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Capitolo I

Il primo capitolo dei Promessi Sposi si apre con una sorta di inquadratura dall'alto della città di Lecco che scende piano piano mentre il narratore descrive l’ambiente, il fiume Adda e il paese. La descrizione termina quando sulla strada vi è un uomo, Don Abbondio. Il curato passeggia
, come è suo solito fare, verso casa, ma inaspettatamente incontra due bravi, minacciosi scagnozzi. Da qui il narratore apre una parentesi sulle leggi dei bravi, secondo le quali viene stabilito il loro potere sul territorio. L’autore della vicenda si sofferma sulla questione del dominio spagnolo sull’intero territorio, secondo il quale i potenti sottomettono i più deboli, che non sono difesi in alcun modo dalla Giustizia. Il personaggio di Don Abbondio è una figura debole che pur di scappare dai soprusi ha scelto la vita da sacerdote e dunque uomo intoccabile.

Don Abbondio, intimorito, cammina verso i due uomini, che gli dicono di essere stati mandati dal crudele Don Rodrigo per comunicargli di non celebrare la futura richiesta di matrimonio che riceverà da un certo Renzo e da una certa Lucia.
Manzoni fa spazio ad un ulteriore digressione storica nella quale afferma le dure condizioni del seicento che rendono le persone più deboli e incapaci di reagire ai supplizi. Don Abbondio, infatti, sceglie la vita da sacerdote proprio per scappare dai potenti e vivere una vita tranquilla. Giunto a casa, dove lo attende la sua governante Perpetua, non regge la pressione e rivela alla donna insistente e preoccupata quanto accaduto e di quanto ciò lo turbi profondamente. La donna, saggia e paziente, gli consiglia di consultare e parlarne con qualcuno ma Don Abbondio non le da' ascolto e si ritira nelle sue stanze.
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