Soluzione tema attualità su Leopardi e felicità: simulazione maturità traccia svolta

Giulia.Onofri
Di Giulia.Onofri
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Oggi martedì 19 gennaio i maturandi hanno affrontato per la prima volta la simulazione della prima prova scritta di italiano.
Noi di Skuola.net seguiremo passo passo la simulazione di prima prova maturità 2019 del 19 febbraio.

Simulazione di prima prova Maturità 2019, tema di attualità svolto su Leopardi e felicità: soluzione

Qui la soluzione del tema attualità tipologia C sulla felicità e Leopardi.
Cliccando su questo link trovi la traccia del tema di attualità tipologia C su felicità e Leopardi.

Tipologia C, tema attualit... by on Scribd

Traccia svolta tema di attualità svolto su Leopardi e felicità: simulazione maturità

PROPOSTA DI SOLUZIONE PER LA SIMULAZIONE PRIMA PROVA DI MATURITÀ 2019
TRACCIA: Italiano
ARGOMENTO: Prima Prova scritta – Esempio Tipologia C - Riflessione critica di carattere espositivo-argomentativo su tematiche di attualità, G. Leopardi, Zibaldone di pensieri, in Tutte le opere, a cura di W. Binni, II, Sansoni, Firenze 1988, p. 4518,3.

A cura di Angela Giuliano
Insegnante di Italiano su Skuola.net Ripetizioni

Nello Zibaldone di Leopardi trovano spazio, come se fosse una moderna struttura ipertestuale, riflessioni molteplici legate l’una all’altra con una serie di rimandi che richiedono un esercizio critico da parte del lettore che è chiamato a costruire il suo cosmos attraverso rimandi e notazioni.
La citazione qui proposta focalizza l’attenzione su un tema molto sentito e a lungo indagato da filosofi, poeti e pensatori: la felicità. In un appunto iniziale dello Zibaldone il poeta sostiene, ripetendolo spesso anche in seguito, che “la felicità, considerandola bene, è tutt’uno col piacere” costituendo il piacere la sostanza ultima della felicità. Tuttavia non accontentandosi di questa

identificazione sottolinea come sia necessario ricorrere a “i mezzi, le occupazioni, la speranza, l’immaginarseli come gran beni a forza di assuefazione, di pensare ad essi e di procurarli”, quindi lo sforzo - da parte dell’uomo - di essere artefice della propria felicità.
Riecheggia in questa riflessione il motto quattrocentesco Homo faber fortunae suae, paradigma di un uomo artefice del proprio destino poichéé consapevole delle proprie potenzialità e quindi responsabilizzato in merito. La questione sempre viva delle ricerca della felicità, cammino antico dell’uomo di ogni tempo, pone interrogativi attuali: cos’è la felicità oggi? Un gran numero di follower, migliaia di visualizzazioni? Possiamo dirci felici, oggi, poiché basta avere a disposizione un dispositivo elettronico che permetta all’uomo di “fabbricarsi esso stesso de’ beni in tal modo” sentendoci artefici della nostra vita? La felicità, oggi, si misura in like. Una ricerca condotta presso la Carnegie Mellow University ha mostrato come le interazioni personali sul social network danno benessere e appagamento al pari di altre esperienze importanti quali il matrimonio o la nascita di un figlio.

