Concetti Chiave
- Il Vicario, dopo una cena insoddisfacente, si rifugia in soffitta per sfuggire alla folla minacciosa che lo accusa di tirannia.
- Renzo, nel tentativo di fermare la violenza, si oppone alla folla e agita le coscienze, ma attira su di sé l'attenzione del popolo.
- Antonio Ferrer, benvoluto dal popolo per aver abbassato il prezzo del pane, promette giustizia e il carcere per il Vicario, guadagnando supporto.
- Ferrer riesce a salvare il Vicario dal linciaggio, facendolo salire sulla sua carrozza mentre il popolo si scaglia in preda alla confusione.
- Il Vicario, in preda alla disperazione, decide di rinunciare alla sua carica e rifugiarsi in una grotta lontano dalla gente.
La Cena del Vicario
Il Vicario aveva appena finito la sua cena "biascicato senza appetito e senza pan fresco" e attendeva la fine di quella burrascosa giornata, ben lontano dal supporre quello che stava per toccare proprio a lui.
La Folla Minacciosa
Avvertito da qualcuno che la folla si avanzava, minacciando morte al "tiranno" e "all'affamatore" non seppe far altro che rifugiarsi in soffitta.
L'Intervento di Renzo
Renzo, che si trovava in mezzo alla folla scalmanata, per impedire il delitto che sembra ormai inevitabile, si mise a gridare: "Vergogna! Vogliamo noi rubare il mestiere al boia? come volete che Dio ci dia del pane, se facciamo di queste atrocità?". Certamente gli sarebbe andata a finir male, se, in quel momento due uomini che con una scala tentavano di entrare nel palazzo del Vicario attraverso una finestra, non avessero distolto da lui l'attenzione generale.
L'Arrivo di Antonio Ferrer
Approfittando della confusione, Renzo pensa ancora una volta di tornare al convento ad aspettare padre Bonaventura; ma proprio in quel momento, sta arrivando in carrozza Antonio Ferrer, amato dal popolo perché aveva ribassato il prezzo del pane. Ferrer si fa strada promettendo alla moltitudine pane e abbondanza e il carcere per il Vicario, e Renzo dà il suo aiuto per far avanzare la carrozza attraverso la folla.
La Fuga del Vicario
Ferrer riesce a far uscire dal palazzo, dietro di se, il Vicario, e lo fa salire in carrozza, continuando a tener a bada con parole melliflue il popolo che, avendo indovinato che cosa accadeva, urla, applaude, impreca nella confusione. Riesce così a portare in salvo al castello il Vicario che ripete disfatto: "Rassegnato la mia carica nelle mani di vostra eccellenza, e vo a vivere in una grotta, sur una montagna, a far l'eremita, lontano lontano da questa gente bestiale".
Domande da interrogazione
- Qual è il contesto della cena del Vicario e come si sente in quel momento?
- Come reagisce Renzo di fronte alla folla minacciosa?
- Qual è il ruolo di Antonio Ferrer nella salvezza del Vicario?
Il Vicario ha appena finito la sua cena, descritta come "biascicato senza appetito e senza pan fresco", e attende la fine di una giornata burrascosa, ignaro del pericolo imminente che lo attende.
Renzo, trovandosi in mezzo alla folla, cerca di fermare il delitto gridando contro la violenza, affermando che non possono rubare il mestiere al boia e che tali atrocità non porteranno a nulla di buono, ma la sua azione viene interrotta dalla confusione creata da due uomini che tentano di entrare nel palazzo.
Antonio Ferrer, amato dal popolo per aver abbassato il prezzo del pane, arriva in carrozza e promette al popolo pane e giustizia, riuscendo a far salire il Vicario sulla carrozza e portandolo in salvo, mentre cerca di placare la folla con parole dolci.