I teoremi di Euclide
I
Teoremi di Euclide sono due. Vengono spesso utilizzati insieme al
Teorema di Pitagora, in quanto come quest'ultimo riguardano i
triangoli rettangoli e ad esso sono anche strettamente correlati.
Per poter comprendere l'origine dei due teoremi di Euclide, è necessario conoscere la definizione di
triangoli simili ed i criteri per poter accertare la similitudine tra due triangoli. Fatta questa doverosa premessa, veniamo all'enunciazione e alla dimostrazione dei due teoremi.
Primo teorema di Euclide:
Consideriamo il triangolo rettangolo
ABC, retto in
B. A partire dal vertice
B tracciamo l'altezza
BH rispetto all'ipotenusa
AC, come riportato in figura.
Figura (in allegato)
L'altezza
BH divide l'ipotenusa
AC in due segmenti:
AH e
HC, che sono rispettivamente la proiezione del cateto
AB e del cateto
BC sull'ipotenusa.
Suddiviso in questo modo il triangolo
ABC di partenza, consideriamo i due triangoli
ABC e
AHB. Entrambi sono triangoli rettangoli: uno in
B e l'altro in
H: il primo per definizione, mentre il secondo perchè
BH è perpendicolare ad
AC per costruzione, in quanto altezza rispetto ad
AC. Entrambi hanno inoltre in comune l'angolo con vertice in
A.
Poichè hanno due angoli con la medesima ampiezza, i due triangoli sono dunque simili per il
primo criterio di similitudine. Ricordiamo che due triangoli (o più in generale due figure geometriche) si dicono simili se hanno gli angoli corrispondenti uguali e se il rapporto fra due lati corrispondenti (cioè opposti agli angoli uguali) è costante. Detto in maniera leggermente differente, due triangoli (o due figure geometriche) si dicono simili se hanno la stessa forma senza necessariamente essere uguali.
Il primo criterio di similitudine fra triangoli afferma che due triangoli sono simili se hanno due angoli rispettivamente uguali.
Dalla definizione di triangoli (o figure geometriche) simili che abbiamo appena fornito, è possibile stabilire che:
[math] \frac{AC}{AB} = \frac{AB}{AH}= \frac{BC}{BH}[/math]
...in quanto lati corrispondenti dei triangoli
ABC e
AHB.
Oppure, scritto in maniera leggermente differente:
[math] AC: AB = AB: AH = BC : BH[/math]
Consideriamo soltanto la prima uguaglianza:
[math] AC: AB = AB: AH[/math]
Non c'è dubbio che questa sia una
proporzione.
AC e
AH (cioè l'ipotenusa del triangolo
ABC di partenza e la proiezione del cateto
AB su di essa) sono gli elementi
estremi della proporzione, mentre il cateto
AB è l'elemento
medio della proporzione, o, come si preferisce dire, è il
MEDIO PROPORZIONALE.
Ripetendo gli stessi ragionamenti fatti per i triangoli
ABC e
AHB anche per i triangoli
ABC e
BHC, si giunge alla conclusione che:
[math] AC: BC = BC: HC[/math]
Stavolta è il cateto
BC ad essere l'elemento
medio (o
MEDIO PROPORZIONALE) della proporzione.
Questo ci porta alla enunciazione del
PRIMO TEOREMA DI EUCLIDE, il quale afferma che: "
in ogni triangolo rettangolo ciascun cateto è medio proporzionale fra l'ipotenusa e la proiezione del cateto stesso sull'ipotenusa".
Utilizzazione del teorema:
Ricordando che: "
In ogni proporzione il prodotto dei medi è uguale al prodotto degli estremi", possiamo scrivere che:
[math] AB^2 = AC \cdot AH[/math]
oppure che:
[math] BC^2 = AC \cdot HC[/math]
Questa equazione ha un importante significato geometrico. Significa infatti che il quadrato costruito sul cateto
AB (o
BC) è equivalente al rettangolo che ha per lati l'ipotenusa e la proiezione del cateto stesso sull'ipotenusa. Tralasciando ulteriori spiegazioni e dimostrazioni a riguardo, ci limitiamo ad affermare che questa constatazione è un'ulteriore conferma (o se vogliamo anche "interpretazione") del teorema di Pitagora.
Queste due equazioni possono essere utilizzate quando:
1) Venga fornito il valore dell'
ipotenusa di un triangolo rettangolo e quello della
proiezione di uno dei suoi cateti su di essa, e si voglia determinare il valore di questo cateto. Risulta infatti che:
[math] AB = \sqrt {AC \cdot AH}[/math]
oppure che:
[math] BC = \sqrt {AC \cdot HC}[/math]
2) Venga fornito il valore di un
cateto di un triangolo rettangolo e quello della sua
proiezione sull'ipotenusa, e si voglia determinare il valore dell'ipotenusa stessa. Risulta infatti che:
[math] AC = \frac{AB^2}{AH}[/math]
oppure che:
[math] AC = \frac{BC^2}{HC}[/math]
L'altro cateto del triangolo potrà poi essere facilmente calcolato utilizzando il
Teorema di Pitagora.
Secondo teorema di Euclide:
Consideriamo nuovamente il triangolo rettangolo
ABC, retto in
B. A partire dal vertice
B tracciamo l'altezza
BH rispetto all'ipotenusa
AC, la quale lo divide in due triangoli rettangoli, che abbiamo detto essere
AHB e
BHC.
Figura (in allegato)
Poichè abbiamo stabilito precedentemente che questi due triangoli sono entrambi simili ad
ABC, dovranno necessariamente essere simili tra di loro. Il lato
AH viene così ad essere corrispondente a
BH,
BH ad
HC e
AB a
BC.
Dato che in due figure geometriche simili il rapporto tra lati corrispondenti è sempre lo stesso, è possibile scrivere che:
[math] \frac{AH}{BH} = \frac{BH}{HC}= \frac{AB}{BC}[/math]
Oppure, scritto in maniera leggermente differente:
[math] AH: BH = BH: HC = AB : BC[/math]
Consideriamo soltanto la prima uguaglianza:
[math] AH: BH = BH: HC[/math]
Questo ci porta alla enunciazione del
Secondo teorema di Euclide, il quale afferma che: "
in ogni triangolo rettangolo l'altezza relativa all'ipotenusa è media proporzionale fra le proiezioni dei cateti sull'ipotenusa".
Utilizzazione del teorema:
Ricordando nuovamente che: "
In ogni proporzione il prodotto dei medi è uguale al prodotto degli estremi", possiamo scrivere che:
[math] BH^2 = AH \cdot HC[/math]
Questa equazione può essere utilizzate quando:
1) Vengano fornite le
proiezioni dei due cateti sull'ipotenusa e si voglia determinare
l'altezza rispetto a questa. Risulta infatti che:
[math] BH = \sqrt {AH \cdot HC}[/math]
2) Venga fornito il valore dell'
altezza rispetto all'ipotenusa di un triangolo rettangolo e quello della
proiezione sull'ipotenusa di uno dei suoi cateti, e si voglia determinare il valore dell'altra proiezione. Risulta infatti che:
[math] AH = \frac{BH^2}{HC}[/math]
Una volta note queste quantità, è poi possibile determinare anche i lati del triangolo
ABC: l'ipotenusa sarà data dalla somma delle due proiezioni trovate, mentre i due cateti potranno essere trovati con il
Teorema di Pitagora, utilizzando l'ipotenusa e l'altezza rispetto all'ipotenusa.