I personaggi minori dei Promessi Sposi

Ambrogio: è il sagrestano di don Abbondio. Durante la notte degli imbrogli suona la campana a martello e parla con gli abitanti del villaggio accorsi in aiuto al loro curato. Alla fine del romanzo è lui che conferma la morte di don Rodrigo, colpito dalla peste.
Badessa del convento di Monza: è la complice della monacazione forzata di Gertrude. Ricopre un ruolo determinante durante la cerimonia della richiesta
Bettina: è la ragazzina che Renzo incarica di portare un messaggio a Lucia
Cappellano crocifero: è colui che nelle processioni era incaricato di aprire il corteo portando la croce. Nel romanzo, fa parte del seguito del Cardinale Federigo Borromeo e istruisce Agnese e Lucia sul comportamento da tenere di fronte al prelato.
Carlandrea: è un compaesano di Renzo che ha notato il finto pellegrino (che non è altro che un bravo) che circolare per le stradicciole del paese
Cristoforo: è il maggiordomo di Ludovico; rimane ucciso in duello nell’intento di prestare soccorso al suo padrone. Ludovico, nel farsi frate, prende il suo nome e fa una donazione alla famiglia.
Fazio: è un frate laico cappuccino del conventi di Pescarenico. Cerca di opporsi al fatto che, contravvenendo alle regole, padre Cristoforo permette a Lucia di varcare la soglia del convento
Gervaso: è il fratello di Tonio, un pp’ sempliciotto che ha la funzione di testimone al matrimonio a sorpresa. Lo troviamo all’osteria insieme a Renzo e in casa di don Abbondio. Non riesce a trattenere il segreto del matrimonio a sorpresa, ne parla alla moglie e in breve il fatto è risaputo
Gli osti. Nel romanzo compaiono tre osti:
1) l’oste del paese natale di Renzo che finge di non ricordare gli avventori che hanno frequentato la sua bettola nella notte degli imbrogli
2) l’oste di Gorgonzola che risponde a Renzo con malizia
3) L’oste della Luna piena a Milano che riconosce uno sbirro nella guida che ha condotto Renzo fino a lui. Richiede le generalità a Renzo, mette a letto il giovane ormai ubriaco e il giorno successivo si presenta all’autorità per fare la sua deposizione.
Gli osti sono tutti personaggi con tanta esperienza e che cercano sempre di fare il proprio interesse, senza mai intromettersi nei discorsi degli avventori.
Il Griso: è il capo dei bravi di don Rodrigo. Nel capito VII veniamo a conoscere i suoi precedenti. Avendo ricevuto l’ordine di rapire Lucia, si occupa dei preparativi necessari per portare a termine il crimine. Guida i bravi nella casa vuota di Agnese ve riferisce al padrone che l’impresa è fallita. Molto devono a don Rodrigo, alle fine tradisce don Rodrigo ormai contaminato dalla peste. Anche lui muore del morbo.
Il Marchese: Il Marchese è il signore che sostituisce don Rodrigo, una volta che quest’ultimo è morto. Fa visita a don Abbondio e invita Renzo e Lucia a pranzo, dopo la celebrazione delle nozze.. Tuttavia egli consuma il pranzo insieme a don Abbondio e non con tutti gli altri e soprattutto con i festeggiati e Manzoni commenta questo particolare scrivendo che ci vuole più umiltà a mettersi alla pari degli umile che sotto di loro
Il Nibbio: anche lui è un bravo di don Rodrigo, ma occupa un posto più marginale rispetto al Griso. Viene inviato da don Rodrigo a Monza da Gertrude e si occupa di rapire Lucia. Dimostra di avere un lato umano perché esprime all’Innominato la sua compassione per Lucia.
Il sarto: il sarto del villaggio accoglie ed ospita Lucia. È una persona molto disponoibile che prova una grande ammirazione per il cardinale Federigo Borromeo. Ama leggere, anche se le sue letture sono quelle diffuse nei ceti più umili
Il vecchio servitore di don Rodrigo: è colui che accoglie padre Cristofero quando si reca al palazzotto di don Rodrigo. Promette al frate di rivelargli il piano del suo padrone ed è quello che fa nel capitolo VII, nonostante il grave rischio che ciò comportava.
L’amico d’infanzia di Renzo: Nel capito XXXIII, Renzo decide di passare dal paese natale per avere da Agnese notizie. Incontra don Abbondio che gli dà tutti i ragguagli: Lucia è a Milano, Agnese in Valsassina e di padre Cristoforo non si sa nulla. Molti paesani sono morti di peste. Addolorato, Renzo, decide di passare la serata da un suo amico d’infanzia che non vedeva da oltre due anni. Quest’ultimo era sull’uscio e dapprima scambia Renzo per Palin dei morti che lo tormentava sempre con la solita richiesta cdi aiutarlo a riesumare le salme. Poi lo riconosce e riserva a Renzo un’accoglienza molto festosa
La madre di Cecilia: Cecilia è la bambina morta di peste che la madre trasporta in braccio verso il carro dei monatti. Il passo è uno dei più suggestivi e conosciuti del romanzo. Essa non appare sconvolta, ma concentrata nel suo dolore e rassegnata. Un monatto dall’aspetto sinistri, si presenta davanti alla donna per toglierla il corpicino dalle braccia, ma lo fa in modo discreto e con rispetto. La donna non accetta e preferisce sistemare lei personalmente il corpicino della sua bambina sul carro che trasporta i cadaveri dei morti di peste. Il monatto risulta essere come soggiogato dal sentimento che la donne diffonde intorno a sé.
La vedova (o mercantessa): Si tratta di una donna molto ricca, rimasta vedova, con cui Lucia ha stretto amicizia new lazzaretto. Essa promette a Lucia di occuparsi del corredo e la ritroviamo a colloquio con don Abbondio e al pranzo di nozze organizzato dal Marchese. Ha un carattere gioviale e socievole
Menico: è il ragazzo fi circa dodici anni che Agnese invia a padre Cristoforo, dentro un compenso di dieci quattrini, per conoscere dal frate il da farsi. Il ragazzo si imbatte nei bravi che erano in azione per rapire Lucia, ma riesce a fuggire e avverte Agnese, dicendole che in casa c’è il diavolo. Riesce comunque a fare l’imbasciata e riferisce ai genitori tutto quanto è successo.
Notaio criminale: si tratta del notaio che raccoglie la deposizione dell’oste della Luna piena. Il termine significa che il notaio era addetto all’ufficio dove si trattavano le cause criminali. Si occupa dell’arresto di Renzo, che però riesce a sfuggirgli. Preso dalla paura che la folla vedendo Renzo in arresto, riprenda il tumulto con più volenza del giorno prima, con molta ipocrisia, fa di tutto per sdrammatizzare l’arresto e di non dare nell’occhio.
padre Felice - Al secolo Felice Casati, è un cappuccino che il Tribunale della Sanità ha incaricato della direzione del lazzaretto. Predica ai guariti dalla peste riuniti nella cappella e guida la processione dei risanati.
Tonio: è un compaesano di Renzo. Con don Abbondio ha un debito e la volontà di restituzione della somma sta alla base dell’imbroglio che permette a Renzo a Lucia e ai testimoni di entrare nella canonica con astuzia. Nel capitolo XXXIII Renzo ritrova Tonio che la peste ha cambiato fino a farlo diventare un automata, a sottolineare la forza e l’ineluttabilità del male.
Altri personaggi minori sono il barcaiolo, il barrocciaio, il pescatore che aiutano i protagonisti nella fuga

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community