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Concetti Chiave

  • Il racconto si concentra su donna Prassede, una nobildonna convinta di essere l'interprete del bene, ma guidata da pregiudizi e idee sbagliate.
  • Manzoni critica donna Prassede per la sua vanità e superiorità aristocratica, evidenziando la sua mancanza di autenticità caritativa e l'eccessiva fiducia in se stessa.
  • Il confronto tra donna Prassede e Gertrude mostra che, mentre Gertrude ha speranze di redenzione, Prassede è condannata dalla sua presunzione e rigidità morale.
  • Donna Prassede rappresenta un tipo di benefattrice che, pur volendo fare del bene, agisce con un atteggiamento autoritario e senza comprensione per gli altri.
  • Manzoni pone una forte critica al peccato di superbia, considerandolo il più grave, e identifica la presunzione di donna Prassede come una forma di superbia simile a quella di Lucifero.

Alla coppia sarto-buona donna che ospita Lucia reduce dal castello dell'Innominato subentra nel racconto, che continua a svolgersi intorno a Lucia, un'altra coppia che, a differenza della prima, di modesta condizione sociale, appartiene alla nobiltà; come dicono i nomi - Prassede e Ferrante - devono essere di quei nobili venuti a Milano dalla Spagna e che, come avevano in mano il potere politico, così si arrogavano il titolo di modello di comportamento e di moralità. E qualcosa di questo atteggiamento spagnolesco affiora in donna Prassede che si propone come donna che sa quello che è il bene, quello che gli altri devono fare, così si arroga, in un mondo di devianza, il compito missionario di raddrizzare le storture. Tra le due coppie le affinità sono poche e si riducono ai due mariti che praticano coi libri, in modo dilettantesco il sarto, in modo professionale e robusto il nobile.

Indice

  1. Caratteristiche di donna Prassede
  2. Critica di Manzoni a donna Prassede
  3. Confronto tra Prassede e Gertrude

Caratteristiche di donna Prassede

L'attenzione qui si concentra su donna Prassede, donna di poche idee, la maggior parte delle quali sbagliate, ma a queste lei era più affezionata. Donna Prassede nei Promessi SposiEra guidata da due stelle: quella del sentirsi predestinata a fare il bene e a guidare gli uomini, la gente, al bene di cui lei era interprete autorizzata e senza dubbi; e quella del pregiudizio in base al quale gli uomini e le donne che fossero in dissonanza con le autorità dello Stato o in rapporto affettivo coi dissidenti dovessero avere tare che solo chi possedeva, Come lei, il dono della verità, poteva curare e guarire. Nel processo educativo non le interessava la vita intellettuale e morale del soggetto: quello che faceva discendeva dalla convinzione che il suo operato era una risposta al privilegio che le concedeva il creatore. Si diceva animata da amore per gli altri, per i diseredati, per i compromessi in errori: e per questa parte lei è il prototipo della dama di carità, della nobile che tra gli impegni che svolge con la stessa sicumera e indifferenza ha anche quello dell'amore e dell'aiuto da dare a chi essa ne giudica degno. Di simili tipi di donna di carità, di aristocratica che di tanto in tanto fa visita a qualche tana o fissa un giorno della settimana, quello e nessun altro, per le elemosine, il Manzoni trovava una certa tipologia nelle poesie del suo conterraneo Porta, operante tra la fine del Settecento e i primi anni dell'Ottocento.

