Concetti Chiave
- Renzo, fuggito dalla folla e dai poliziotti, cerca di raggiungere Bergamo seguendo strade secondarie per evitare sospetti.
- In un'osteria a Gorgonzola, un mercante diffonde notizie su Renzo, esagerando il suo ruolo nella rivolta e attirando l'attenzione su di lui.
- La curiosità degli avventori dell'osteria riflette una critica di Manzoni verso la folla, che tende a diffondere versioni amplificate degli eventi.
- Renzo impara a non fidarsi degli altri, sviluppando una maggiore cautela e comportandosi in modo più astuto man mano che il suo viaggio prosegue.
- Il contrasto tra l'oste di Gorgonzola, più discreto, e quello de "La luna piena", evidenzia le diverse reazioni delle persone di fronte a situazioni di crisi.
La fuga di Renzo
Renzo, dopo essere uscito dalla folla che si era raggruppata intorno a lui, inizia a correre per allontanarsi il più possibile: quando crede di aver seminato i poliziotti, rallenta e chiede informazioni per andare a Bergamo. Nonostante questa prima richiesta è costretto ad informarsi una seconda e una terza volta perché non segue mai la via maestra per non destare sospetto. La terza volta chiede a una vecchia, dalla quale viene ospitato per una sosta, e che gli indica la via per dirigersi a Gorgonzola, un paese vicino al confine con lo stato Veneto.
L'incontro con il mercante
Arrivato a Gorgonzola, per mangiare e dormire un po', si ferma in un'osteria e si siede al tavolo, con l'intenzione, anche, di ascoltare i discorsi delle altre persone. A un certo punto arriva un mercante di Milano e inizia a raccontare agli avventori, per altro tutti suoi conoscenti, i fatti avvenuti i giorni precedenti e il giorno stesso a Milano. Trasportato dal suo discorso inizia a parlare anche di Renzo che ha svolto un ruolo importante in quanto oratore, arrestato e fuggito. In suo proposito il mercante dice anche, come frutto delle dicerie che passano di bocca in bocca, che Renzo, senza saperne il nome, aveva con se un fascio di lettere che testimoniavano il fatto che lui fosse uno dei capi degli organizzatori della rivolta, anche perché nell'osteria "La luna piena", dice, aveva parlato d'uccidere tutti i signori. Renzo, che già era preoccupato di non destar sospetti, a sentire queste parole chiede il conto, paga, aspetta che il mercante abbia finito di parlare, si alza e va via.
La prudenza di Renzo
Renzo riesce a capire che i poliziotti sapevano il suo nome perché gliel'aveva detto Ambrogio Fusella. Quello che non riesce a ricordarsi é con chi e di cosa avesse parlato dopo che Ambrogio Fusella fosse andato via.
Renzo, per non destare sospetti, ogni volta che gli viene indicata una strada egli ne segue una secondaria, cercando di costeggiare la principale, ma questo gli causa solo problemi perché non riesce ad arrivare a destinazione e perde tempo, percorrendo dodici miglia, ma allontanandosi da Milano solo sei miglia.
La curiosità degli avventori
Gli avventori dell'osteria vengono descritti come persone molto curiose che vogliono sapere che cosa è successo con numerose domande insistenti. Questo ci fa capire per l'ennesima volta che il Manzoni ha un giudizio negativo nei confronti della folla, in questo caso perchè è curiosa di sapere i fatti degli altri, e anche perché vengono confrontate la versione del mercante, che è il risultato del passaggio della voce attraverso la bocca di molte persone, e la versione vera dei fatti che abbiamo visto in diretta mentre avveniva.
Renzo, dopo tutte le avventure che gli sono capitate, ha imparato a non fidarsi di tutti perché ha visto il risultato di quando si è fidato di Ambrogio Fusella e gli ha detto il suo nome; ora cerca anche di non attirare l'attenzione, cosa che invece ha fatto ieri quando ha detto la sua opinione in strada: ed è proprio per questo che oggi non vuole dare nell'occhio.
L'oste di Gorgonzola mi sembra più discreto rispetto a quello de "La luna piena": a lui non interessa granché sapere chi sia Renzo, anche se è un forestiero mai visto prima.
Il mercante esagera quando parla di Renzo. Questa versione dei fatti esagerata non è frutto solo del mercante, ma dell'accumulo delle cose che ogni persona aggiunge alla storia che ha sentito, quando la racconta a qualcun altro.
Quando il mercante inizia a parlare di Renzo, l'agitazione già presente in lui prima, cresce tanto da indurlo ad andarsene senza neanche riposarsi.
I termini che conferiscono alla narrazione un tono favolistico sono:
-"Cammina, cammina; trova cascine, trova villaggi..."
-il fatto che chiede informazioni e ospitalità a una vecchia signora.
Il viaggio interiore di Renzo
Secondo me il viaggio interiore di Renzo, cioè quello di crescita, dipende dal suo viaggio reale, nel senso che più Renzo cammina, incontra persone, entra in posti nuovi e gli succedono nuove cose, più lui sviluppa la sua mente, diventa più furbo un po' alla volta; piano piano, da buono montanaro abituato alla gente del suo paesino, impara a comportarsi anche con la gente di città più maligna, crudele e sospettosa.
Domande da interrogazione
- Qual è il motivo della fuga di Renzo e come si comporta per evitare i poliziotti?
- Che ruolo ha il mercante di Milano nella storia di Renzo?
- Come si manifesta la curiosità degli avventori dell'osteria?
- Qual è l'evoluzione del carattere di Renzo durante il suo viaggio?
- In che modo il tono della narrazione contribuisce alla storia?
Renzo fugge per allontanarsi dai poliziotti e, per non destare sospetti, evita le strade principali, chiedendo informazioni più volte per raggiungere Bergamo, ma questo gli causa solo confusione e ritardi.
Il mercante racconta agli avventori dell'osteria di Renzo, esagerando il suo ruolo nella rivolta e diffondendo dicerie che lo identificano come uno dei capi, il che aumenta la preoccupazione di Renzo.
Gli avventori sono descritti come molto curiosi, ponendo domande insistenti sui fatti accaduti, il che riflette il giudizio negativo di Manzoni sulla folla e il modo in cui le voci si distorcono nel passaggio da persona a persona.
Il viaggio di Renzo non è solo fisico, ma anche interiore; man mano che incontra nuove persone e situazioni, diventa più astuto e impara a comportarsi con la gente di città, sviluppando una maggiore consapevolezza.
La narrazione ha un tono favolistico, evidenziato da espressioni come "Cammina, cammina" e dall'incontro con una vecchia signora, che conferiscono un'atmosfera di avventura e crescita personale a Renzo.