disposizione poco tempo per effettuarla, visto che spesso tornare sullo stesso argomento per un periodo che varia da un mese in su, magari dovendo sottrarre tempo allo studio delle altre materie, logora. Quindi prima di andare a dare un esame, conviene sempre fare un po’ di autoanalisi, cercando di rispondere a questa domanda: sono preparato abbastanza?

#1 tesina versus tesi
La tesina delle superiori, che molti istituti hanno deciso di abolire, consiste in un percorso concettuale che lega, grazie a un argomento cardine, la maggior parte (o tutte) le materie. Costa fatica agli studenti che devono per la prima volta imbastire un progetto personale, soprattutto per la difficoltà di trovare legami forti tra le materie, attingendo dal programma.
Tendenzialmente, costituisce una parte dell’orale, e in alcuni istituti è il punto di partenza per le altre domande.
La tesi di laurea è tutta un’altra cosa: l’argomento cardine non deve essere un fil rouge tra le materie, ma il tema di un approfondimento critico, che servirà a dimostrare fino a che punto gli studenti sono in grado di sviluppare argomentazioni logiche e gestire le materie di cui si sono occupati per 3/5 anni. E’ un lavoro che va al di là degli argomenti studiati, visto che spesso approfondisce tematiche nuove.
In alcune facoltà (ad esempio quelle scientifiche), le tesi di ricerca sono proprio delle vere e proprie analisi di fatti, con raccolta di campioni, finalizzate alla dimostrazione delle proprie argomentazioni.


In ogni caso, pur sempre di esami si tratta: mettersi in gioco è alla base di entrambi, ed entrambe le categorie corrispondono al coronamento di un percorso costato fatica, impegno, scleri e rinunce. Eppure, nonostante le imprecazioni e gli isterismi, una volta passati, saprai, nel tuo profondo, che ne è valsa la pena.

In bocca al lupo maturandi e universitari sotto esame!

Andrea Buticchi

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