Critica di Manzoni a donna Prassede

Si tratta di un tipo di donna che si ritiene portatrice di verità, di effettiva carità, di fedeltà al Vangelo. E qui interviene l'acuto spirito manzoniano a svelare quanto in donne, come donna Prassede, ci sia di falso e di immorale e soprattutto di anticristiano. Ciò che caratterizza questa benefattrice è la vanità, l'orgoglio di casta, la superiorità dell'aristocratica, l'assenza di autenticità caritativa, l'eccesso di fiducia in se stessa, la volontà di imporre agli altri i principi nei quali crede secondo una linea di azione e di giustificazione che può farsi risalire ai Gesuiti del Cinquecento, e ai loro sistemi educativi fondati sull'autoritarismo e sulla riduzione dell'alunno al modello da loro prefissato. "Difetto capitale di donna Prassede è insomma, come sotto forma ironica dice benissimo il Manzoni stesso, il prendere per cielo il suo cervello, ossia il mancare di caritatevole simpatia e di umano rispetto riguardo agli altri, di umiltà e di scetticismo riguardo a se stessa; il cristiano Manzoni, che così bene conosce la miseria del nostro intelletto e così a lungo ha meditato sulla debolezza dell'uomo non sorretto e illuminato dalla Grazia, non può non polemizzare con questa boriosa sufficienza: dobbiamo giudicare, correggere, riprendere; e 'Dio sa quel che faremmo noi nel caso stesso, quello che abbiamo fatto in casi somiglianti' dice Federigo Borromeo, che è un santo, a don Abbondio che è don Abbondio; ma donna Prassede non dirà mai tali parole, ché non penserà mai di esser tra quelli che possono essere giudicati, corretti, ripresi" (Petronio).

Confronto tra Prassede e Gertrude

Ma questa faccendona, così presuntuosa e priva di dubbi, così sicura di essere I Interprete della verità religiosa e morale "porta la sua condanna in se stessa" e con ciò si vuoi dire "che per lei non c'è speranza di salvezza". A suo paragone, una grande peccatrice come Gertrude ha più sicure speranze di redimersi, perché dove c'è tormento, dramma interiore, c'è quell'insoddisfazione che dà al peccatore il senso del proprio limite, e quindi la possibilità di ravvedersi. E ricordare Gertrude non è fuori luogo. Mentre essa infatti è disinteressata nel dare aiuto a Lucia e prova una tenerezza sconosciuta nel farle del bene, tanto da farsi perdonare un poco persino le sue torbide curiosità per la storia in cui entrano I amore di Renzo e la passionaccia di don Rodrigo, donna Prassede si era messa in testa che Lucia, in quanto fidanzata di un poco di buono, qualche cosa l'avesse, e quando la conosce, anziché correggere questo pregiudizio, se ne convince sempre più... E sta qui la spiegazione della severità del moralista, che non applica nei confronti di donna Prassede un intellettualismo di tipo settecentesco, ma è perfettamente coerente con il cristianesimo autentico, che è indulgente verso i poveri di spirito, comprensivo nei confronti di chi pecca travolto dalle passioni, ma intransigente contro il peccato di superbia, il più grande dei peccati contro Dio, quello di Lucifero: e la presunzione è una specie particolare di superbia.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il ruolo di donna Prassede nel contesto sociale e morale del racconto?
  2. Donna Prassede si propone come un'autorità morale, convinta di dover guidare gli altri verso il bene, ma la sua visione è distorta e caratterizzata da pregiudizi, rendendola un prototipo di nobiltà superficiale e presuntuosa.

  3. Come Manzoni critica la figura di donna Prassede?
  4. Manzoni mette in luce la vanità e l'orgoglio di donna Prassede, evidenziando la sua mancanza di autentica carità e umiltà, e la sua tendenza a giudicare gli altri senza considerare le proprie debolezze.

  5. In che modo il confronto tra donna Prassede e Gertrude evidenzia le differenze nei loro percorsi di redenzione?
  6. Mentre donna Prassede è sicura della sua superiorità e non mostra segni di autocritica, Gertrude, pur essendo una peccatrice, ha la possibilità di redimersi grazie alla sua consapevolezza del proprio limite e al suo desiderio di fare del bene.

  7. Qual è la visione di Manzoni riguardo alla carità e alla moralità?
  8. Manzoni sostiene che la vera carità è comprensiva e indulgente verso i peccatori, mentre è intransigente verso la superbia, considerata il peccato più grave, come dimostra la critica a donna Prassede.

  9. Quali sono le affinità e le differenze tra le due coppie nel racconto?
  10. Le affinità tra le coppie sono limitate ai mariti, mentre le differenze emergono nel modo in cui ciascuna donna si relaziona con il bene e il male, con donna Prassede che si arroga il diritto di giudicare e correggere, a differenza della più empatica Gertrude.

Domande e risposte

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