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Riassunto del II capitolo de "I Promessi Sposi"


Il secondo capitolo de I Promessi Sposi si apre con un paragone sulla notte passata da Don Abbondio e quella del principe di Condé. Quella del curato era stata un dormiveglia di ansiosi pensieri e incubi per il dramma subito il giorno precedente, mentre quella di Condé era stata una notte serena perché aveva già preso le sue decisioni. La mattina Don Abbondio decise che se voleva salvarsi doveva riuscire a guadagnare tempo, avrebbe potuto aspettare per altri due mesi. Renzo quella mattina non si fece attendere a lungo e tutto felice chiese al curato a che ora avrebbe celebrato il matrimonio. Don Abbondio cercò di girare intorno alla questione, esprimendosi in latino e parlando degli impedimenti che dovevano essere controllati. Renzo infuriato lasciò la casa e sceso in strada vide Perpetua. Lui era un ragazzo ignorante ma astuto e con delle vaghe affermazioni capì che sotto c’era dell’altro. Ritornò dal curato, questa volta deciso a sapere tutta la verità; ma dato che Don Abbondio non voleva dirgliela era arrivato al punto di minacciarlo con un coltello. Don Abbondio in quella situazione non sapeva cosa fare e, mettendo in relazione le due paure (quella che provava per Don Rodrigo e quella che nutriva per Renzo) e sentendo quest’ultima più pericolosa perché più vicina a lui, gli confessò tutto. Ancora più infuriato di prima Renzo, uscendo, non diede retta alle suppliche del curato di non dire niente a nessuno. Il giovane arrivò a casa di Lucia e le raccontò l’accaduto. Lucia incredula che Don Rodrigo fosse arrivato fino a questo punto mandò via le donne che stavano festeggiando con lei dicendo loro che il curato era ammalato e che il matrimonio era rimandato. Il capitolo si chiude con la curiosità delle donne che si recano a casa di Don Abbondio per sapere se veramente è ammalato.
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