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Storia e invenzione poetica

In un passo della Lettre à Chauvet, Manzoni parla del rapporto fra poesia e storia.
Secondo Manzoni la letteratura si deve basare sul vero, ciò che è realmente accaduto quindi porre l’attenzione sui soggetti tratti dalla storia.
Ma allora cosa distingue un poeta da uno storico?
Anche quest’ultimo tratta di avvenimenti e personaggi accaduti realmente nella storia.
Il poeta non può inventare gli avvenimenti poiché si perderebbe la potenzialità drammatica che questi hanno. A questo punto, al poeta rimane solo una cosa su cui lavorare e da creare: i moventi psicologici, i pensieri, le passioni, i sentimenti che hanno accompagnato i personaggi della storia. Di queste informazioni la storia non ha lasciato documenti. Il compito del poeta è afferrare, rendere quello che gli uomini hanno provato.
Scrive “Tutto ciò che la volontà umana ha di forte o di misterioso, tutto ciò che la sventura ha di religioso e di profondo, il poeta lo può indovinare; o, per meglio dire, coglierlo, afferrarlo e renderlo”.
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