Biografia Manzoni

Alessandro Manzoni nasce a Milano il 7 marzo 1785 da Giulia Beccaria, figlia di Cesare Beccaria autore del trattato “Dei delitti e delle pene".
Al padre, il conte Pietro Manzoni, nobile lecchese, non si riconosce la paternità che viene attribuita dalla critica all’ illuminista Giovanni Verri.
La primissima formazione del poeta avviene a Merate e a Milano per mano di collegi religiosi; sin da subito Manzoni emerge distinguendosi per interessi culturali preferendo alla religione i nuovi ideali democratici e liberali importanti dalla Francia rivoluzionaria.
La madre si separa dal marito e si accompagna con Carlo Imbonati, trasferendosi a Parigi.
Frequenta l'Università di Pavia e si inserisce nello stimolante e favorevole ambiente culturale milanese dove stringe rapporti con Vincenzo Cuoco e Francesco Lomonaco che lo avvicinano alle teorie filosofiche vichiane.
Dopo l'incontro con Foscolo e Monti ha inizio la sua produzione letteraria che lo porta alla pubblicazione di piccole opere di tema politico e sentimentale ispirate stilisticamente ai precedenti neoclassici.

Nel 1805 Manzoni si trasferisce a Parigi a seguito della madre e compone l'anno successivo un carme celebrativo in occasione della morte del patrigno.
Durante il soggiorno parigino, protrattosi fino al 1810, completa il percorso formativo frequentando i salotti di aria romantica e venendo a contatto con gli ideali politici liberal-democratici; qui viene introdotto al gruppo degli ideologi e avvicinato alle letture dei maggiori filosofi e moralisti del seicento.
Da un lato con l'adesione agli ideologi, Manzoni si occupa della ricerca storica e dall'altro, la filosofia moralistica lo sprona a perseguire la vocazione religiosa.
Inoltre, dopo la lettura di Voltaire e delle teorie del tedesco Von Schlegel, il poeta abbandona gli ideali neoclassici a favore dell'emergente gusto romantico.
Nel 1808 Alessandro Manzoni sposa Enrichetta Luigia Blondel di fede calvinista e,dopo la nascita del primo genita, entrambi i coniugi si convertono dal protestantesimo al cattolicesimo ripetendo il rito matrimoniale secondo i dogmi cristiano cattolici; in particolare Manzoni, a seguito di contatti con alcuni ecclesiastici Giansenisti, abiurò il calvinismo e aderì alla fede cattolica rappresentata dalla corrente del giansenismo.
Nel 1810 il poeta torna definitivamente in Italia e si ritira presso la sua residenza, nelle campagne milanesi, la quale diventa un importante centro culturale attorno al quale gravitano rinomati poeti e amici con i quali si confronta.
È il 1810 il primo anno di svolta nella produzione artistica manzoniana che rivolge la sua attenzione al genere della lirica.
Fra il 1810 e il1820 pubblica, alla luce del suo percorso spirituale, alcuni componimenti di natura religiosa (“Inni Sacri”).
Contemporaneamente condivide, insieme all’interesse spirituale, l’attenzione ai concitati accadimenti storici del periodo della Restaurazione; compone due canzoni civili di materia politica e inizia la stesura del"Conte di Carmagnola”, prima delle due tragedie storiche manzoniane.
L’anno del 1821 segna l'inizio di una nuova ed intensa stagione creativa:
egli si dedica alla stesura delle due odi civili maggiori, scrive gli “Adelchi", seconda tragedia storica, che si incentra sulla storia longobarda e concepisce il progetto di un romanzo storico sulla Lombardia seicentesca dominata dall'egida spagnola e decimata dall'epidemia delle peste: “Fermo e Lucia”.
L'autore lavora ad intermittenza sul nuovo romanzo storico alternando ad esso altre opere di natura teorica in cui spiega i propri canoni romantici ponendo l’attenzione sull’ inscindibilità del problema estetico da quello etico.
Nel 1827 pubblica una seconda edizione del romanzo “Fermo e Lucia”, redatto nel 1821 ma mai pubblicato , intitolandolo "I Promessi Sposi".
Dopo una profonda analisi linguistica e una breve parentesi fiorentina, indispensabile ad un affinamento stilistico e linguistico, nel 1840 viene data alle stampe la versione definitiva e revisionata dei "Promessi Sposi".
Dal 1833 una serie di eventi nefasti (morte della moglie e della figlia) segnano l'inizio della parabola discendente dalla poetica manzoniana:
l'autore inizia a dedicarsi alla politica della nascente Italia, partecipandovi attivamente dal 1848 e contribuendo alla propaganda risorgimentale.
Il progressivo allontanamento dalla letteratura lo induce a studi più tecnici di natura filosofica, critica e linguistica; il lungo periodo del silenzio creativo manzoniano viene interrotto dalla pubblicazione di alcuni trattati teorici sulla lingua.
Nel 1860 viene nominato senatore del Regno d’ Italia e trascorre l'ultimo decennio di vita a prestare servizio per lo Stato.
Muore il 22 maggio 1873 a seguito dei postumi di un grave trauma cranico subito cadendo dalla Chiesa di S.Fedele a Milano.
Un funerale pubblico e una messa da requiem dedicata allo scrittore dal musicista Verdi accompagnano le esequie del Manzoni.

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