Ominide 1320 punti
Capitolo Diciottesimo

Pochi giorni dopo il tumulto di Milano, giunge al Podestà di Lecco l'ordine di arrestare Lorenzo Tramaglino. Egli si fa accompagnare dal console alla casa di Renzo e, trovata la porta sprangata, la fa sfondare. Naturalmente, non c'era nessuno. Intanto la notizia arriva anche agli orecchi di padre Cristoforo e si viene a sapere che Renzo è sfuggito alle mani della giustizia: c'è chi pensa, però, che sia tutta una montatura creata da don Rodrigo per liberarsi del giovane. Quello se ne rallegra molto con il conte Attilio, che invitato il cugino a perseverare nell'impresa, parte per Milano, per liberarlo anche di fra Cristoforo con l'aiuto del conte zio. Il Griso, intanto, tornato da Monza, riferisce a don Rodrigo che Lucia è nel monastero protetta dalla Signora e che non esce mai dal convento. Questa notizia mette il diavolo addosso a don Rodrigo, infatti "un monastero di Monza, quand'anche non ci fosse stata una principessa, era un osso troppo duro" per i suoi denti. Sta quasi per abbandonare l'impresa, ma non vuole, perché "dandola vinta ad un villano e a un frate", ne scapiterebbe la sua dignità, cioè, la sua bella reputazione di prepotente. Allora pensa di rivolgersi a un tale, "le cui mani arrivavano spesso dove non arrivava la vista degli altri".
Frattanto anche al convento di Monza era giunta notizia del tumulto di Milano e del mandato di cattura contro Renzo; ma al tempo stesso padre Cristoforo aveva fatto giungere alla due donne una lettera in cui le confortava dicendo che Renzo era salvo nel Bergamasco e promettendo di scrivere loro ogni giovedì. Non vedendo poi giungere le missive promesse, Agnese decide di andare al paese e, giunta a Pescarenico apprende con sorpresa che fra Cristoforo è partito improvvisamente per Rimini, per ordine del padre provinciale. Era questo il risultato del viaggio che il conte Attilio aveva fatto a Milano. Infatti il conte zio del Consiglio segreto, ascoltata la storia, riveduta e corretta dal nipote Attilio, in cui fra Cristoforo era presentato come nemico personale di don Rodrigo e come amico di quel tale Lorenzo Tramaglino, che anche il conte zio conosceva per cattivo soggetto, aveva promesso la sua opera perché il frate fosse punito della sua audacia.
Hai bisogno di aiuto in Riassunti Promessi Sposi?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email
Consigliato per te
Come fare una tesina: esempio di tesina di Maturità