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La figura dell'oste, del notaio e di Renzo nel capitolo 15


L'oste


Non ha ne simpatia ne antipatia per Renzo ma a lui sta a cuore solo il guadagno. L'oste rappresenta la classe intermedia tra nobiltà e contadini, ossia la borghesia. La borghesia potrebbe rappresentare il ceto sociale del rinnovamento se non badasse solo ai propri interessi. Infatti non solo i commercianti, il ceto che vuol rinnovare la società, ma anche gli imprenditori come il cugino di Renzo e lo stesso Renzo alla fine del romanzo.

Il notaio (commissario di polizia)


Viene colto in tre momenti diversi:
1. È presentato nel palazzo di giustizia dove si sente sicuro nel suo ruol rappresentate l'autorità.
2. Nella camera dell'osteria dove la sua sicurezza viene messa in crisi dai rumori che provengono dall'esterno, edè questo il momento in cui Manzoni comincia a demorire il personaggio.
3. In strada il notatio è rimasto solo senza guardie, l'unica arma che gli rimane è la furbizia che alla fine lo rende ridicolo.
La furbizia non viene mai esaltata da Manzoni perchè è la defomrazione della ragione. Solo la ragione è per Manzoni uno strumento di conoscenza, ma deve basarsi sempre sul vero e non sulla falsità.

Renzo


Renzo, a Milano, affronta una esperienza di formazione e deve adesso intraprendere un viaggio che non aveva progettato. Il notaio utilizza un linguaggio falso e Renzo si accorge del contrasto che c'è tra le false parole del notaio e la realtà dei fatti. Quindi nel suo processo di formazione c'è già una crescita rispetto all'incontro con Ferrer.
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