Indice
Il contesto e l’antefatto
Quando, terminato il colloquio con l’Innominato, il cardinale se ne va per celebrare la messa, Don Abbondio, lasciato solo con signore, attraversa un momento di grande imbarazzo. Vorrebbe rompere il ghiaccio, ma non sa che cosa dire e poi dubita che si sia convertito. Se si trova in questa situazione, è colpa di Perpetua che ha insistito affinché fosse presente a ricevere il prelato.Il viaggio e l’inizio del soliloquio
Finalmente si mettono in viaggio, la lettiga, tirata da due mule e ognuno dei due sulla propria. Passando dalla alla porta della chiesa spalancata, don Abbondio prova invidia e tristezza per gli altri parroci che stanno assistendo alla messa celebrata dal cardinale. Durante il percorso guarda sempre con attenzione colui che guida la lettiga poiché era conosciuto dal prelato e il fatto che non avesse un aspetto debole gli ispirava fiducia. Vorrebbe intavolare un discorso con l’Innominato tanto per tenerselo buono, ma a guardarlo, la voglia gli passa. Ecco che allora abbiamo il soliloquio, che ci fa capire con chiarezza i principi che regolano la sua vita.La frase che li riassume è questa: È un gran dire che tanto i santi come i birboni gli abbiano a aver l'argento vivo addosso... e tirarmi per i capelli ne' loro affari: io che non chiedo altro che d'esser lasciato vivere!»
Si scaglia contro don Rodrigo
Don Abbondio si scaglia contro i protagonisti della vicenda, accusandoli tutti della situazione in cui si sta trovando. A proposito di don Rodrigo, pensa: “«Quel matto birbone di don Rodrigo! Cosa gli mancherebbe per esser l'uomo il più felice di questo mondo, se avesse appena un pochino di giudizio?». In pratica, si chiede perché un uomo così ricco, si diletti a molestare le donne. Da vecchio celibe, don Abbondio non è mai molto tenero con i giovanotti che provano del tenere per il sesso femminile e non solo per chi “molesta” le donne” ma anche nei confronti di Renzo che pensa ad una sciocchezza (= il matrimonio) mentre lui ha cose assai più serie a cui pensare (= le minacce di don Rodrigo).Si scaglia contro l’Innominato
Se la prende anche con l’Innominato: prima ha seminato ovunque il terrore con i suoi atti scellerati e ora con la conversione è di nuovo al centro dell’attenzione, coinvolgendo anche lui in queste sue faccende private. Ritiene che la penitenza si può fare anche in casa, fra le quattro mura di casa, senza dare tanto spettacolo.Si scaglia contro il Cardinale
Infine è la volta del Cardinale. A quest’ultimo rimprovera, bonariamente, di essere stato troppo precipitoso nell’aprire le braccia all’Innominato. Un po’ più di calma e di pazienza non avrebbe fatto male. Questo è un po’ il nodi di pensare di tutto l’entourage del Cardinale che non ha mai condiviso il modo del prelato di fare carità.E poi aggiunge anche il concetto di “carità”, ma non per il peccatore pentito: per don Abbondio è bene che anche questa virtù sia esercitata con molta cautela, soprattutto nei confronti dei curati.