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Concetti Chiave

  • Il romanzo "Ulisse" di Joyce si svolge in un solo giorno a Dublino, seguendo la vita di Leopold Bloom, parallelo simbolico a Ulisse dell'Odissea.
  • La struttura del romanzo è composta da tre parti, ognuna suddivisa in episodi che riflettono il poema omerico e utilizzano tecniche narrative innovative.
  • Il monologo interiore e il flusso di coscienza sono le tecniche narrative predominanti, particolarmente nell'episodio finale dedicato a Molly Bloom.
  • Joyce ha vissuto in diverse città europee durante la scrittura dell'"Ulisse", tra cui Trieste e Parigi, dove ha raggiunto il successo letterario.
  • Il romanzo è caratterizzato da una continua sperimentazione linguistica, esplorando le molteplici possibilità del linguaggio.

Il tempo e la struttura dell'Ulisse

Nel corposo romanzo di Joyce, a un tempo del racconto molto ampio (l’Ulisse ha quasi mille pagine) corrisponde un tempo della storia di una sola giornata, vissuta a Dublino dal protagonista Leopold Bloom. La vicenda è ambientata ai primi del Novecento e nel titolo e nella struttura ripropone, in chiave simbolica, l’Odissea di Omero. Bloom è Ulisse, il giovane Stephen Dedalus, che Lepold prende sotto la sua protezione, è il figlio Telemaco, l’infedele moglie Molly è Penelope.

Tecniche narrative e sperimentazione linguistica

Il romanzo è diviso in tre part, ogni parte in vari episodi. Ad ogni episodio corrispondono un equivalente nel poema omerico, un significato, l’uso di una tecnica narrativa particolare, il riferimento a una scienza o a un’arte. Negli episodi della seconda e della terza vi è anche il richiamo ai diversi organi del corpo umano.

Tra le tecniche narrative, il monologo interiore, fino al flusso di coscienza dell’episodio finale (interamente dedicato a Molly Bloom), è la più presente. Ma l’intero Ulisse è caratterizzato dalla sperimentazione linguistica, dall’esplorazione delle innumerevoli possibilità offerte dal linguaggio.

James Joyce , irlandese di Dublino, nel 1904 lasciò l’Irlanda, soggiornando per parecchi anni a Trieste (dove divenne amico di Italo Svevo) e, per breve tempo, a Roma. Dal 1915 al 1919, a causa della guerra, dovette trasferirsi a Zurigo. Ritornò a Trieste nell’ottobre del 1919. nel 1920 Joyce andò a vivere a Parigi e qui poté allargare la cerchia dei suoi ammiratori e delle sue conoscenze, raggiungendo finalmente il pieno successo letterario e contribuendo a quello de La coscienza di Zeno dell’amico Svevo. Dopo lo scoppio della Seconda guerra mondiale e l’invasione della Francia da parte dei nazisti riuscì a rifugiarsi in Svizzera, dove morì. La sua opera maggiore è l’Ulisse, iniziato nel 1914 e pubblicato nel 1922. tra le sue altre opere, i raccont Gente di Dublino e La veglia di Finnegan.

Domande da interrogazione

  1. Qual è la struttura temporale dell'Ulisse di Joyce?
  2. L'Ulisse è ambientato in una sola giornata a Dublino, ma il romanzo è molto ampio, con quasi mille pagine, e ripropone in chiave simbolica l'Odissea di Omero, con Leopold Bloom che rappresenta Ulisse.

  3. Quali tecniche narrative caratterizzano l'Ulisse?
  4. Il romanzo è caratterizzato dal monologo interiore e dal flusso di coscienza, in particolare nell'episodio finale dedicato a Molly Bloom, oltre a una sperimentazione linguistica che esplora le possibilità del linguaggio.

  5. Qual è il contesto biografico di James Joyce durante la scrittura dell'Ulisse?
  6. Joyce, irlandese di Dublino, ha vissuto in diverse città europee, tra cui Trieste e Parigi, prima di pubblicare l'Ulisse nel 1922, dopo aver iniziato il lavoro nel 1914, e ha raggiunto il successo letterario solo dopo il suo trasferimento a Parigi.

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