Leila26 di Leila26
Ominide 39 punti

Analisi del "5 Maggio" di Alessandro Manzoni


Opera dell’autore Alessandro Manzoni, “il cinque maggio” è un’ode appartenente alla raccolta di odi a tema civile. Essa venne infatti composta nel luglio del 1821 a pochi mesi di distanza dalla scomparsa di Napoleone Bonaparte, avvenuta a Sant’ Elena.
L’articolato discorso esposto nell’ode può essere scomposto complessivamente in tre blocchi ognuno dei quali sviluppa un particolare aspetto. L’ode si apre con l’immagine del corpo senza vita di Napoleone e la “attonita” reazione del mondo a tale evento. Si tratta dell’introduzione all’argomento che l’autore intende affrontare ed è seguita dalla sua ferma precisazione che nonostante egli abbia visto nel corso della sua vita sia l’apogeo che il declino di Napoleone, egli non intende prendere alcuna posizione unendosi o al coro di voci che condannarono o osannarono l’imperatore, bensì vuole mantenere la propria imparzialità.
Segue dal verso 25 la seconda sequenza focalizzata sulle vicende dell’imperatore ed i suoi successi come abile stratega militare capace di azioni fulminee. Alla domanda se si trattò di vera gloria, Manzoni non dà alcuna risposta ma si limita ad asserire che “l’ardua sentenza” spetterà solo ai “posteri”.
La gloria fu però una sola parte di ciò che Napoleone sperimentò. Attraverso il susseguirsi di antitesi (dal verso 43 al 48) il poeta elenca i diversi aspetti che caratterizzarono la vita dell’imperatore: la gloria ed il periglio, “la fuga e la vittoria, la reggia e il tristo esiglio”, le sconfitte e le vittorie( versi 47-48).
Storicamente Manzoni definisce Napoleone come arbitro tra due epoche in lotta tra di loro: il secolo dei Lumi che andava estinguendosi ed il nascente Romanticismo.
Infine l’autore traccia gli ultimi giorni di Napoleone oramai sottomesso alla vecchiaia che al “morir d’un giorno inerte” tenta invano di metter per iscritto la propria vita ma finisce coll’essere sopraffatto dai ricordi del passato tra accampamenti militari e campi di battaglia. Questa visione è resa mediante una similitudine in cui Napoleone è come naufrago attorno al quale s’avvolgono e s’abbattono le onde, rappresentanti il peso delle memorie (dal verso 61 al 78).
Da tale ritratto parte una riflessione dell’autore, alla luce della sua visione religiosa, in cui la vicenda politica e personale di Napoleone diventa parabola della caducità del uomo capace di riscattarsi solo grazie alla “Bella Immortal”, ossia la fede. Manzoni ipotizza infatti che Napoleone sotto il peso schiacciante del dolore e della disperazione si sia pentito dei propri errori e abbia chiesto perdono a Dio, il quale lo portò “pei floridi sentier della speranza ai campi eterni”.
Diversi sono i temi affrontati da Manzoni in quest’ode, in particolare la vicenda napoleonica caratterizzata da alti e bassi (dal verso 13 al 16) ,permette all’autore di esprimere il suo giudizio sulla gloria terrena . Essa è vista come vana ed illusoria in quanto nonostante i suoi notevoli successi, il suo potere e le alte posizioni raggiunte, alla fine Napoleone fu condannato alla solitudine e reclusione dell’esilio. Secondo tema essenziale nel componimento è la fede, elemento romantico della poetica manzoniana. La fede è vista come ciò che ha consentito persino all’imperatore, uno tra gli uomini più superbi in assoluto, di raggiungere la salvezza (dal verso 99 al 101). Essa è strettamente correlata al concetto di “provida sventura” : se non fosse stato per il dolore dell’esilio Napoleone non avrebbe mai riflettuto attentamente sulla propria condotta e chiesto perdono a Dio. Altro tema presente è quello della poesia che riesce a sottrarsi all’oblio garantendo l’immortalità dopo la morte(versi 23 e 24).
Manzoni delinea un preciso ed accurato ritratto di Napoleone, la cui figura risulta per certi aspetti simile all’idea di eroe foscoliano. L’inquietudine ed il tormento che caratterizzano l’animo passionale dell’eroe foscoliano richiamano “la procellosa gioia” e “l’ansia d’un cor che indocile serve”, espressioni utilizzate da Manzoni per illustrare le varie esperienze ed emozioni vissute da Napoleone. Ma se Napoleone riesce alla fine a trovare conforto nella fede, tale possibilità è assolutamente esclusa nella visione meccanicistica di Foscolo, che non annovera la fede tra le illusioni in grado di rendere degna la vita.
Hai bisogno di aiuto in Vita ed opere di Alessandro Manzoni?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Potrebbe Interessarti
Registrati via email