Dagli esiti del lavoro, condotto su un campione di quasi 2000 utenti di Facebook distribuiti in 91 paesi, è emerso che coloro che si dicevano più felici e presentavano un maggior stato di benessere psicologico erano quelli che avevano realizzato più interazioni con gli amici più stretti. Ma quanto c’è di vero dietro questo tipo di appagamento? Quali obiettivi ci poniamo oggi per essere felici?
Diventare un influencer, avere un gran numero di visualizzazioni su Youtube, farsi un selfie con il vip di turno, essere taggati in un contenuto che ha grande visibilità. Guardandosi in giro e sullo schermo sono questi i desideri che ci fanno credere di essere felici. Dietro uno schermo vestiamo la nostra esistenza con filtri e sorrisi con i quali mascherare una nudità interiore di cui abbiamo vergogna. Si ha paura a mostrarsi come si è perché dobbiamo essere all’altezza, in continua concorrenza uniformandoci a discapito della nostra unica e irripetibile autenticità che viene nascosta e sabotata.
La rete ci connette e ci imprigiona. Hanno avuto grande risonanza le dichiarazioni di Sean Parker, ex presidente di Facebook, il quale ha affermato che Facebook “cambia letteralmente la relazione di un individuo con la società e con gli altri. E probabilmente interviene in modo negativo sulla produttività. Solo Dio sa cosa sta succedendo al cervello dei nostri piccoli”. Qual è allora la strada per essere felici oggi? L’arte di riuscire a fare un uso consapevole del nostro tempo e delle nostre potenzialità.
La consapevolezza di un’esistenza fatta di condivisioni e interazioni che ci riconnettano alla nostra vera realtà che è fatta anche di fragilità e immagini che non necessitano di filtri per ottenere consenso. La felicità è fatta di autenticità e in tal senso, quindi, dovremmo orientare la nostra ricerca.

Maturità 2019: novità della prima prova di italiano

Sebbene il tempo massimo previsto per completarla sia rimasto fisso a sei ore, la struttura delle tracce è stata rinnovata dalle riforme che saranno già operative dalla prossima Maturità 2019.
Dopo la decisione di eliminare il tema storico, il saggio breve e l’articolo di giornale, le tracce tra cui gli studenti oggi hanno potuto scegliere sono sette, ripartite in tre tipologie:
    2 tracce di analisi del testo (Tipologia A);
    3 tracce di testo argomentativo (Tipologia B);
    2 tracce per il tema di attualità (Tipologia C).

Maturità 2019: novità delle simulazioni

La tipologia A corrisponde all’analisi del testo. In questa traccia dopo il brano (è facile che appartenga al ‘900) segue una breve sintesi della biografia dell’autore per agevolare gli studenti nell’individuazione del contesto storico e letterario del tempo.
La prima cosa che è richiesta ai maturandi per verificare la comprensione di ciò che hanno letto, è l’elaborazione di un riassunto che sappia contenere i punti salienti del discorso e la risposta a domande sia sui contenuti che sulle forme stilistiche.
L’analisi si chiude infine con la stesura di un commento che contestualizzi il brano nel periodo storico e culturale del tempo e che sappia ampliare il discorso con diversi riferimenti letterari o comunque culturali.
La tipologia B è quella del testo argomentativo, diviso nella parte di analisi (con domande sia sul contenuto sia sulle scelte stilistiche) e di commento. Per fare bene quest’ultimo, in particolare, è necessario sviluppare proprie riflessioni personali arricchendole con spunti e collegamenti non solo con altre materie ma anche con altre forme di cultura e arte (come mostre, letture di libri o quotidiani, film ecc.).
Come indicato dallo stesso Serianni a dicembre scorso infatti, è ormai decaduta la tradizionale e statica distinzione fra tesi e antitesi per lasciare il posto ad un discorso il più ampio, ricco e consapevole rispetto a ciò che si studia e alla realtà in generale.
La Tipologia C è quella che sostiene invece il tema di attualità che deve comunque mantenere un carattere espositivo-argomentativo.
La trattazione deve essere ripartita in paragrafi sottotitolati, tutti racchiusi e unificati da un titolo centrale e primario posto ad apertura del tema.
Ovviamente, un pensiero critico capace di osservare e capire le nostre società contemporanee è alla base di questa tipologia di traccia.
Le tematiche di attualità al momento più discusse sono sicuramente l’immigrazione e la disoccupazione, ma ciò non esclude anche quelle relative all’io, alla percezione di sé stessi o dell’altro ecc. Basta pensare che nella simulazione di dicembre scorso, l’argomento centrale è stato uno di portata generale, relativo a “L’utopia del tempo libero”.


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20 novembre 2019 ore 15:30

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