Ominide 1320 punti

Capito Settimo

Il padre Cristoforo, entrando nella casetta di Lucia, rivela col suo atteggiamento, prima ancora che con le sue parole, di non aver ottenuto nulla. Dice, però, di sperare ancora, perché tiene "già in mano un filo" per aiutarli e si raccomanda che il giorno dopo o Renzo o qualche altra persona fidata vada da lui al convento. Uscito il frate, Renzo si abbandona ad uno scoppio d'ira e si mostra deciso a vendicarsi qualunque costo. Lucia, atterrita, con le sue lacrime e Agnese col suo buon senso, cercano invano di farlo tornare in sé. Finalmente Lucia si getta in ginocchio davanti a lui, dicendo: "Che malo v'ho fatto, perché mi facciate morire?". Allora Renzo la rimprovera di non voler acconsentire al matrimonio di sorpresa e questa volta "precipitosamente" Lucia acconsente, per evitare le follie al suo promesso che, un po' più calmo, essendo ormai notte, si accomiata dalle donne. Al mattino seguente di buon'ora è di nuovo alla casetta per concertare con Agnese la "grand'operazione". Al convento viene mandato Menico "un ragazzetto di circa dodici anni, sveglio la sua parte", lontano parente di Agnese, perché prenda disposizioni da fra Cristoforo. Intanto don Rodrigo, irritato dall'intervento del frate, punzecchiato e schernito dal cugino conte Attilio, che già si mostra sicuro di avere vinto la scommessa, decide di far rapire Lucia. Chiamato il Griso, il capo dei suoi bravi, gli dice che "quella Lucia" deve essere nel palazzo il giorno dopo. Mentre concertano fra di loro il piano, il vecchio servitore che aveva promesso di tener informato fra Cristoforo, riesce a sapere "ciò che si doveva eseguir quella notte" e si dirige "in fretta in fratta al convento". In tutto quel giorno cose strane si vedono nel paese e perfino nella casa di Lucia: si aggirano lì intorno falsi mendicanti e forestieri mai visti. Calata la sera, Renzo cena con Tonio e Gervaso all'osteria, inusitatamente piena di "forestieri" arroganti, ma egli evita ogni questione per non rovinare il piano già in via d'esecuzione e, all'ave maria, va a prendere le due donne. Arrivati nei pressi della casa di don Abbondio, i promessi ed Agnese si nascondono, mentre Tonio e Gervaso bussano alla porta. Dapprima Perpetua, data l'ora, li voleva mandare via, ma, udito che Tonio intendeva "saldare il debituccio" disse di aspettare e chiuse la finestra. Agnese, fatto coraggio a Lucia "si mise a ciarlare con Tonio in maniera che Perpetua, venendo ad aprire, dovesse credere che si fosse abbattuta lì a caso, e che Tonio l'avesse trattenuta un momento."

Hai bisogno di aiuto in Riassunti Promessi Sposi?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email